Le signore non si minacciano neanche per scherzo

Sembra incredibile, ma la signora di cui parlavo giorni fa è finita di nuovo nel mirino di qualche esecrabile buontempone. In questi giorni faccio un po’ fatica a seguire tutto quello che succede qui intorno, e quindi mi auguro che nel frattempo l’allarme pirla-da-tastiera sia rientrato.
Resta il fatto, questo sì allarmante secondo me, che nella società insicura nella quale viviamo, immersi in un clima di palpabile disagio trasversale e onnipervadente, ci siano individui inclini ad aumentare questo disagio in modo inconsapevole, oserei dire — i pirla, appunto.
Ma mi si fa strada nella mente l’idea che questa inclinazione sdrucciolevole potrebbe anche essere consapevole, consapevolissima, come se queste entità eticamente allo stato larvale traessero alimento e ragion d’essere da uno stato continuo di incertezza: provocandola, quindi controllandola, arriverebbero così a darsi un senso e un’individuazione concreta in mezzo al nulla che li circonda.
Roba da ricovero, insomma. E di mezzo ci vanno le signore.

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