16 gennaio 2007. "Alzati, ché sta passando / la giustizia popolare…"

Parlavo stamattina con un amico mio di pena di morte — di Saddam Hussein, dei suoi seguaci impiccati male, e più indietro nel tempo di Anna Bolena decapitata finalmente al terzo colpo ché il boia era un tantino emozionato e quella dannata ascia proprio non gli riusciva di calarla sul collo della reproba fulvocrinita: beccò una spalla, il mezzo delle scapole, e infine colpì giusto. Incerti del mestiere.
Poi siamo finiti sull’Erba di casa nostra, e io ho pensato (ma non gliel’ho detto al mio amico) che in certi casi rivaluterei la giustizia popolare — che è tutt’altra cosa, per fortuna, dai tribunali del popolo. E che l’Olindo e la Rosa li vedrei bene alla gogna, sulla pubblica piazza, e intorno un bel cordone sanitario ad evitare improvvidi gesti misericordiosi, e poi si passa dopo una settimana, con acqua e segatura, a fare pulizia. Vedete, gli è che il fatto di non essere cristiana mi esime dall’esser caritatevole e perdonista, e dal farmi scrupolo di dire quel che penso…

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