Intervista a Mahmud Ahmadinejad

Ricevo questa “Trascrizione integrale dell’intervista rilasciata dal Presidente della Repubblica Islamica dell’Iran alle tre reti RAI a cura dell’Associazione Islamica Imam Mahdi”, ma non sono riuscita a trovare la fonte in rete. Per correttezza segnalo un’altra versione dell’intervista, a cura della giornalista RAI Tiziana Ferrario, riportata qui.


Il direttore El Baradei ha chiesto risposte esaustive sulle attività nucleari controverse. È deplorevole che nessun progresso ha detto sia stato fatto in questo campo. L’Aiea sembra non fidarsi più dell’Iran.
Col Nome di Dio Clemente e Misericordioso. Sono felice di essere oggi qui e prego Dio Onnipotente di dare al popolo italiano la salute e il successo. Per quanto riguarda la sua domanda, io non ho avuto questa impressione dalle parole espresse dal direttore El Baradei. Quello che noi abbiamo a disposizione sono i documenti scritti rilasciati da parte dell’Agenzia nucleare, che confermano la natura civile e pacifica del programma nucleare iraniano. E almeno 12 volte è stata confermata la natura pacifica e civile del nostro programma nucleare. Voi sapete bene che la questione del nucleare iraniano è una questione politica, non una questione giuridica.
Non è forse buffo che proprio il governo degli Stati Uniti che detiene l’arsenale nucleare più grande del mondo e che non rispetta nessuna legge… chieda oggi conto alla nazione iraniana sul suo programma nucleare civile?
Le nostre attività sono completamente civili, pacifiche e legali.
Voi sapete bene quali sono le politiche unilaterali dell’amministrazione USA nel mondo. L’inimicizia degli Stati Uniti contro di noi non è nuova. Sono più di 60 anni che l’America è nemica della nazione iraniana. Per circa 27 anni il governo degli Stati Uniti ha protetto una delle dittature più feroci contro il popolo iraniano. E adesso, a quasi 30 anni dalla nostra liberazione e dalla nascita della Repubblica, l’America continua a tramare contro la nazione iraniana. Senz’altro sapete che per 8 anni, una guerra feroce, è stata imposta da un dittatore feroce come Saddam Hussein con l’appoggio degli Stati Uniti contro il popolo iraniano.
Sappiamo che gli Stati Uniti esercitano pressione sull’Agenzia, ma speriamo che l’Agenzia riesca a espletare il suo dovere, e che pubblichi le relazioni sulle attività nucleari della Francia, della Gran Bretagna e degli Stati Uniti. Esiste forse un controllo lì? Non c’è lì una deviazione? Chi è che oggi ha le armi nucleari? Chi è che ha usato la bomba atomica? Gli Stati Uniti devono rispondere e non fare le domande. E’ l’amministrazione USA a creare l’insicurezza nel mondo. Sono i nostri nemici. Le loro parole non hanno nessun valore giuridico per noi. Noi portiamo avanti le nostre attività pacifiche rispettando le leggi e le regole e continueremo la nostra collaborazione con l’Agenzia nel quadro dei regolamenti della stessa Agenzia. Secondo noi, le condizioni sono positive.
Abbiamo dato risposte a tutti i quesiti riguardanti l’Agenzia.
L’America ha avanzato delle pretese, che non sono accettabili secondo le regole dell’Agenzia. Ma gli Stati Uniti esercitano la pressione politica sull’Agenzia.
Guardiamo l’ultima relazione dell’Agenzia. Più punti menzionano chiaramente che non c’è nessuna deviazione nell’attività nucleare iraniana. E si conferma la natura pacifica. Ma è vero che l’Iran non ha risposto alle asserzioni e pretese degli Stati Uniti. Ma ripeto, noi abbiamo dato le risposte ai quesiti posti nel quadro dei regolamenti e delle leggi. È chiaro che le nostre risposte non convincono l’America, ma a noi sinceramente non importa. Perchè noi non lavoriamo per convincere il governo USA. Questa amministrazione farebbe tutto contro di noi, non importa con quale scusa o pretesto, che sia sull’argomento nucleare o qualsiasi altro argomento. Abbiamo imparato non soltanto a vivere ma persino progredire in un’atmosfera di inimicizia degli Stati Uniti.

