Civiltà occidentale

Ritrovo fra le bozze queste poche righe del 3 gennaio 2008, che non ho mai pubblicato e non so perché — forse mi erano parse troppo cattive, chissà. Ma a riguardarle ora non mi sembrano poi così tremende, e le posto ora: tolti i riferimenti spazio-temporali, il concetto di fondo rimane, eccome…

Stasera a cena, impegnata nel consueto zapping serale, m’imbatto in un servizio sui turisti italiani fatti rientrare precipitosamente dal Kenya causa inquietanti eventi locali.
Fra gli altri, intervistano un fighetta (come si dice qui a Milano) lampadato che invece di ringraziare la Farnesina che gli ha permesso di riportare immeritatamente a casa la buccia protesta dicendo che la situazione è tranquillissima («non sta succedendo niente»: ma un minuto prima hanno precisato che i villaggi vacanze e i siti turistici sono sorvegliati dalle locali forze dell’ordine…) e che «ecco cosa succede quando si va a dare una mano a quella gente lì».
Se potessi, gli comprerei subito un biglietto di sola andata per Eldoret. Ma temo che lo rimanderebbero indietro — ne hanno abbastanza, laggiù, degli occidentali. E anch’io, per la verità.

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