17 settembre 2003. … e non dite che non ve l'avevo detto

Oggi è il 17 settembre. Fra tanti anniversari che costellano questo settembre, ci giurerei che questo è sfuggito a molti. Però qualcuno se lo ricorderà che martedì 17 settembre 2002 «nel disinteresse pressoché generale della non-America, la Casa Bianca rendeva pubblico un documento intitolato “The National Security Strategy of the United States of America” (la strategia per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti d’America), e considerata da più parti e a buon diritto come il manifesto dell’Impero: si tratta, infatti, del primo testo in cui l’America esprime apertamente, e motivandola dal punto di vista morale, la propria intenzione — non più discutibile o procrastinabile — di governare il mondo. La novità principale contenuta in questo documento consiste nell’enunciazione di una Weltanschauung o, se si preferisce, di una precisa antropologia: è questo, infatti, il significato dell’affermazione iniziale che dalle grandi lotte del secolo XX è scaturito un modello unico fondato su tre (e tre soli) pilastri — libertà, democrazia e libera impresa. Il non voler, o non poter, adottare questo modello è condizione necessaria e sufficiente per essere annoverati fra i “cattivi” — i famigerati rogue states, gli Stati-canaglia. Ed è per questo, si suggerisce, che verrà dichiarata guerra all’Iraq: la prima guerra del nuovo Impero, pronto a prendere il posto dello Stato-canaglia eliminato in vista di una ridelineazione del Medio Oriente, come in un tragico Risiko giocato sulla pelle dei popoli» (mi cito: cfr. il mio intervento del 9 aprile 2003 su questo stesso blog, in cui esaminavo più a fondo il documento).

Dunque è passato un anno e gli anniversari, si sa, vanno festeggiati: è per questo che oggi, spulciando le agenzie di stampa, m’imbatto in queste tre perle che riporto di seguito:

TERRORISMO: FRIEDMAN, GUERRA MONDIALE CONTRO ISLAMISMO POLITICO – NON RINUNCEREMO A SOCIETA’ CHE ABBIAMO COSTRUITO New York, 17 set. (Adnkronos) – «La “terza guerra mondiale” è contro il totalitarismo religioso. L'”islamismo politico” ha come fondamentale obiettivo quella di minacciare l’esistenza della “società aperta”. Da questa minaccia è nato l’11 settembre». Lo afferma Thomas Friedman, columnist del New York Times, saggista di successo e premio Pulitzer, in un’intervista a “Repubblica”. «È stata sconfitta — sottolinea — l’idea di chi pensava che questo terrorismo avrebbe cambiato la bilancia del potere fra noi e loro. Il messaggio che abbiamo mandato è chiaro: non siamo disposti a rinunciare alla società aperta che abbiamo costruito in 250 anni».

USA: LISTA UNICA PER TUTTI I SOSPETTI TERRORISTI Washington, 17 set. (Adnkronos) – Gli Stati Uniti intendono stilare un’unica lista con i nomi di oltre 100mila sospetti di terrorismo, in modo da evitare gli errori precedenti all’11 settembre. Il compito è stato affidato ad un nuovo centro, che sarà operativo in dicembre e verrà guidato dall’Fbi, assieme alla Cia, il Dipartimento di Giustizia e quello per la Sicurezza Interna.

M.O.: NY TIMES, DA ARABIA SAUDITA META’ FONDI HAMAS – ‘RIAD FORNISCE 5 MILIONI DI DOLLARI L’ANNO ALL’ORGANIZZAZIONE’ Riad, 17 set. – (Adnkronos/Aki) – Almeno la metà dei fondi a disposizione del movimento integralista palestinese Hamas proviene direttamente dall’Arabia Saudita. È quanto afferma nell’edizione di oggi il “New York Times” citando fonti statunitensi e israeliane, secondo cui 5 dei 10 milioni di dollari annui di cui dispone l’organizzazione provengono appunto da donatori sauditi. Le offerte — sottolinea il quotidiano — vengono effettuate esclusivamente in contanti, rendendo difficile se non impossibile l’individuazione del denaro da parte dei servizi di sicurezza americani. (Mam/Gs/Adnkronos).

Ci riuscite da soli a mettere in collegamento le dichiarazioni di Friedman con quelle del “New York Times” di cui lo stesso Friedman è opinionista, o devo darvi una mano? E vi torna che la lista unica di proscrizione per i sospetti terroristi rientra nella strategia per la sicurezza nazionale del grande Paese sotto Dio, o vi sembra un caso? Fate un piccolo sforzo. E cominciate a preoccuparvi.

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