feb 17 2014

Un ricordo per Giordano Bruno

Come si fa? Come si fa a non ricordare il frate di Nola che sfidò l’oscurantismo della Chiesa di Roma? In un’epoca, poi, che non lasciava spazio a dibattiti e civili confronti in punta di forchetta — gli avversari, la Chiesa di Roma li infilzava per davvero. O li inceneriva, come facciamo noi oggi con i rifiuti. E Giordano Bruno è finito proprio così, in cenere: ma è una cenere sotto cui continua ad ardere la brace, una cenere che non si è dispersa come speravano (invano) i suoi carnefici.

Io non posso non ricordarlo: il giorno in cui la Santa Inquisizione pronunciò la sua condanna è il giorno del mio compleanno — ho sempre un pensiero per quel gigante.

Non aggiungo altro: l’ho già fatto in passato.


feb 5 2014

Sessismo e papaveri

Fioccano sul web le condanne a Grillo e al M5S per gli insulti sessisti rivolti alla presidente Boldrini, e la gravità di questi comportamenti viene giudicata superiore a qualsiasi altra cosa.

Personalmente — e da non-grillina — non sono affatto d’accordo con questa lettura dei fatti.

Che la nostra società sia orientata in senso patriarcale non è una novità e soprattutto non dipende da una connotazione ideologica di “destra” o di “sinistra”: il discorso è troppo lungo e passabilmente complesso per essere affrontato in questa sede. Pertanto scandalizzarsi per quanto avvenuto in questi giorni, a fronte di innumerevoli analoghi episodi il cui nome è legione, mi sembra nel migliore dei casi miope, e nel peggiore strumentale.

I papaveri, si sa, son alti alti alti: le parole offensive rivolte in quest’occasione a Laura Boldrini fanno assai più rumore delle parole assolutamente simili rivolte quotidianamente a migliaia di donne oscure — quante volte gli automobilisti maschi gratificano di “zoccola”, “puttana”, “troia” o peggio (!!!) l’automobilista femmina o il pedone femmina che non si dislocano con sufficiente sollecitudine? E quante volte nella pausa caffè questi epiteti vengono disinvoltamente appiccicati alla collega, alla “capa” o alla sottoposta? Volete veramente farmi credere, o voi paladini del politically correct, che accorrete su di un bianco destriero ogniqualvolta si verifichino tali deplorevoli eventi per abbattere il brando della vostra giustizia egualitaria sull’esecrando villano? Ma dài.

Chi mi conosce sa cosa penso di Forza Italia, del Pdl, di Berlusconi, del berlusconismo e del centro-destra — lo dico forte e lo scrivo chiaro da molti, molti anni. Ebbene, io non ricordo di aver mai udito una sola voce levarsi a protestare per analoghi comportamenti nei confronti della parte femminile di quegli schieramenti.

È chiaro che qui c’è sotto qualcosa che va ben oltre la caduta di stile o la cultura sessista: à la guerre comme à la guerre, insomma, tanto più che Laura Boldrini (come altri personaggi di questo sgoverno) non è innocente. E non credo di dover essere io a ricordare che la prima, elementare regola di attacco al nemico passa per la sua svalorizzazione ontologica ed etica. Mi spingo oltre: vedo un dito che indica la luna, e vedo un sacco di gente che guarda il dito. È più chiaro, così?

P.S.: Nel corso degli anni mi sono sentita dare della “troia fascista” e della “puttana antifascista”: me la concedete, un po’ di solidarietà?


feb 3 2014

Boldrini, M5S e l’insulto che serve

Lo dico subito così ci togliamo il pensiero: non ho la minima intenzione di esprimere alcuna solidarietà a Laura Boldrini, che regalando 7 miliardi e mezzo di euro alle banche ha piantato un altro chiodo nella bara del popolo italiano.

Attualmente la signora Boldrini è un personaggio pubblico ed è Presidente della Camera dei Deputati, il che ne fa la terza carica dello Stato. Da che mondo è mondo, il volgo usa dileggiare i potenti: il fatto che al giorno d’oggi i social concedano a quello che un tempo era uno sfogo da osteria la dignità di un’esternazione Urbi et orbi peggiora le cose soltanto esteticamente.

Si vede che la signora Boldrini non è abituata allo scontro: io, che non sono nessuno,  in trent’anni che scrivo e parlo ho collezionato tali e tanti insulti (e minacce) che potrei farci un’antologia. Ho esternato? Ci ho perso il sonno? Mi sono indignata? Ovviamente no. Perché l’insulto, di norma, è l’ultimo argomento che resta a chi non ha più argomenti: attribuirgli soverchia importanza equivale a dimostrare di esserne stati toccati, e quindi legittimare in qualche modo chi insulta.

