La bussola d'oro

Vengo adesso dall’aver visto il film “per bambini” La bussola d’oro, tratto dall’omonimo libro (il primo) della trilogia di Philip Pullmann Queste oscure materie.
Avevo già letto il libro tre anni fa, e mi era piaciuto così tanto che mi ero ripromessa di farlo leggere a mio figlio quando fosse stato un po’ più grandicello. Figurarsi se mi lasciavo scappare l’occasione di portarlo a vedere il film — che gli è piaciuto ”tantissimo”, al punto da indurlo a coniare un neologismo ovvero un’ardita crasi, che origina da qualche connessione a me ignota del suo cervello febbrile di appena otto primavere: «mamma, abbiamo visto un film magi-etico». Non dico niente, do it yourself le vostre esegesi.
Non voglio neppure impegolarmi qui nella ricerca di reconditi significati e simbolismi celati tra righe e fotogrammi (anche se in rete circolano già diverse interpretazioni che oppongono questa saga “pagana “a quella cristianeggiante di Narnya): dico solo che l’idea di un mondo parallelo in cui l’anima degli uomini non è sepolta dentro di loro ma cammina al loro fianco, ha forma animale e viene chiamata daimon; l’idea di un potere centrale teocratico chiamato Magisterium che vuole controllare e dominare tutto imponendo un’unica verità e impedendo il libero pensiero tanto da bollarne i seguaci come eretici e ribelli; l’idea del nobile orso Yorek pronto a morire per non dover «vivere un giorno di più nella vergogna» — tutte queste e altre cosucce mi piacciono assai.
Va da sé che il libro (che correrò a comprarmi insieme agli altri due) è infinitamente più articolato e profondo del film: ma per una volta potrei anche smetterla di lamentarmi…

1 Comment on La bussola d'oro

  1. il sanculotto | 4 gennaio 2008 at 12:56 | Rispondi

    Visto anch’ io!
    piaciuto? Si, ma mi ha lasciato disorientato… un disorientamento che non sò valutare, lo devo rivedere…

Rispondi a il sanculotto Annulla risposta

Your email address will not be published.

*