Presidente Ahmadinejad, lei ha in più occasioni ribadito che Israele è destinata a sparire dalla faccia della terra. Non ritiene che queste sue posizioni contribuiscano in qualche modo ad isolare l’Iran dalla comunità internazionale?
No, io non penso. Pensiamo che le nostre prese di posizione contro il regime sionista è a favore di tutti i popoli. Il regime sionista oggi rappresenta una vergogna per l’intera comunità internazionale.
I crimini commessi in terra di Palestina sono un disonore per tutta l’umanità. Noi vorremmo che sparisca il crimine. Noi diciamo che deve sparire l’uccisione della gente innocente. Deve finire l’uccisione delle donne, dei bambini e degli innocenti, e il far crollare le case sulla testa della gente.
Noi diciamo che deve sparire l’aggressione contro la gente ed il renderli profughi. Forse c’è qualcuno che appoggia il crimine? C’è qualcuno che appoggia il terrorismo? C’è qualcuno che è d’accordo con l’assedio perenne e l’isolamento economico della gente, con il non far arrivare i medicinali e il cibo ai civili, tra i quali le donne e i bambini ? C’è qualcuno che appoggia l’occupazione illegittima delle terre altrui? Chi fa tutte queste cose? Qual è il regime che compie tutto questo? Qual è il regime che ha reso senza terra 5 milioni di palestinesi? Chi è che uccide quotidianamente, ogni giorno, donne e bambini? Non è forse il regime sionista?
Quale tra i vicini del regime sionista può sentirsi sicuro? Sono 60 anni che la nostra regione vive in un’atmosfera di minaccia. Vorrei porre, a mia volta, delle domande e non aspetto delle risposte
adesso. Lascio agli italiani rispondere a queste domande. Però, prima permettetemi di dire una frase: quello che ho detto sul regime sionista era più che altro un annuncio. Cioè annunciavo che questo regime presto si disintegrerà e crollerà. Ci sono decine di motivi. È un fatto molto chiaro. Forse nelle domande che farò, ci sarà anche la risposta a questa mia domanda. Perché un regime compie tutti questi crimini e alcuni governi lo difendono a tutti costi? Perché, se in un’altra parte del mondo, basta che qualcuno viene arrestato, anche per un solo mese, i mass media di alcuni paesi alzano un polverone e iniziano una campagna propagandistica senza fine? Però ogni giorno vengono uccise centinaia di persone in Palestina e non si vede nessuna sensibilità dalla parte di quegli stessi paesi.
Voglio dirvi che dopo 60 anni di crimini è arrivato il momento di aprire e di leggere la scatola nera del regime sionista. Il regime che fa soffrire non solo i palestinesi, ma anche i popoli d’Europa, degli Stati Uniti e del Medio Oriente, e tutti gli altri popoli. Io vi chiedo, qual è la filosofia che ha portato alla istituzione di questo regime? Le vicende della seconda guerra mondiale possono essere la filosofia della creazione di questo regime così crudele e criminale? 60 milioni sono stati uccisi durante la 2a guerra mondiale in Europa. Per quale motivo solo una parte di queste vittime deve attirare l’attenzione? Perché i popoli europei dopo 60 anni devono continuare a pagare i danni a un piccolo gruppo? Danni politici e danni economici. La generazione di oggi in Italia o in Germania che ruolo ha avuto nelle vicende della Seconda Guerra Mondiale? Sembra che oggi in Europa sia vietato parlare dell’olocausto. Spero che alcuni popoli europei diventino così liberi da potersi liberare dai sionisti e che si permettano di aprire e leggere la scatola nera dell’olocausto.
Ci sono molte domande senza risposta. Poniamo l’ipotesi che sia accaduto qualcosa: dov’è successo? In Palestina o altrove? Chi ha commesso questi crimini? I palestinesi o qualcun altro? Perché devono pagare i palestinesi? È stato detto che gli ebrei erano senza patria e senza terra e volevano dargli una patria. Perché la terra dei palestinesi? Se accettiamo il ragionamento sulle radici storiche, dovremmo sconvolgere tutte le attuali linee di frontiera nel mondo. Qual è il segreto che rende il regime sionista immune dalle questioni come il diritto dell’uomo, la libertà, i diritti dei popoli? Quello che compie questo regime è umiliante per tutta l’umanità. Perché alcuni governi europei danno un sostegno assoluto a questo regime? In base a quale missione? Queste sono domande serie.
Noi pensiamo che sia giunto il momento che in Europa gli intellettuali e uomini di cultura cerchino di dare una risposta. Forse sapete che in un parco in Germania hanno creato un simbolo
dell’olocausto; portano gli innocenti ragazzi tedeschi a visitare questo monumento, dicendo loro: “Sapete che i vostri padri erano criminali e voi dovete sentirvi mortificati di fronte ai sionisti e pagare per le colpe dei vostri padri”. Qual è il paese che tratta così i propri giovani e figli? Ma tutti i popoli non parlano forse alle nuove generazioni dei fasti del proprio passato? Supponiamo che l’olocausto ci sia stato: questa è una parte di 60 milioni di morti durante la seconda guerra mondiale. Dove sono gli altri morti? Perché nessuno parla di loro? Perché non si parla del loro risarcimento? Perché i popoli europei non si sentono umiliati per loro? Perché i governi non pensano di risarcirli? Qual è il segreto del regime sionista che tutte le verità vengono sacrificate per esso?
Milioni di persone rimangono senza casa, centinaia di migliaia uccisi, minaccia tutti i paesi medio-orientali, non sentirsi vincolati da nessuna legge. Si può governare il mondo avanti con questo doppio standard? No, noi crediamo che la letteratura successiva alla Seconda Guerra Mondiale è arrivata alla sua fine.
Qualunque missione che abbia avuto questo regime è arrivata alla fine. Ci sarà una implosione. Noi lo sappiamo. Anche loro sanno bene che il regime esploderà dall’interno. La nostra soluzione è umana: un referendum libero tra tutti i palestinesi per decidere il loro destino. Perché non lo accettano? È una soluzione democratica e anche umana. Noi diciamo: basta la guerra, terrore e omicidi. Il popolo decide con il proprio voto. Per quale motivo gli Stati Uniti e alcuni governi europei non accettano una logica così chiara?
Voglio fare un’altra domanda: ma i popoli europei sono veramente d’accordo con i crimini commessi dal regime sionista? Sono convinto che non lo sono. I popoli europei sono popoli pacifici. Sono vittime di due guerre mondiali. Serbano ancora amari ricordi di queste due guerre. Sono popoli di cultura. Prendiamo il popolo italiano: è un popolo cordiale e con senso della morale. Un popolo caldo e amichevole. Come può un popolo così accettare che un altro popolo venga massacrato? Permettetemi di dire l’ultima frase: noi crediamo che la nostra posizione contro il regime sionista è a favore di tutta l’umanità e per il popolo europeo stesso, perché i sionisti stanno succhiando l’essenza della vita degli europei.
Sapete che alcuni governi europei ogni anno sostengono economicamente il regime sionista, sostengono il regime con i soldi del loro popolo. Forse questi governi hanno mai chiesto alla loro popolazione se è soddisfatta di finanziare questi crimini?
Sicuramente no, non lo hanno mai fatto. Noi crediamo che la nostra posizione sia a favore di tutti. Quando non ci sarà crimine, ci sarà la pace. Quando non ci sarà l’inimicizia, ci sarà l’amicizia.
Permettiamo al Medio Oriente di vivere accanto all’Europa in pace.
Sarà un bene per tutti, per l’Europa, per il Medio Oriente. Credo che non si può creare una nazione artificialmente. Prima hanno detto di voler sistemare i sopravvissuti della guerra. Poi hanno esteso l’invito di recarsi lì anche agli altri, prendendo le case altrui con la forza delle armi.
Anche loro sono delle oppressi, anche loro hanno perso la patria, hanno lasciato le proprie case, vivono nell’insicurezza: questo è un regime artificiale, non è emerso dalla terra e dalla storia della Palestina. Noi abbiamo dato la notizia, dicendo che questo regime non rimarrà. Non dubitate di questa notizia e non criticate chi vi dà questa notizia. Aggiungo un’altra frase: noi rispettiamo tutti quelli che hanno perso la vita in guerra, e sappiate che rispettiamo la vita di tutti esseri umani. Siamo scontenti di quello che accade oggi nel mondo, cerchiamo di modificare la situazione nel mondo.