Senza contare che l’insulto, come ogni altro oltraggio, qualifica chi lo fa e non chi lo riceve. Devo lasciarmi, andreottianamente, indurre a pensare che tutta questa bagarre su chi-insulta-chi sia funzionale al mantenimento di taluni equilibri e alla demonizzazione di talaltri soggetti politici in vista di una normalizzazione ancien régime che non passerà per le urne? Non insistete…


gen 23 2014

“Terrorismo animalista”: unica vittima, la ragione

ATTENZIONE: IMMAGINI FORTI

Non mi piacciono i sensazionalismi, ma stavolta faccio un’eccezione e vi regalo un documento assolutamente straordinario: l’immagine esclusiva di un militante del gruppo terrorista animalista ARF in assetto di guerra mentre si prepara a colpire il suo obiettivo dopo averlo individuato. Cliccate sul link qui sotto per visionare il documento. Vi ho avvisati.

https://imageshack.com/i/goqb8qj


dic 11 2013

Gallinae in Fabula | Animalismo è Antispecismo

Gallinae in Fabula | Animalismo è Antispecismo.

http://gallineinfabula.wordpress.com/2013/12/11/prima-institutio-fit-in-ore/


nov 21 2013

Ricordando Marti Kheel

Il 19 novembre 2011 moriva Marti Kheel — un nome che in Italia dice poco, per una donna che invece ha fatto molto. La racconto un po’, qui.


ott 24 2013

UNA FIRMA PER CANCELLARE LA VIVISEZIONE

LA TUA FIRMA PUO’ FERMARE LA VIVISEZIONE. SE ANCORA NON L’HAI FATTO, FALLO ADESSO: FIRMA ANCHE TU E CONTRIBUISCI A CANCELLARE LA VERGOGNA CRIMINALE DELLA VIVISEZIONE.

WWW.STOPVIVISECTION.EU


ott 17 2013

Relatività dello scandalo

È incredibile come in Italia, oggi, possa dare più scandalo un solo tedesco morto che 13mila americani vivi.

http://www.meridianionline.org/2013/10/14/il-pentagono-le-basi-militari-usa-italia/?utm_source=feedburner&utm_medium=feed&utm_campaign=Feed%3A+meridianionline+%28meRIdiani+-+Relazioni+Internazionali%29


ott 16 2013

Pietas l’è morta

Mi ero ripromessa di non scrivere neppure una riga su quello che ormai è il “caso Priebke”. Ma dopo le scene di ieri ad Albano Laziale, mi smentisco volentieri.

È dai tempi di Omero che l’oltraggio al cadavere viene ritenuto biasimevole: Achille che trascina nella polvere il cadavere di Ettore vinto non ci fa una bella figura; e su Antigone che spiega alla sorella Ismene perché è disposta a morire per dare sepoltura al fratello Polinice, condannato dalle nuove leggi a finire in pasto ai corvi, ha scritto mirabilmente Sofocle (chissà se a scuola lo si studia ancora).

[...] ma il corpo
di Polinice, che perí di misera
morte, per ordine indiscusso vieta
che sia sepolto o pianto da nessuno,
ma, senza tomba e illacrimato resti
caro ambìto tesoro agli occhi ingordi
degli uccelli, che possano cibarsene.
Questo col bando impose il buon Creonte
a te, dicono, e a me — capisci? a me! —
e verrà qui per proclamarlo chiaro
a chi l’ignora; e che non prenda l’ordine
nessuno alla leggera; e il trasgressore
lapidato morir dovrà dal popolo
della città. Son questi i fatti.
[...]
Sepolcro io gli darò; bella, se l’opera
avrò compiuta, mi parrà la morte.
E cara giacerò presso a lui caro,
d’un pio misfatto rea: poiché piacere
piú lungo tempo a quelli di laggiú
debbo, che a quelli che qui sono. Là
giacer debbo in eterno. E tu, se credi,
disprezza pure ciò che i Numi pregiano.

Impedire un gesto di pietas, impedire ai familiari di chicchessia di onorare il proprio defunto con una degna sepoltura mi pare un sopruso inaccettabile; e infierire su un morto — che sia chiuso in una cassa o steso sul selciato non ha nessuna importanza — è per me la cosa più vile che un essere umano possa fare. Penso ovviamente a piazzale Loreto (Ferruccio Parri definì l’accaduto “esibizione da macelleria messicana”, e Sandro Pertini imputò a quell’atto di aver “disonorato l’insurrezione”), ma penso anche a scempi più recenti — i coniugi Ceasusescu, Saddam Hussein, Muammar Gheddafi, Osama bin Laden (o il suo simulacro).

