7 luglio 2006. Tempi duri per i bambini

A fronte della notizia allarmante che predice per il 2040 il raggiungimento del picco di 1 miliardo e 500 milioni di cinesi, le altre nazioni si portano avanti e prendono provvedimenti.

Personalmente, trovo affascinanti le politiche di contenimento demografico messe in atto da due paesi apparentemente molto diversi fra loro — Israele e l’Italia. I quali, invece di applicare una qualche forma di prevenzione — che costa una cifra in corsi formativi, pubblicistica, spot radiotelevisivi e consulenze gratuite nelle strutture sanitarie pubbliche —, preferiscono ricorrere alla buona vecchia formula repressiva — che è più economica e si avvale della forza dell’esempio (“colpirne 1 per educarne 100″).

Va detto che in Israele sono più selettivi: preferiscono far fuori i figli degli altri — nella fattispecie i palestinesi. Che sono tanti, subumani e potenzialmente terroristi. Quindi in sostanza gli fanno un favore.

In Italia invece siamo ancora a livello dilettantesco, ma la creatività che contraddistingue il nostro bel popolo (unito, in questo, dalle Alpi alle Madonie) saprà trovare una soluzione adeguata. A nostro merito va ascritta l’assoluta imparzialità della pratica eliminatoria: infatti qui si ammazzano i figli propri, quelli della convivente e quelli di ignoti — tanto per non fare odiose discriminazioni. Basta aprire un qualsiasi giornale delle ultime settimane per constatare la trasversalità della cosa. Siamo o non siamo un paese democratico?

Personalmente trovo conforto nella solita ipotesi Gaia…

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