Ha chiamato gli Stati Uniti potenza satanica. Bush sta lasciando però la Casa Bianca. Cambierà qualcosa nei rapporti con l’Iran se vincerà Obama o Hillary o Mc Cain?
Chiunque di loro arrivi al potere, gli Stati Uniti di domani non saranno gli Stati Uniti di ieri. Gli Stati Uniti avranno un altro approccio. Si ridurrà di molto la sfera di influenza americana.
Chiunque venga al potere, dovrà rispondere innanzitutto alle esigenze degli americani. Sapete che le persone che hanno perso la casa nell’uragano di tre anni fa, sono tuttora senza tetto. Ci sono circa 40 milioni di poveri in America che non hanno nemmeno la copertura sanitaria. Gli Stati Uniti sono afflitti da una pesante crisi economica.
L’onore degli Stati Uniti è stato danneggiato molto nel mondo.
Chiunque sarà il nuovo presidente, dovrà ritirare le forze dall’Iraq e farle rientrare negli Stati Uniti. Credo che nè il popolo americano, nè gli intellettuali in America, permetteranno più al governo di spendere centinaia di migliaia di dollari ogni anno per le politiche militaristiche del paese. Vorrei anzi aggiungere qualcosa che forse è nuovo per voi. Sapete chi è stato a tagliare i rapporti tra l’Iran e gli Stati Uniti d’America, Lei lo sa? Gli Americani immaginavano che tagliando le relazioni con noi, ci avrebbero resi isolati nel mondo, lo hanno fatto unilateralmente, credevano che avremmo cessato vivere senza avere rapporti con loro, pensavano che ci sarebbe mancata l’aria. Però sbagliavano, oggi l’Iran è un paese forte e progredito.
È una potenza, ma una potenza giusta, ma che si basa sulla giustizia, che ama gli altri popoli. Sono circa 28 anni che gli americani hanno impiegato tutte le loro forze contro di noi, ma non sono riusciti a spezzare la nostra forza di volontà. Hanno sempre perso. Mentre dopo la Rivoluzione, l’Imam Khomeini disse che l’Iran vuole rapporti amichevoli con tutto il mondo e che aveva perdonato agli Stati Uniti tutte le loro ingiustizie: parlo di 27 anni di sostegno incondizionato del governo degli Stati Uniti ad un dittatore molto feroce contro il popolo Iraniano. L’Imam ha perdonato tutto. Ma gli Americani non hanno saputo apprezzare questa generosità dell’Imam. Hanno organizzato i terroristi, hanno fatto uccidere il nostro Presidente della Repubblica, il nostro primo ministro, così come centinaia dei cittadini del nostro paese sono morti per mano dei terroristi, hanno dato fuoco agli autobus di linea, vi hanno collocato bombe all’interno, una bambina di 3 anni vi è morta nel rogo. I terroristi che hanno fatto questo vivono oggi negli Stati Uniti e in Europa.
Nella guerra di 8 anni di Saddam contro di noi, sono state usate le armi chimiche. Saddam Hossein era appoggiato dagli Stati Uniti e di alcuni stati europei. Ma il popolo Iraniano ha saputo avere autocontrollo e ha sempre voluto un rapporto basato sull’amicizia e sulla giustizia. Questo vale anche per l’America; sono stati loro a tagliare il rapporto con noi. Noi vogliamo un rapporto basato sulla giustizia. Gli Stati Uniti dovranno ammettere e riconoscere i loro errori. E chiunque diventi presidente, dovrà cercare di riparare agli errori.

