21 gennaio 2007. Poi dice che uno è perplesso…

Leggo:

Reuters – Sab 20 Gen
WASHINGTON (Reuters) – Gli Stati Uniti preparano un’azione militare contro il programma nucleare dell’Iran che va oltre gli attacchi limitati e che potrebbe scatenare una guerra contro il Paese: ne è convinto un ex analista dei servizi Usa.
“Ho visto parte della pianificazione. Non si sta parlando di un attacco chirurgico”, ha detto Wayne White, uno dei maggiori esperti di Medio Oriente al servizio del bureau di intelligence e ricerca del Dipartimento di stato fino al marzo 2005.
“Stiamo parlando di una guerra contro l’Iran” che potrebbe destabilizzare il Medio Oriente per anni, ha dichiarato White al Middle East Policy Council, un think tank di Washington.
“Non si parla solo di attacchi chirurgici contro una serie di obiettivi all’interno dell’Iran. Stiamo parlando di liberare la strada per gli obiettivi” eliminando gran parte dell’Aeronautica militare iraniana, sottomarini Kilo, missili anti-nave che potrebbero colpire le navi da guerra o commerciali Usa nel Golfo, e prendere di mira persino le disponibilità di missili balistici iraniani, ha detto White.
L’analista si è detto “molto più preoccupato” delle conseguenze di un simile intervento che di una guerra civile in Iraq.
Il presidente George W. Bush ha più volte ribadito di ricercare una soluzione diplomatica alla questione iraniana, senza tuttavia escludere l’opzione militare.
I suoi recenti discorsi, che hanno evocato sanzioni finanziarie più rigide contro Teheran e criticato il coinvolgimento iraniano in Iraq, hanno ridato vigore alle speculazioni su un possibile attacco Usa contro l’Iran.

E poi:

Sanzioni Usa contro le banche iraniane di Lovanio Belardinelli (pubblicato il 20 gennaio 2007)
Dopo che il Consiglio di Sicurezza dell’ ONU ha imposto sanzioni a Teheran per il suo programma nucleare, il Dipartimento al Tesoro degli Stati Uniti ha indicato la Banca Sepah
Sarà vietato per le banche statunitensi avere relazioni con la banca Sepah e le sue filiali estere (Roma, Francoforte, Parigi, Londra). Non solo. Anche i singoli cittadini americani sono interdetti ad avere rapporti con la Banca in questione.
La pressione del Dipartimento al Tesoro viene esercitata anche sulle banche europee che vengono “sollecitate” a tagliare i ponti con il sistema bancario iraniano o ridurre drasticamente la loro attività. Alcuni importanti Istituti hanno già aderito a queste “esortazioni”: Abn Amro, Credit Suisse e UBS, Credit Lyonnais, Barclays, IntesaSanpaolo, Società Generale e, recentemente, Commerzbank.
Lo strangolamento economico è iniziato.
(uno dei maggiori istituti di credito dell’Iran, controllato dallo Stato) come banca che garantisce le transazioni finanziarie legate al programma missilistico iraniano.

E poi ancora mi viene in mente che una decina di giorni fa…

Iraq, raid Usa in consolato iraniano
ERBIL (Iraq) – Forze Usa hanno compiuto un raid nel consolato iraniano a Erbil, nel Kurdistan iracheno, e hanno arrestato cinque persone. Lo hanno riferito la televisione statale irachena e un’emittente curda. Non ci sono per ora commenti da parte dei militari americani.
Una anonima fonte ufficiale iraniana, citata dall’agenzia Fars, ha parlato di “attacco degli occupanti americani” e ha precisato che “sono state rotte le porte e sono state arrestate le guardie” del consolato. “Cinque impiegati del consolato sono stati arrestati dai soldati americani, che hanno sequestrato i loro averi e documenti”, ha aggiunto la fonte.
Secondo l’emittente satellitare del Kurdistan iracheno, l’operazione è stata compiuta all’alba, attorno alle 04:00. Prima di entrare in azione, le forze americane hanno sparato diverse raffiche di armi automatiche a scopo intimidatorio attorno al consolato iraniano, che è situato in una zona densamente abitata nel centro della città. Tutte le persone presenti nell’edificio sono state arrestate, mentre dai locali della rappresentanza diplomatica sono stati prelevati e sequestrati numerosi documenti e materiale vario, ha riferito ancora l’emittente, che è di proprietà del Partito Democratico del Kurdistan guidato da Massoud Barzani, presidente della regione autonoma curda.
http://www.repubblica.it/2007/01/sezioni/esteri/iraq-107/iraq-11gen/iraq-11gen.html

E che:

Ieri le truppe statunitensi hanno lanciato due raid contro obiettivi iraniani in Iraq, dando seguito alla promessa del Presidente Bush di confrontarsi e distruggere le reti [network] iraniane all’interno dell’Iraq. Cinque iraniani sono stati arrestati, e grandi quantità didocumenti e dati informatici sono stati sequestrati, secondo ufficiali statunitensi, iracheni e iraniani.
*I due raid fanno parte di una nuova operazione di intelligence militare statunitense lanciata il mese scorso contro l’Iran, dicono ufficiali statunitensi.* Gli Stati Uniti stanno tentando di identificare e arrestare alti ufficiali della Brigata della Guardia Rivoluzionaria iraniana di al-Quds in Iraq. Le brigate al-Quds sono attive nell’armare, addestrare e finanziare movimenti militanti in tutto il Medio Oriente, come l’Hezbollah libanese, in Medio Oriente.

Da: http://www.washingtonpost.com/wp-dyn/content/article/2007/01/11/AR2007011100427_pf.html

Sono perplessa. In parecchi ambienti e in particolare in quello della cosiddetta destra (uso il termine per pura convenzione) antagonista, radicale o come preferite — ché tanto questo è uno di quegli ambiti in cui come ti muovi sbagli, ed errare humanum est, lo sanno tutti — in certi ambienti, dunque, è piuttosto forte la convinzione dell’esistenza di un asse del male Usa-Israele-Iran avente di mira l’assoggettamento del Medio Oriente. Per cortesia non mi chiedete di spiegarvi il perché e il percome di questa analisi perché io, nella mia infinita pochezza, ancora non l’ho capita.

Fatto sta che in quest’ottica un tantinello perversa io non riesco a inquadrare gli avvenimenti succitati. Ma ho un po’ di paura a chiederlo agli analisti di quegli ambienti là: perché temo che potrei sentirmi rispondere che si tratta di manovre diversive o qualcosa del genere. Così mi limito a registrare i fatti, dimenticandomi, per esempio, che lunedì 24 settembre 2001, nel corso di una «videoconferenza senza il presidente […] Condoleezza Rice sollevò l’argomento degli Stati canaglia. “Qual è la nostra strategia rispetto ai Paesi che sostengono il terrorismo, come Iran, Iraq, Libia, Siria e Sudan?”. Gli Stati Uniti avevano bisogno di dati certi per valutare la propensione al terrorismo di quei Paesi»; e che venerdì 28 settembre 2001, durante una riunione del Consiglio di Sicurezza Nazionale, Bush dichiarò: «”Quello che facciamo in Afghanistan sarà un segnale ad altre nazioni, per far capire che contro il terrorismo saremo implacabili”. Citò la Siria e l’Iran, da tempo Stati canaglia» (Bob Woodward, La guerra di Bush, Sperling&Kupfer, Milano 2003, pp. 123 e 158).

Che volete? Resto perplessa.

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