17 giugno 2006. "Alla donna disse…"

«Alla donna disse: “Io moltiplicherò grandemente le tue pene e i dolori della tua gravidanza; con dolore partorirai figli”» (Genesi 3,16)

Tento di mettere un po’ d’ordine fra le mille scartoffie che occupano tavoli, sedie e ripiani di casa mia, quando m’imbatto in un titolo biblicamente minaccioso: “E tu partorirai in manette”.

Non ci posso credere! Se ne sono accorti! Un giornale ufficiale come “Io donna”, supplemento femminile (?) al “Corriere della sera”, finalmente parla dell’orrore quotidiano inflitto alla Palestina occupata, dove neanche la sacralità intoccabile del dare la vita sfugge alle perverse logiche umane.

Procedo nella lettura: “far nascere un bimbo con le caviglie incatenate e il polso legato al letto … oggi c’è chi la chiama tortura”. Esulto: l’articolo trasuda sdegno e punta un metaforico dito accusatore contro questa autentica barbarie.

Peccato che l’articolista non stia parlando della Palestina, bensì degli Stati Uniti d’America, dove questa singolare prassi carceraria, applicata da 48 Stati su 50, viene definita una “misura di sicurezza”. Ora mi sorge un dubbio: saranno stati gli Usa ad aver esportato questo gioiello legislativo nella nazione amica, o sarà stato Israele ad illuminare col fuoco del roveto ardente i grezzi epigoni della frontiera? Mi terrò il dubbio.

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