Ancora su Gentilini: commento ai commenti

Riportavo l’altro giorno il testo quasi integrale del vicesindaco sceriffo nonché quinto evangelista Gentilini, e sono arrivati due commenti. Che potevo lasciar lì, o commentare in fretta a mia volta. Invece li riprendo paro paro e mi ci dilungo, anche, perché tutt’e due meritano.

Scrive Lorenzo:

Sono sincero, non sono del tutto contrario a quello che il Gentilini ha detto alla platea padana, anche se alcune uscite vanno prese così…
Però è anche inutile tapparsi gli occhi: oggi la Lega riesce a ben catalizzare sentimenti di disagio ed insicurezza ben bene penetrati nell’animo di moltissima gente del Nord nell’ultimo ventennio. Timori fondati o meno fondati? Chissà, però si provano e tanto basta a Bossi e c. per tornare in termini di voti ai livelli del ‘92 e del ‘96 e per condizionare pesantemente un esecutivo a mio parere già abbastanza sputtanato come quello di Berlusconi.
Attenzione ad appiattirsi su un antileghismo di inizio anni ‘90 rifiutandosi di andare ad indagare su quali sono le radici del suo consenso e quale consistenza esse hanno.

Scrive Saverio:

Come il ” Tenero Giacomo” della settimana enigmistica……SENZA PAROLE !
raramente si legge qualcosa di più becero e bassamente triviale , è proprio giocare sugli istinti più bassi della Gente…..,ma si vede che funziona cosi per avere il consenso elettorale….
ma anche questo è destra….etnica….complimentucci per l’alto esempio di spiritualità espressa, un vero Uomo Differenziato !

Lorenzo pone l’accento sul disagio e l’insicurezza, allineandosi alla tendenza mediatica dominante prima delle elezioni, quando le reti Mediaset martellavano quotidianamente su questi temi per poi farli sparire dai notiziari a elezioni concluse.
Perché il disagio e l’insicurezza non sono noti e sperimentati soltanto dalla gente del Nord, ma fanno ormai parte del vivere quotidiano in tutto il paese.
Questo è un dato di fatto, e mi guardo bene dal contestarlo.
Quello che contesto, invece, è l’identificazione del delinquente con l’allogeno possibilmente di fede islamica e pelle scura. Mi risulta che in Campania, Calabria e Sicilia quel poco di popolazione non collusa con camorra e mafia viva perennemente in stato di disagio e insicurezza; come mi risulta che quelle sfortunate regioni rigurgitino di “delinquenti”, rigorosamente cattolici e di pelle chiara.
Mi si obietterà che Gentilini parla del Nord — e che il Sud s’impicchi.
È probabile.
Torniamo al Nord, allora. E leggiamo quanto segue:

La criminalità organizzata, ed in particolare la ‘ndrangheta utilizza al Nord, e più specificatamente in Lombardia il sistema economico attraverso imprese che, in ragione dei legami dell’imprenditore e dei dirigenti con i gruppi mafiosi dominanti nei luoghi di origine dell’imprenditore, nonché in ragione della provenienza dei capitali utilizzati e delle modalità operative possono definirsi mafiose. I settori produttivi ed economici in genere nell’ambito dei quali opera la criminalità organizzata attraverso le imprese in questione, sono prevalentemente i seguenti:
– settore dell’ edilizia sia nel centro cittadino, sia nell’hinterland di Milano con riguardo alla zona di Monza-Cologno Monzese-Peschiera Borromeo-Cernusco sul Naviglio e con riguardo alla zona Sud-Est di Milano, settore che deve intendersi in senso lato fino a ricomprendere la attività di intermediazione posta in essere dalle agenzie immobiliari,strettamente connessa a quella edilizia;
– i settori delle attività specificatamente connesse a quello edilizio con particolare riguardo alle imprese di movimento terra, scavi e trasporto dei materiali di scavo;
– settore delle forniture di prodotti alimentari con particolare riguardo ai prodotti ortofrutticoli, settore che è in via di sviluppo con la crescita delle connesse iniziative di apertura ex novo oppure subingresso in apertura di centri commerciali di medio-grande distribuzione, iniziative che si delineano anche in zone collocate nelle province di Lodi, Pavia, e Voghera e in genere della Lombardia;
– settore economico dei servizi con specifico riguardo al centro di Milano, con riferimento alla ristorazione in senso lato (bar-self service-pasticcerie e ristoranti);
– settore delle agenzie dei servizi di sicurezza in genere in Milano, Como, Bergamo ecc. e con riguardo a Milano agenzie per la sicurezza nei locali pubblici e discoteche in particolare.
– settore dei servizi di logistica, ovvero smistamento, facchinaggio, movimentazione di merci, nonché servizi di pulizie, settore nel quale risultano operare nell’attualità, come vedremo a breve, le società cooperative facenti capo alle cosche dominanti della ‘ndrangheta insediate da tempo presso l’Ortomercato di Milano.

Sono dati del 2007. Sarà cambiato qualcosa nel frattempo? Mica lo so.
E ditemi, vi sembra normale? Vi sembra normale incitare alla rivoluzione nei modi e nei termini gentiliniani quando il problema della criminalità nel Nord Italia presenta connotazioni così — lo dico con un eufemismo — bisognose di attenzione?
Perché se non sembra normale neanche a voi, vuol dire che dietro le parole del vicesindaco Gentilini bisogna leggere qualcos’altro oltre alla sacra indignazione del libero cittadino che vede violata l’integrità del suo territorio e del suo tessuto sociale. E una volta lette certe cose (ricerca di voti, spostamento del problema per fini non espliciti ma presumibilmente non nobili, incitamento alla xenofobia e alla violenza etc.) sì, che sarà il caso di fare attenzione.

Saverio, invece, pone l’accento sull’essere Gentilini un uomo della destra etnica, bella e calzante definizione per indicare quella destra (ce n’è tante in giro, sapete) che vede nella purezza razziale e nella sua salvaguardia la battaglia dei nostri tempi. Il che la dice lunga sulla percezione che attualmente si ha della parola “destra”: che sempre più spesso assomiglia ad un copri-miserie buttato lì per occultare certi brutti sbreghi di impossibile ricucitura.
A me personalmente Gentilini non sembra tanto uomo di destra quanto piuttosto il prototipo del borghesotto medio tutto dio-fallaci-famiglia, con orizzonti geografico-culturali limitati e convinto di aver capito tutto lui. Potrei sbagliare, naturalmente. Ma questa sua mediocritas lo apparenta ai tre quarti della popolazione italiana, e quindi è ipotizzabile che sia molto larga la fascia dei suoi simpatizzanti e/o elettori.
Ora, bene ha fatto la Lega a prenderne le distanze, non foss’altro che per una questione di forma. Tuttavia il sentire gentiliniano resta, e se è vero che risulta più diffuso di quanto si pensi, è anche vero che forse sussiste qualche interesse a che il cittadino italiano medio continui a riporre i suoi timori nel posto sbagliato.
Ed è questa l’ipotesi che a me personalmente sembra inquietantissima. Qui sta il disagio, e qui l’insicurezza.

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