Lei ha parlato del passato, ed ha iniziato dicendo che gli Stati Uniti non saranno come ieri. Pensiamo al domani. Nel caso in cui chi vince il giorno dopo dicesse all’Iran, come dice Obama, negoziamo senza condizioni, lei andrà alla Casa Bianca.
Siamo pronti a dialogare con chiunque in un clima di giustizia e di rispetto reciproco. Non riconosciamo solo il regime sionista. Noi vogliamo il dialogo nelle condizioni di giustizia e trasparenza.
L’anno scorso avevo fatto una proposta a Bush di tenere un dibattito presso l’ONU, e in presenza dei giornalisti, per parlare delle soluzioni ai problemi del mondo. Ho fatto questa proposta quest’anno ai candidati presidenziali, perché pensiamo che il dialogo è preferibile.

Ha inviato una lettera al presidente Napolitano e un’altra al premier Berlusconi dicendo cooperiamo. Quale ruolo immagina per l’Italia che vuole entrare nel gruppo dei 5 +1?
Noi accogliamo le collaborazioni internazionali. Non mi ricordo però di aver mandato una lettera al Presidente Berlusconi. Mi ricordo di aver mandato una lettera al Presidente Prodi. Noi accogliamo favorevolmente la presenza dell’Italia nei negoziati, il dialogo giusto, basato sulla legalità e su condizioni eque. Accogliamo anche la presenza di qualunque altro paese.

