Botta e risposta fra Paolo Barnard e Marco Travaglio

Qui sotto, lo stralcio di un illuminante scambio di battute fra Paolo Barnard e Marco Travaglio. Il testo completo si trova qui.

Travaglio:
ecco, dimenticavo di dirtelo: io sono anche appassionatamente filoisraeliano. ora vorrei lavorare in pace
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Barnard:
Sei filoisraeliano. Era sarcasmo o per davvero? B.
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Travaglio:
lo sono per davvero. da sempre. e ne sono fiero.
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Barnard:
Marco, ridiamoci su. Io che ti scrivo e che ti mando il mio libro perché è censuratissimo. Tu che tutto gentile mi dici “prego, fai pure, grazie!”. Poi mi immagino la tua faccia quando lo hai ricevuto…
Che divertente sta roba. In ogni caso se sei filoisraeliano o sei ignorante di storia mediorientale o sei emotivamente ricattato oppure sei un uomo senza pietà. Notte, B.
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Travaglio:
io sono filoisraeliano per convinzione, perchè adoro israele e gli ebrei, perchè ci sono stato e ho visto di che cosa sono capaci gli arabi, perchè conosco la storia, perchè ho imparato la pietà studiando i campi di concentramento, perchè rifuggo dai ricatti emotivi e amo le democrazie per quanto imperfette ma sempre migliori delle tirannie corrotte arabo-musulmane. ma sono curioso di sentire tutte le campane e dunque leggo anche chi non la pensa come me. non vedo che ci sia di strano.
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Barnard:
No Marco, la tua pietà imparata studiando i campi di concentramento è cartavelina. Chi veramente conosce la pietà per un martirio, non la nega di fronte all’altro martirio.
Tu non sai nulla di Palestina e non hai visto nulla laggiù. Appari, e probabilmente sei, un cronista ben tenuto che non sa quello che dice. Sei troppo giovane, troppo famoso e troppo incosciente per poterti permettere di calpestare l’orrore patito da chi non ha mai conosciuto neppure un quarto d’ora della tua pasciuta vita. Siete tutti così, tu, Lerner, Teodori, Mieli, quelli che pontificano sulla barbarie dei negri mentre finiscono il carpaccetto all’aceto balsamico a Milano. Il mio libro ha una dedica a quelli come te. Te la riproduco qui sotto, ne hai bisogno.
“… e in quanto a voi, sentite bene quel ch’io vi prometto. Verrà un giorno…”

12 Comments on Botta e risposta fra Paolo Barnard e Marco Travaglio

  1. Anch’io sono abituato a camminare da solo.
    Sul “perchè Travaglio sì e altri no”, onestamente non ho una risposta plausibile.
    Mi piacerebbe leggerLa in merito.
    Venerdì sera a “Otto e mezzo” Travaglio e Capezzone hanno dato vita ad un pollaio indecoroso.
    Qualcuno ha assistito?

  2. Non saprei.
    Ho specificato in ogni messaggio di non essere assolutamente un fan di Travaglio e onestamente non capisco l’etichettatura.
    Comunque se questa è la disponibilità del forum ad una discussione non mi resta che salutarLa.
    Buon soliloquio a Lei.

  3. Matteo, io sarò anche bizzarra (mai detto il contrario), ma Lei è tetragono. Buon Travaglio a Lei.

  4. Scusi ma è un modo di ragionare un po’ bizzarro.
    Uno dice sempre quello che vuole dire e omette quello che vuole omettere.
    Non credo che la buona fede si una persona si misuri solo su quello.
    Non sono un fan di Travaglio e nemmeno un suo sguaiato ammiratore ma resta l’innegabile fatto che nei suoi libri siano portati all’attenzione del pubblico fatti incontrovertibili tipo l’esistenza di procedimenti penali, condanne, dichiarazioni rese in tali procedimenti e tanti altri fatti che tanti preferirebbero tenere nascosti o in sordina.

  5. Allora, Matteo, consideri che per una notizia valida divulgata da Travaglio ce ne sono altre dieci che lo stesso Travaglio non divulgherà mai… Il messaggio non sta solo nel dire una cosa, ma nel come la si dice e più ancora in quello che si tace.

  6. Ma anche no.
    Anche perchè quando ben mi sarò dato una risposta (chi ha detto poi che le risposte debbano per forza essere una), questo non toglierà alcun valore alle notizie (non alle opinioni) espresse da Travaglio.
    Notizie che, ripeto, hanno avuto il pregio di raggiungere un pubblico vasto.
    E non è certo cosa da poco visto lo strapotere mediatico di altre forze in campo.

  7. Senta, Matteo, io non sono la balia di Barnard. Però mi ricordo ancora quella trasmissione del 23 settembre 2003 a partire dalla quale cominciarono tutti i suoi guai. Lei l’ha vista? Lei ha seguito il percorso di Barnard da allora? In caso affermativo, Lei ha tutto il diritto di parlare e io il dovere di ascoltarLa. In caso negativo, le Sue sono soltanto opinioni basate sui “sentito dire”.
    Quanto a Travaglio, le cose che lui ha divulgato erano ben note e circolavano già da tempo in ambienti molto lontani dai salotti buoni; ora, la domanda è: “come mai Travaglio, dicendo quel che dice, ha potuto guadagnarsi tanto spazio e tanta fama negli ambienti ufficiali invece di restare inascoltato e confinato nel ghetto come tutti quelli che prima di lui e meglio di lui hanno sostenuto certe cose?”. Se può, si dia una risposta.

  8. Ho letto e rimango perplesso.
    Visto dal di fuori, il tono usato da Barnard nella corrispondenza con Travaglio avrebbe fatto girare i cabasisi (come dice Montalbano) a chiunque, la reazione stizzita e un po’ maleducata di Travaglio risulta troppo provocata per essergli posta a carico e da tale addebito trarre conclusioni di tipo generale sulla sua attività.
    Io non sono nel coro dei beatificatori di Travaglio e i libri che scrive non sono decisamente il mio genere, gli do però atto di avere divulgato al grande pubblico alcuni fatti e alcune magagne di persone potenti e influenti che, diversamente, sarebbero passate in sordina.
    Diciamo che è un buon cronista di giudiziaria come ce ne dovrebbero essere centinaia, ovvio che nel paese dei ciechi l’orbo vede lontano, se fossimo un paese con uno straccio di libertà d’informazione lo standard di Travaglio dovrebbe essere la norma non l’eccezione.

  9. per Matteo
    ————

    Quello che riporto qui sopra è soltanto stralciato da un contesto più ampio. Se avrà voglia di andarsi a leggere tutto l’altro materiale che ho riportato qui sul mio blog, o meglio ancora se avrà voglia di andare direttamente sul sito di Paolo Barnard (http://www.paolobarnard.info), potrà valutare le cose sotto un altro punto di vista.

  10. Certo che non saper distinguere ancora adesso tra ebrei e stato d’Israele mi sembra molto grave.
    Sembra una polemica tra due tifosi: inutile e faziosa, oltre fastidiosamente personalistica.

  11. per ric301
    ———————

    Seguo dall’inizio la polemica tra Barnard e Travaglio (Lei può die altrettanto?): e mi pare che Barnard riporti chiaramente il pensiero di Travaglio.
    Poi in fin dei conti è sempre questione insindacabile di antipatie e simpatie: è lecito averne, ed è lecito esserne qualificati. Basta saperlo.

  12. E’ illuminante nel senso che Barnard cerca in ogni modo di mettere in bocca a Travaglio cose che non ha mai sostenuto. Questo è chiaro.

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