Report, la RAI e Milena Gabanelli

Dopo quello che ho scritto sul caso Barnard nei giorni scorsi, mi è arrivata una mail della quale pubblico volentieri qualche stralcio:

(…) a me per esempio è capitato di collaborare a Report per un servizio, e l’ho fatto per poco tempo e solo in qualità di consulente esterno. il giornalista che affiancavo nella realizzazione del servizio ci si è ammazzato per mesi, viaggiando e acquistando materiale. Alla fine tutto quello che gli hanno dato è stato, in vecchie lire, una milionata scarsa. E senza nessun rimborso spese, neanche per gli spostamenti.
Quando l’ho saputo ovviamente non ho chiesto nulla per me, perché mi sentivo male al solo pensiero di quanto poco venisse considerato l’impegno di tante persone…
Poi ci si lamenta che Report è a rischio chiusura.
(…)
Poi la Gabanelli e altri ricorrono pure alla vecchia pratica dei “negri”, i ghostwriters, insomma: gente che si sbatte a raccogliere materiale e a confezionare un articolo, poi arrivano i grossi nomi che cambiano una virgola e ci mettono la loro firma. Il giornalone paga e ai “negri” arrivano le briciole, quando arrivano, e magari neanche un “grazie”.

Questo è il grande giornalismo, bellezza.

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