Le agenzie stampa iraniane avevano annunciato una sua lettera a Berlusconi in occasione della festa nazionale.
Sì, noi facciamo gli auguri ad ogni capo di Stato o capo del governo in occasione delle loro feste nazionali; è una consuetudine diplomatica. Non per dire che non avevo mandato la lettera per qualche motivo, volevo solo precisare la notizia e esser attento a non darne una falsa. Naturalmente ci sono le comunicazioni tra i governi, è un modo di comunicare.

Il prezzo del petrolio ha raggiunto quotazioni altissime. L’Iran è uno dei maggiori produttori mondiali. Lei ha dichiarato che è ancora troppo basso. Dobbiamo aspettarci ulteriori aumenti?
Penso che dobbiamo dividere il discorso in due parti. Vogliamo valutare il prezzo del petrolio in base al suo valore reale e in confronto con gli altri prodotti. Gli introiti di alcuni paesi europei dall’importazione del petrolio è maggiore degli introiti dei paesi produttori ed esportatori. Abbiamo avuto il deprezzamento del dollaro, e abbiamo avuto 28 inflazioni dal 1980 ad oggi, non siamo ancora ai prezzi del 1980. Ecco cosa volevo dire. Passiamo alla seconda parte: Noi pensiamo che il prezzo attuale del petrolio è fittizio. Ho spiegato questo al vertice della FAO. Fate attenzione per favore: la crescita della produzione è più alta della crescita della domanda, allora perché i prezzi ancora salgono? C’è qualche fattore? Qual è il fattore che mette a repentaglio i meccanismi del mercato?
Noi crediamo che è una precisa volontà politica e economica. Ci sono delle potenze che seguono determinati scopi: in tanto le loro compagnie petrolifere hanno guadagni altissimi che giustificano i loro grandi investimenti al polo nord, quindi creano delle condizioni per vendere i loro prodotti a prezzi molto alti. Ho sentito che un responsabile americano diceva che era arrivato il momento di tagliare i sussidi forniti all’agricoltura americana. Noi siamo contrari a questa gestione economica del mondo. Noi chiediamo i prezzi equi per il petrolio, per i prodotti agricoli e per i prodotti industriali, cosicché ogni nazione abbia il suo giusto guadagno e giusto profitto. In modo che le volontà politiche e disegni politici non guastino il sistema giusto: il successo del popolo iraniano è completo quando tutti i popoli hanno successo.
Che siano tutti nel benessere, insieme nel progresso, insieme in tranquillità. È possibile che un paese voglia garantire riempire le sue tasche a discapito dei cittadini degli altri paesi? Questo non è compatibile con la nostra cultura, la nostra visione. Le relazioni economiche devono essere eque. Non siamo contenti della situazione attuale del prezzo del petrolio, perchè a parte pochi che detengono i capitali, gli altri non saranno beneficiari.

Quale è secondo lei il giusto prezzo del petrolio?
Dobbiamo valutare e regolare il prezzo del petrolio confrontandolo con quello degli altri beni, per non fare ingiustizia a nessuno. Ma non vi nascondo che ho sentito che alcune di queste potenze hanno deciso di far arrivare il prezzo del petrolio a 200 dollari al barile. Noi siamo contrari a questo modo fittizio di valutazione del petrolio. Crediamo che questo è a sfavore di tutta l’umanità.
Vediamo anche gli effetti: un disordine nel sistema economico mondiale. Abbiamo delle proposte per un sistema equo che proporremo nel momento giusto. Perché bisogna arrivare ad un regime equo delle relazioni economiche. Solo così possiamo evitare ulteriori guerre.

