Giulietto Chiesa: chi ha paura del PFR?

Ho sempre apprezzato Giulietto Chiesa: il suo impegno anticonformista, la sua onestà intellettuale mi sono sempre piaciuti e hanno fatto sì che lo seguissi per anni con attenzione.
Ora, però, l’uomo mi scade.
Vengo infatti a sapere soltanto ora che nel maggio 2007 Chiesa, in veste di parlamentare europeo, ha presentato alla Procura di Roma un formale esposto denunciando la ricostituzione del Partito Fascista Repubblicano (nientepopodimeno).
Sta’ a vedere che il Duce marciava di nuovo su Roma e non se n’è accorto nessuno, ho pensato.
Invece no. Chiesa si è allarmato andando a visitare il sito www.partitofascistarepubblicano.it. Non lo linko perché non c’è più, e quindi non sono in grado di valutare se l’apprensione del nostro iperestesico Giulietto fosse o no motivata.
Ma suppongo, per il mio conoscere un po’ il pittoresco arcipelago della “destra”, che si trattasse di un sitarello velleitario e sognatore messo su da un gruppo di nostalgici e/o visionari. Nulla di cui preoccuparsi seriamente, mi pare, a paragone di realtà meno virtuali e più concrete.
Per dire, nel maggio 2007 un civile iracheno veniva ucciso proditoriamente da un sergente dell’esercito d’occupazione americano. Il quale, dopo avergli sparato a bruciapelo e senza motivo, aveva infierito sul corpo premurandosi di rilasciare false dichiarazioni per nascondere l’accaduto. Robetta, insomma. È di questi giorni la notizia che il militare è stato condannato a 10 anni di carcere dalla Corte marziale di Camp Victory in Iraq, che ha inoltre disposto la sua radiazione con disonore dalle forze armate statunitensi.
Ma questo fatterello, all’epoca, non era apparso sui media; e anche se fosse apparso, non avrebbe suscitato poi tanto allarme. Mentre agli occhi attenti dei censori telematici non poteva certo sfuggire la ben più grave minaccia rappresentata da un sito un po’ sfigato inneggiante alla (improbabile) ricostituzione di un partito unico consegnato alla Storia da qualche decennio.
Non voglio pensare che Chiesa sia così ingenuo da andare in fibrillazione per così poco; e allora vesto i panni della dietrologa per supporre che la sua roboante denuncia sia stata — che so? — un altro modo per procurarsi visibilità all’epoca del lancio del suo film “Zero – Inchiesta sull’11 settembre”. Non so, è un’ipotesi. In alternativa, non c’è che l’antica e abusata pratica dell’antifascismo militante in s.p.e., che garantisce audience e consensi in tutte le stagioni. È squallidissimo, lo so. Ma la denuncia mica l’ho fatta io.

2 Comments on Giulietto Chiesa: chi ha paura del PFR?

  1. Bisogna ammettere che G.Chiesa, stà divenendo sempre più indigesto, le sue sparate hanno del paranoico-furbo, chi sà, se non è stata una pedina “sorniona” del Sistema, per incanalare i dubbi dei militanti di certa “sinistra”, e non farli deragliare verso la più alta consapevolezza? tutto lo fa credere!

  2. L’onestà intelletuale di Chiesa ha lasciato spesso a desiderare soprattutto perchè mischiata di propogandare elettorale. A supporto di questa mia tesi lascio un link di un intervento di Massimo Mazzucco sul suo sito:

    http://www.luogocomune.net/site/modules/news/article.php?storyid=2186

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