«I crimini di guerra di Israele nella Striscia di Gaza…»

Ricevo e rendo noto:

Al-Haq: ‘I crimini di guerra di Israele nella Striscia di Gaza devono essere giudicati in Tribunale’.

03-03-2008 Ramallah

AL-HAQ COMUNICATO STAMPA
PER IMMEDIATA DIFFUSIONE
REF: 06.2008E
29 Febbraio 2008

Omicidi deliberati non danni collaterali: i crimini di guerra di Israele nella Striscia di Gaza devono essere giudicati in tribunale!

In qualità di organizzazione palestinese dedicata alla promozione e protezione dei diritti umani e del diritto internazionale nei Territori Occupati Palestinesi (TOP), Al-Haq è estremamente preoccupata della costante escalation degli attacchi israeliani nella Striscia di Gaza, che stanno provocando un elevato numero di vittime tra la popolazione civile, in particolare tra i bambini.

Gli attacchi aerei israeliani condotti negli ultimi tre giorni contro aree densamente popolate della Striscia di Gaza hanno ucciso almeno 33 persone, tra cui 14 civili, sette dei quali bambini, e ferito 86 persone, tra cui 46 bambini.

Questi attacchi, in combinazione con recenti dichiarazioni da parti di funzionari israeliani, indicano chiaramente una politica di violenza senza restrizioni verso la popolazione civile della Striscia di Gaza.

In un notevole esempio, del 20 gennaio, il ministro israeliano per la sicurezza interna, Avi Dichter, ha dichiarato che l'”illegale” lancio di razzi da parte di gruppi armati palestinesi “deve essere fermato ad ogni costo, quale che sia il costo per i Palestinesi”.

L’uso di forza indiscriminata contro una popolazione civile in risposta a “illegali” attacchi di razzi condotti da gruppi armati palestinesi è una flagrante violazione delle leggi di guerra, inscritte nelle leggi umanitarie consuetudinarie e nella Quarta Convenzione di Ginevra. Molti dei recenti attacchi israeliani costituiscono crimini di guerra che potrebbero corrispondere a gravi violazioni delle Convenzioni di Ginevra, per le quali i singoli individui possono essere considerati penalmente responsabili. Le violazioni gravi possono essere le più serie infrazioni alle leggi e alle consuetudini di guerra e sono elencate all’articolo 147 della Quarta Convenzione di Ginevra e prevedono uccisioni deliberate, grandi sofferenze volontariamente inflitte, o danni gravi al fisico e alla salute, e l’ampia distruzione di proprietà, non giustificata da necessità militari e compiuta illegalmente e gratuitamente.

Tutti gli stati hanno giurisdizione criminale per processare coloro che sono accusati di gravi violazioni, qualunque sia la nazionalità, o quali che siano i crimini commessi, in virtù del principio della giurisdizione universale.

Il 27 Febbraio una attacco aereo israeliano ha bersagliato una strada in prossimità della moschea di Salam, a Jabaliya, uccidendo cinque civili, tra i quali quattro bambini di età tra i 7 e i 14 anni, e ferendo 7 persone, tre delle quali gravemente. Alle 10:00 dello stesso giorno, tre missili hanno centrato un’area centrale della città di Gaza dove si trovano il ministero degli interni palestinese, una scuola dell’UNRWA, e un edificio residenziale di 11 piani. Nell’attacco un bambino di cinque mesi è rimasto ucciso, 22 appartamenti sono stati resi inabitabili, e un ambulatorio è stato seriamente danneggiato. Il 28 Febbraio le forze aeree israeliane hanno attaccato un’arteria centrale di Jabaliya uccidendo due bambini, di 12 e 13 anni di età, e ferendo almeno altri tre civili.

Perché queste uccisioni e ferimenti costituiscano violazioni gravi deve essere soddisfatto un elemento sia mentale che materiale. L’elemento materiale è la morte o il ferimento dei civili, che sono persone protette dalla Quarta Convenzione di Ginevra, e l’ampio danno alle proprietà civili. L’elemento mentale del crimine, specificamente l’intento di commettere atti che portino all’elemento materiale è anch’esso presente. Nonostante le dichiarazioni da parte dei leader politici israeliani e degli ufficiali militari secondo cui “il potenziale danno ai civili è preso in considerazione durante la pianificazione e l’esecuzione delle operazioni militari”, la scelta delle aree bersagliate, i metodi di attacco e il numero di civili uccisi e feriti, indicano chiaramente una spregiudicata negligenza per la vita dei civili, che corrisponde ad un’intenzione. La deliberata negligenza da parte di quanti hanno eseguito o approvato gli attacchi descritti qui sopra, dal prevedibile impatto impatto sui civili, è evidente nella recente incauta dichiarazione del Ministro della Difesa israeliano Barak: “Israele non rimuncerà a intraprendere qualunque azione per mettere fine agli attacchi su Sderot”.

Mentre le leggi di guerra ammettono che la vita dei civili possa andare persa come risultato accidentale dell’azione militare, il solo caso in cui può avvenire è quando queste azioni distinguono bersagli militari e civili, sono proporzionate, e causano il minor danno prevedibile. Queste condizioni non sono osservate nei casi su riportati.

Coloro che hanno pianificato ed eseguito gli attacchi descritti qui sopra sono penalmente responsabili a titolo individuale, e dovrebbero essere fatti oggetto di atto d’accuso ai sensi dell’articolo 146 della Quarta Convenzione di Ginevra. La completa impunità per le morti dei civili di cui gli ufficiali militari e i leader politici godono in Israele, come di recente provato dal rigetto di ogni azione legale a proposito dell’uccisione a Beit Hanoun di 21 civili nel novembre 2006, richiede che questi crimini siano oggetto di formale accusa in altre giurisdizioni. L’articolo 146 della Quarta Convenzione di Ginevra stabilisce che i firmatari hanno l’obbligo legale di ricercare coloro che hanno presumibilmente commesso gravi violazioni e di portarli in tribunale per affrontare il processo.

Alcuni firmatari, in particolare gli stati membri dell’Unione Europea, hanno promulgato la necessaria legislazione per implementare il principio della giurisdizione universale sulle gravi violazioni delle Convenzioni di Ginevra. Non ci sono pertanto scuse per la loro inazione di fronte all’illegale deliberata uccisione dei civili dei Territori Occupati Palestinesi.

Alla luce del costo in vite umane che l’ultima escalation militare nella Striscia di Gaza sta imponendo alla popolazione civile, Al-Haq fa urgente appello ai firmatari di prendere immediata azione e soddisfare gli obblighi legali ai sensi dell’articolo 1 delle Convenzioni di Ginevra, in particolare di adottare le misure necessarie, inclusa la ricerca e la messa in stato d’accusa dei responsabili di gravi violazioni delle Convenzioni di Ginevra, ed assicurare che Israele, come Potenza Occupante, rispetti i suoi obblighi legali in base al diritto internazionale.

Al-Haq, PO Box 1413 – Ramallah, West Bank
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