25 luglio 2003. Criminali di guerra

Una delle notizie più interessanti ma meno pubblicizzate di oggi è che la Corea del nord ha simbolicamente riconosciuto colpevoli come criminali di guerra il presidente americano George Bush e 10 suoi predecessori fino a Harry Truman, a due giorni dal cinquantesimo anniversario dell’armistizio che pose fine alla sanguinaria guerra di Corea, il 27 luglio 1953. Un tribunale internazionale sui crimini americani in Corea «appoggiato da organizzazioni democratiche internazionali, organizzazioni pacifiste, avvocati e esponenti di spicco a livello mondiale», come ha reso noto l’agenzia di stampa ufficiale Kcna di Seul, ha incriminato «in contumacia 11 presidenti degli Stati Uniti dopo averli riconosciuti colpevoli di reati contro il popolo coreano». Non sto qui a fare un’impossibile “breve storia della guerra di Corea”: mi limito a ricordare che la guerra scoppiò il 25 giugno 1950 con l’invasione del Sud, voluta dall’allora leader nordcoreano Kim Il Sung, e fece oltre 2 milioni di vittime al Nord e al Sud — cifra che comprende anche 900.000 volontari cinesi accorsi a fianco del Nord e oltre 50.000 soldati americani intervenuti in difesa del Sud. Si concluse il 27 luglio 1953, come si è detto, con un fragile armistizio tuttora in vigore che non spostò di una virgola l’assetto prebellico. Naturalmente gli Stati Uniti giustificarono il loro intervento dietro la nobile facciata della difesa di valori sacri come la libertà, l’autodeterminazione dei popoli e la democrazia: lo fanno sempre. E naturalmente, non appena vi misero piede, impiantarono nella “loro” Corea una dittatura militare strettamente legata al mondo degli affari sia locale che americano — situazione che si protrae tuttora e che ha impedito praticamente fino al 1990 una libera consultazione elettorale. Dicevo prima dell’interesse rivestito da questa notizia: e mi riferisco al fatto che la presa di posizione della Corea del Nord controbilancia, almeno in parte, il recente calamento di brache del Belgio nei confronti di Israele. Meno male che ogni tanto qualcuno ha l’ardire di sfiorarli, questi intoccabili: che credono di godere dell’intangibilità dell’Arca, e forse finiranno come dei paria. La Storia è lunga, e se talvolta si ripete talaltra riserva delle sorprese.

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