Camorrista perché fascista?

Non l’ho ancora visto scritto da nessuna parte, e così lo scrivo io:

Durante i vari arresti nella sua lunghissima carriera criminale, Misso è sempre stato trovato in compagnia dei libri di Julius Evola ed Ezra Pound.

Lo mette nero su bianco Roberto Saviano a pag. 281 di Gomorra. E questo, a mio avviso, non aggiunge né toglie niente alla figura di Giuseppe Misso, boss napoletano del quartiere Sanità.
Così come non aggiunge né toglie niente alla figura del camorrista Tommaso Prestieri l’essere «un raffinato conoscitore d’arte contemporanea», o a quella del boss di Mondragone Augusto La Torre l’immergersi nello studio di Jung e Freud.

Ma siccome so che non mancheranno i solerti esegeti a tempo perso del testo di Saviano — quelli stessi, immagino, che saranno trabalzati di gioia nello scorgere il sulfureo bagliore di un testo evoliano in un’inquadratura ruffiana di Romanzo criminale — siccome conosco i miei polli, dicevo, prevengo i dietrologi e segnalo la chicca.

Del resto c’era stato l’illustre precedente cinematografico del pescecane Gordon Gekko che si abbeverava alle massime di Sun Tzu per muoversi meglio di chiunque altro nella giungla di Wall Street — e un’amica libraia mi raccontava sconsolata di un paio di clienti che le avevano riportato indietro L’arte della guerra lamentandosi che non fosse un manuale di economia.
Il pericolo da scongiurare, insomma, è quello di voler inchiodare a tutti i costi una persona al rigore legnoso delle etichette ideologiche, ostinandosi a trovare dovunque e comunque indimostrabili rapporti di causa-effetto.

Conosco diverse persone che la signora Adalgisa qui in fondo alla strada definirebbe senza pensarci due volte “delinquenti”; ma non conosco nessun camorrista. Così mi tocca in sorte d’ignorare i percorsi mentali che inducono un boss della malavita organizzata a non separarsi mai dagli scritti di Evola e di Pound. Frequentazioni politiche giovanili? Suggerimenti di un amico? Mera curiosità? Non mi è dato saperlo.
Di sicuro, però, non è a quelle letture che si può imputare l’adozione (o la scelta) di un certo tipo di vita o di condotta. Anche perché non risulta che altri camorristi coltivassero i medesimi interessi culturali. E allora?
Allora mi aspetto i consueti blablabla — apposta ho messo le mani avanti. E se non accadrà, sarò la prima a rallegrarmene.

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