18 luglio 2006. Impotenza

È da qualche giorno che vorrei scrivere qualcosa sulla guerra in Medio Oriente. Ma proprio non mi riesce. Non ne sono capace. Tutto l’orrore, il disgusto e la rabbia che mi porto dentro mi paralizzano, e provo soltanto un disperante senso di impotenza.

So di non essere la sola: e vedo e apprezzo tutta la solidarietà e la mobilitazione che attraversano noi, cinquantunesima stellina occulta sulla Old Glory (che ironia…) grondante sangue, e il resto del pianeta. Ma non mi basta. E non mi basta neanche l’amara soddisfazione di poter dire “io c’ero”: perché io ci sono da sempre, su certe barricate. Ma non basta. E questa voglia di urlare e di agire diventa sempre più forte, ma finirà nel nulla — è inevitabile.

Forse la cosa che mi fa più male, adesso, è vedere lo stupore sulle facce di molti che in questi giorni si agitano e strillano e mandano petizioni e scrivono a D’Alema eccetera eccetera. Ma perché, dove eravate un mese fa e un anno fa e dieci anni fa e nel 1967 e nel 1948…? DOVE CAZZO ERAVATE?

Ma ne vogliamo parlare, dell’infatuazione che la sinistra italiana ebbe per l’America? E dell’assunzione aprioristica dell’antifascismo come comoda pregiudiziale per mettere d’accordo Usa e Urss sulla spartizione dell’Europa? E che vogliamo dire della destra atlantista post-1945? Con la coscienza sporca per aver varato le leggi razziali e quel disprezzo strisciante verso gli arabi che discende dalle Crociate e dall’ignoranza? Eccole tutt’e due a giustificare l’esistenza di Israele e santificare l’Olocausto facendone un dio unico, un Moloch davanti a cui nessun sacrificio è abbastanza, un topos senza riferimento al quale nessun discorso ha valore, un alibi grazie al quale legittimare ogni prevaricazione. Naturalmente sotto sotto c’è l’economia, ma è una materia di per sé così poco affascinante… Meglio ammantarla di retorica corrusca ed agitare bandiere mentre rullano i tamburi, perché è questo che trascina le masse.

E così eccoci qui, mentre Israele attua la sua Endlösung in diretta, senza che nessuno muova un dito perché Israele è Israele… E qui in Italia, se da un lato dobbiamo riconoscere alle sinistre almeno un minimo di sbattimento (senza esagerare, eh?), dall’altro ci tocca assistere alle inaudite dimostrazioni di leccaculismo da parte di personaggi come Berlusconi&Fini con tutti i loro sodali, che gettano benzina sul fuoco e si esibiscono in tripli salti mortali con avvitamento carpiato pur di ritagliarsi un posticino sul carro del vincitore. Senza vergogna.

Non so come andrà a finire. E non so neppure se finirà, e quando: può essere relativamente facile sterminare un popolo, o addirittura una razza. Ma i fedeli di una religione sparsi per il pianeta no, e neppure i portatori di un’idea. Almeno credo. Mi auguro. Comunque, io c’ero. Io ci sono.

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