Libano e Afghanistan sono due zone dove sono presenti soldati italiani e sono anche di grande interesse politico per l’Iran. Come vede la situazione di questi due paesi, soprattutto il Libano con l’elezione del nuovo presidente, e tornando all’Italia, cosa avrebbe detto al presidente Berlusconi, ai governanti italiani, se aveste avuto reciprocamente il tempo per vedervi?
Rispondendo alla seconda parte, sarei rimasto io ad ascoltare le loro opinioni, raccomandando comunque di rispettare i diritti del popolo libanese e di quello afgano. Credo che conoscere la cultura delle nazioni aiuta a sviluppare al meglio le relazioni con queste nazioni. Vi dico una frase e vi prego di segnarla: è impossibile che le politiche della NATO in Afghanistan abbiano successo, perché queste politiche sono sbagliate, non tengono conto della struttura sociale e della cultura della popolazione dell’Afghanistan.
La questione afgana può essere risolta con finanziamenti molto minori. Non serve questo sforzo militare e che tante persone vengano uccise. La storia dell’Afghanistan non ha mai dimostrato che il popolo afgano tolleri a lungo la presenza delle forze straniere sul proprio territorio. Noi comunque abbiamo aiutato il processo della pacificazione in Afghanistan. Anche adesso siamo in buona collaborazione con Italia per quanto riguarda l’Afghanistan, come un paese amico. Il popolo afgano è un popolo vicino e amico per noi. Il popolo iraniano ha subito i danni più gravi dalla situazione di insicurezza in Afghanistan. Apparentemente oggi alla NATO non ci sono orecchie per sentire. Credono di poter risolvere tutto con le armi. Il popolo afgano è un popolo nobile, è un popolo gentile e cordiale, che lavora duro, un popolo amabile. Secondo me si può trattare meglio un popolo così.
E la stessa cosa vale per il Libano. Noi crediamo che il popolo Libanese sa decidere meglio per il proprio destino. Noi, l’Italia e gli altri paesi dobbiamo aiutare i libanesi stessi a determinare il loro destino, dobbiamo creare l’atmosfera e presupposti migliori per la stabilizzazione e la pace in Libano. I libanesi sono un popolo coraggioso, possono gestire la loro situazione da soli. Noi dobbiamo aiutarli, non dobbiamo ostacolarli, non dobbiamo interferire, questo è il miglior aiuto che possiamo dare loro. Grazie. Auguro a voi ed al popolo italiano prosperità e pace, e prego Dio per questo.
Sperando di vedere presto la pace nel mondo, e spero di vedere questa mia intervista trasmessa dalle vostre reti.

7 Comments on Intervista a Mahmud Ahmadinejad

  1. onore all’Iran … onore al presidente del popolo Ahmadinejad … pienamente condivisibili le precisazioni di Alessandra …

  2. davidemontani | 13 giugno 2008 at 19:21 | Rispondi

    E’ possibile vedere il filmato integrale dell’intervista sul sito della Rai raiclick.it
    Saluti e buona visione a tutti

  3. per PAOLO

    Caro, Lei dev’essere un distrattone.

    1) Io mi sono limitata a riportare il testo dell’intervista al presidente Ahmadinejad, e non ho aggiunto una sola riga di commento, né in positivo né in negativo.

    2) Ai tempi del Fascismo (visto che Lei lo scrive con la maiuscola, immagino si riferisca al fascismo storico 1922-1945) Israele era ancora di là da venire, tale entità essendo stata fondata nel 1948. Senza contare che le simpatie di Mussolini per il sionismo di Jabotinsky, almeno fino ad un certo punto, sembrano provate.

    3) Non mi pare che il presidente iraniano abbia mai detto di voler cancellare Israele dalle carte geografiche, e men che meno lo dice in questa intervista: se Lei l’avesse letta con attenzione (perché Lei sa leggere, non è vero?… visto che più o meno sa anche scrivere) ci sarebbe arrivato da solo.

    Se proprio vuole sentirmi elogiare qualcuno, allora L’accontento ed elogio chiunque stia dalla parte dei nativi palestinesi contro l’entità genocidaria sionista e i suoi sostenitori.

  4. Cosa c’entra il fascismo? La lotta contro il sionismo (cioè una pratica nazionalista e colonialista) deve essere parte integrante della lotta contro l’imperialismo. E lo è anche per un comunista come il sottoscritto. Per ora la cancellazione dalle carte geografiche la sta subendo il popolo palestinese. Semmai è più “fascista” (uso impropriamente) sostenere, con una propaganda becera e qualunquista, lo sterminio affamatore di cui è responsabile il governo israeliano, fosse anche composto da estremisti quaccheri.

  5. é bello vedere come l’Italia abbia superato il Fascismo: si elogia umo che vuole cancellare Israele dalle carte geografiche.
    Complimenti

  6. davidemontani | 10 giugno 2008 at 18:15 | Rispondi

    Mi associo.

  7. Molto interessante… oltre che condivisibili le parole del presidente iraniano.

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  1. Intervista a Mahmud Ahmadinejad

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