E poi, vogliamo ricordare cosa dice il Codice Penale?

Capo I: DEI DELITTI CONTRO LA RELIGIONE DELLO STATO E I CULTI AMMESSI

Art. 405 Turbamento di funzioni religiose del culto cattolico

Chiunque impedisce o turba l’esercizio di funzioni, cerimonie o pratiche religiose del culto cattolico, le quali si compiano con l’assistenza di un ministro del culto medesimo o in un luogo destinato al culto, o in un luogo pubblico o aperto al pubblico, e’ punito con la reclusione fino a due anni. Se concorrono fatti di violenza alle persone o di minaccia, si applica la reclusione fino a tre anni.

Capo II: DEI DELITTI CONTRO LA PIETA’ DEI DEFUNTI

Art. 409 Turbamento di un funerale o servizio funebre

Chiunque, fuori dei casi preveduti dall’articolo 405, impedisce o turba un funerale o un servizio funebre e’ punito con la reclusione fino a un anno.

La gestione del “caso Priebke” è l’ennesima riprova di quanto in basso sia caduto questo sciagurato Paese, che niente e nessuno potrà indurmi a chiamare Stato o Nazione. E tutti voi che avete sputato sul carro funebre, o avete plaudito a chi l’ha fatto, o avete lasciato che si creassero le condizioni per poterlo fare, o sornionamente avete fatto finta di nulla perché la cosa non vi riguardava (ma “per quanto voi vi crediate assolti siete per sempre coinvolti”, come avrebbe detto il Faber) — tutti voi, nessuno escluso, mi fate profondamente schifo.


ott 11 2013

Per il compleanno di un permaloso

Carlo carissimo,

accidenti se sei suscettibile. L’ho sempre saputo, per la verità, e ne sono una prova gli innumerevoli rapporti rotti e ricuciti e di nuovo rotti e mai rabberciati di cui sono stata, più o meno volontariamente, testimone. Pure, la nostra amicizia non ha mai conosciuto alti e bassi: solo alti, e di questo non sarò mai grata abbastanza a chi di dovere.

Ma torniamo alla tua suscettibilità, toscanaccio. Dunque ieri era il tuo compleanno: e non ti ho scritto, come faccio tutti gli anni da quel giorno di settembre in cui hai avuto la bella pensata di andartene definitivamente (in fondo in fondo, credo di non avertela ancora perdonata ‘sta cosa; e quando ci ritroveremo pretendo una spiegazione esauriente. Sei avvisato). Il fatto che non ti abbia scritto non vuol mica dire che mi sia dimenticata di te, e lo sai. Ma siccome sei un tipo permaloso (in buon meneghino ti definirei “on rasietta”), stamattina mi hai tirato le orecchie: là da dove proprio non avrebbe dovuto essere, e senza alcun motivo, è saltata fuori la copia del tuo primo libro con tanto di dedica a me personalmente — se un minuto prima mi avessero chiesto dov’era, avrei giurato che fosse nella mia libreria. Alla faccia dell’understatement, Carlo…

E così ti ho scritto anche stavolta, hai visto? Me ne ricorderò, negli anni a venire: non sia mai che litighiamo proprio adesso. Proprio adesso che il momento è difficile, per me come per tutti, e che ho un bel ripetermi “è il Kali-yuga” — ma questo è uno di quei momenti in cui anche i mantra servono a poco. E proprio adesso che non sai quanto mi farebbe piacere fare quattro chiacchiere con te, per constatare previsioni avverate, ipotizzare scenari prossimi venturi (molto prossimi, ché di questi tempi il medio e il lungo termine sono concetti vuoti) ed elaborare strategie per trovare un senso al nostro andare e alla cerca che non abbiamo mai deposto: certo non ti vedo più, né posso sentirti come allora; ma sono sicura, anzi so, che quel tuo andare e quella tua cerca restano vivi — ci capiamo, non è vero?, come ci capivamo un tempo.

La chiudo qui, per quest’anno. Ci sono cose che più ne parli e più le rovini, e soltanto un buon silenzio può preservarle in tutta la loro ricchezza d’essere. Vale, Carlo, vale optime là dove sei; là da dove mi hai chiamato, stamattina.

Con l’affetto di sempre

A.