Le signore non si minacciano neanche con un fiore

Non credo di essere una disattenta o indifferente al mondo che la circonda: ma a volte ci sono proprio cose che mi sfuggono.
Tanto per dirne una, qualche tempo fa sentivo in tv alcuni sindaci accompagnati dai loro elettori invocare tuonando sicurezza per i cittadini; e insistere, dicendo e non dicendo, sul fatto che la sicurezza del Paese sarebbe messa a repentaglio da certi loschi individui che inspiegabilmente talvolta sembrano tanti e pericolosissimi e talaltra pochi e sprovveduti (a seconda della velina ministeriale, vien da pensare).
I miei ventiquattro lettori (mica sono il Manzoni, io) avranno già capito che mi riferisco a quei terroristi degli islamici: giacché nell’immaginario collettivo ovvero collettivizzato ogni islamico è un terrorista e ogni terrorista se non è islamico lo diventerà. È difficile da digerire, ma pur avversando la cosa posso farmene una ragione.
Poi, però, salta fuori che nel giro di una decina di giorni una signora che conosco si ritrova ad essere oggetto di un paio di intimidazioni nient’affatto gradevoli. Da parte, in tutta evidenza, di persone che ce l’hanno con gli islamici e con chi sta dalla loro parte. Allora è chiaro che in questo caso la sicurezza del cittadino e in extenso del Paese (perché le due cose sono inscindibili, mi pare: Roma docet) è messa a repentaglio non dagli islamici ma da chi li avversa.
Quindi, mi chiedo, quei sindaci lì cosa farebbero in questo caso? Starebbero dalla parte degli ignoti minacciatori perché l’oggetto delle minacce è reo di “stare dalla parte dei” quindi “di fiancheggiare i” terroristi? Ma la signora, mi risulta, è cittadina italiana: dunque l’amministrazione pubblica rischierebbe di ledere i diritti di un cittadino nel nome di un’ideologia?
Son domande di quelle che tolgono il sonno, eh…

P.S.: Comunque vada, Barbara, kalòs gàr o kìndynos ;)

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