Gianfranco Vazzoler: il coraggio di parlar chiaro

Con le dichiarazioni che riporto qui sotto, il professor Gianfranco Vazzoler si è votato alla gogna mediatica:

Firenze, 31 ott. (Adnkronos) – “I feti, i neonati fortemente prematuri, i ritardati mentali gravi e coloro che sono in uno stato vegetativo permanente, cioè senza speranza, costituiscono esempi di non persone umane. Tali entità fanno parte della specie umana, ma non sono persone”. L’affermazione arriva da Gianfranco Vazzoler pediatra e componente della Consulta di bioetica di Pordenone che l’ha scritta nero su bianco nella sua relazione al convegno su ‘Le sfide della neonatologia alla bioetica e alla società: le buone ragioni della Carta di Firenze’ all”ospedale Meyer.

Per Vazzoler, infatti, ”è persona chi ha autocoscienza, senso morale e razionalità”. Parlando di rianimazione dei prematuri, “alcuni neonati sono neurologicamente e fisicamente così compromessi – ha aggiunto il bioeticista – da essere impossibilitati irreversibilmente ad acquisire il loro potenziale di conquista dei diritti. Non potranno mai diventare persone e quindi il loro migliore interesse non sta nel perseguire la vita”. [continua]

A me, invece, le parole di Vazzoler appaiono non solo coraggiose, ma dotate di enorme buonsenso. Prevedo che per questo non avrà vita facile.

10 Comments on Gianfranco Vazzoler: il coraggio di parlar chiaro

  1. Vede, Bertani, qui non ha importanza quella che per me o per Lei è l’accezione del termine “Uguaglianza”: perché qui non stiamo dibattendo delle Sue opinioni o delle mie, ma di quello che ha detto veramente il prof. Vazzoler. E l’uguaglianza cui si riferiva è quella e solo quella giuridica. Punto.
    Dopodiché è chiaro che Lei è liberissimo di esprimere il Suo pensiero, ci mancherebbe. Così come siamo liberi io o chiunque altro.
    Qui nessuno disprezza o rifiuta il diverso: non saltiamo indebitamente da un piano all’altro, per favore. Accostare il pensiero del prof. Vazzoler alle teorie eugenetiche nazionalsocialiste (a proposito, le prime teorie eugenetiche sono targate Gran Bretagna e Francia, lo sapeva?) non è, lo ribadisco con forza, corretto.

    P.S.: Vedo che dalla Sua lista sono assenti le popolazioni amerindie.

  2. Lorenzo Bertani | 16 novembre 2008 at 09:59 | Rispondi

    Grazie per i gentili epiteti rivolti alla mia riflessione, desideravo comunque chiarire che per me il significato primario e straordinario dell’essere l’uno uguale all’altro é innanzitutto spirituale , religioso e l’aspetto giuridico é importante ma secondario.
    In secondo luogo non intendo accanirmi contro nessuno ma intendo difendere strenuamente il diritto di esprimere quel che penso, che piaccia oppure no.
    Infine, forse si stupirà, ma conosco anch’io la tragica odissea del popolo palestinese, ebreo, kurdo, armeno, herero e purtroppo di tanti altri come conosco bene la ‘cultura ‘del disprezzo e del rifiuto nei confronti di chi viene ritenuto diverso.
    Buona giornata.

  3. per Lorenzo Bertani
    ———————
    Quando si parla di “uguaglianza” s’intende l’uguaglianza giuridica. Ovvero si sancisce il principio per cui ogni persona ha diritto al medesimo trattamento di legge indipendentemente da sesso, censo o confessione religiosa.
    Accanirsi a sostenere che il prof. Vazzoler abbia proposto lo sterminio per le “non-persone”, e argomentare di conseguenza, è indice di ignoranza o malafede.
    Le “mostruose tragedie eugenetiche” non appartengono a un passato più o meno prossimo: molti israeliani, per esempio, sostengono che i nativi palestinesi non siano neppure paragonabili agli animali, e di conseguenza perpetrano un vergognoso genocidio sotto gli occhi dell’Occidente. Qui però vedo che non si scandalizzano in tanti, e la diseguaglianza evidentemente fa comodo.

  4. Lorenzo Bertani | 15 novembre 2008 at 10:09 | Rispondi

    Purtroppo, e lo voglio esprimere con dolore ma non con sorpresa, si dovrà continuare ancora per molto tempo, a sentire dichiarazioni ammantate di presunta credibilità scientifica ma che riconoscono un’unica paternità: gli esseri umani non sono tutti uguali, che sia per etnia, per censo o per DNA o per qualche altra categoria strumentale.
    E pensare che non sono trascorsi molti anni da certe mostruose tragedie eugenetiche …
    Confidando nelle nuove generazioni, sono vicino in un abbraccio affettuoso a tutti coloro che vengono ritenuti non persone, tra cui mi associo anch’io, ed ai loro cari.
    Lorenzo Bertani

  5. per Antonio
    —————
    Antonio, se Lei rilegge le parole del prof. Vazzoler troverà che si parla di “neonati fortemente prematuri”: il Suo Daniele oggi ha, mi pare, quasi quattro anni — non è più un “neonato fortemente prematuro”, da quel che vedo non mi pare presenti quelli che vengono definiti “ritardi mentali gravi” e in tutta evidenza non si trova in uno “stato vegetativo permanente, cioè senza speranza”.
    Capisco benissimo il Suo coinvolgimento emotivo, ma invito anche Lei a non equivocare il senso delle parole del prof. Vazzoler.
    Auguri per Lei e per Daniele

    Alessandra C.

  6. Sono il padre di una “non persona”, mio foglio Daniele è nato a 23+4 setimane di gestazione con il peso di 560 gr e con tanti problemi, non aggiungo altro vedete voi con i vostri occhi Daniele oggi . .. . visitate il sito http://www.danilenegro.it

  7. condivido quasi tutto cio che dice il prof. vazzoler. enon credo che parlando diritardati mentali gravi si riferisca ai down che non credo possano essere inclusi in questa categoria. a loro tutta la simpatia e l’afetto dato a tutti gli altri comuni mortali.
    in un paese di bigotti le idee di Vz. non avranno vita facile e se non ha le spalle molto coperte la sua carriera non la vedo molto lunga.

  8. per Francesco
    ————–
    Mi scusi, Francesco: a quanto ne so, la sindrome di Down non rientra fra i “ritardi mentali gravi” cui si riferisce il professor Vazzoler.
    Comprendo la Sua emozione, ma La invito a non lasciare che la Sua storia personale stravolga il senso delle dichiarazioni di Vazzoler.
    Auguri per Lei e per la Sua Giulia

    Alessandra C.

  9. Sono il (non) papà di una (non) bimba con sindrome di Down che l’illustre scienziato pone quindi nella categoria delle non – persone (anche se la piccola Giulia, parla, balla, canta, va a scuola, ride, piange, ha i suoi ritardi, le sue difficoltà, insomma vive).
    Non sarà invece che tutti gli esseri umani sono persone, mentre il succitato primario è un non -scienziato?

  10. Secondo me Vazzoler, pur condividendo quello che dice, poteva usare toni e termini un po’ meno da Aktion T4.
    Non per essere “gentili”, ma giusto per comunicare meglio…

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