Morto un maiale, se ne fa un altro

Stavo per staccare, quando un’ultima veloce occhiata alle agenzie mi svela questa notizia, che riporto quasi per intero:

Gb, arrivano suini ogm “umanizzati”
Annuncio shock di esperto inglese

Dopo la pecora Dolly, la genetica fa un ulteriore passo: i suini ogm con cuori, fegati e reni trapiantabili su esseri umani. Tra tre mesi ne inizierà la produzione negli Stati Uniti. L’annuncio a sopresa viene dal massimo esperto britannico in fecondazione artificiale, Robert Winston. La tecnica da lui messa a punto vorrebbe risolvere in un decennio il problema della scarsità di organi da trapianto. Ma apre un nuovo dibattito etico.

Tecnica “semplificata”
La tecnica, ha spiegato lo stesso professor Winston al Sunday Times, è “semplificata” e consente di dar vita – tramite la manipolazione genetica dei suini – a organi “umanizzati” che non siano rigettati dai sistemi immunitari dei pazienti. Inserendo negli animali una serie di geni umani viene così neutralizzato il rischio di rigetto. E allo stesso tempo escluderebbe la trasmissione di pericolosi virus dall’animale all’uomo.
[…]

Il progetto parte in America
Il progetto del professore, che è fra l’altro Lord della corona inglese, è stato realizzato con la collaborazione della dottoressa Carol Readhead del California Institute of Techonology. La fase concreta, dopo gli studi teorici, sarà avviata nel Missouri perché gli Stati Uniti offrono più finanziamenti e meno restrizioni legali rispetto alla Gran Bretagna.

Fattorie per organi
Secondo lord Winston molto presto si potrebbe arrivare alla costruzione di fattorie dove centinaia di suini geneticamente modificati vengono allevati simultaneamente per lo sviluppo di organi da trapianto da prelevare quando l’animale ha compiuto un anno d’età.

Non mi pare che ci sia da commentare un granché; non foss’altro che per risparmiarsi il solito blablabla — perché tanto poi si risolve tutto (sempre e comunque) nella contrapposizione di due Weltanschauungen così irriducibili che tentare un dialogo risulta, più che impossibile, inutile.
Però mi si lasci sottolineare quell’ultima frase, delizioso eufemismo scodellato lì apposta per non turbare nessuno: «costruzione di fattorie dove centinaia di suini geneticamente modificati vengono allevati simultaneamente per lo sviluppo di organi da trapianto da prelevare quando l’animale ha compiuto un anno d’età» — laddove il gentile e chirurgico “prelievo” ben difficilmente comporterà, com’è intuibile, la sopravvivenza del suino. Animali allevati per fornire pezzi di ricambio all’uomo: se non è meccanicismo questo…

3 Comments on Morto un maiale, se ne fa un altro

  1. Mi è venuta in mente la mia amica Rosetta G., presidente di una nota associazione animalista: una donna fantastica, coltissima, affermata professionista, con una bella casa luminosa piena di figli e di gatti. Le fu diagnosticato un carcinoma alla mammella; dopo esami ed analisi saltò fuori che soltanto con un’operazione piuttosto rischiosa ed invasiva avrebbe forse guadagnato qualche anno di vita. L’operazione sarebbe stata condotta prima su di una cavia (un primate) per mettere a punto alcuni dettagli. La mia amica ci pensò su, s’informò della procedura e della sorte della cavia; poi rifiutò. Convocò i parenti più stretti e gli amici più cari, esponendo loro le ragioni del suo rifiuto. Morì qualche mese dopo. Non aggiungo altro.

  2. E’ un’ipotesi orrenda. Ma forse non bisognerebbe stupirsene, hai ragione.

  3. Forse, quando ti forniscono il (ad esempio)rene tanto atteso ti regalano anche la grigliata da fare nel giardino.
    Non mi stupirei

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