"Die Welt: Maria non era vergine e Giuseppe era il padre di Gesù

(AGI) – Berlino, 24 dic. – L’immacolata concezione di Maria è un dogma derivato da un errore di traduzione, poiché la Madonna non era vergine ed il vero padre di Gesù era Giuseppe. Lo scrive il giorno della vigilia di Natale su mezza pagina sotto il titolo «Perché Maria non era affatto vergine» il quotidiano conservatore “Die Welt”, secondo il quale «chi legge attentamente la Bibbia deve far piazza pulita di un paio di leggende. Il padre di Gesù era proprio Giuseppe». Nel lungo articolo il giornale precisa che «la nostra ragione critica deve porsi delle domande su questa storia vecchia di duemila anni», prima di passare a contestare l’affermazione contenuta nel Vangelo secondo Matteo, in cui si narra dell’annunciazione dell’angelo fatta in sogno a Giuseppe, in cui gli rivela che Maria «è incinta dello Spirito Santo e farà nascere un figlio a cui darai il nome di Gesù, che salverà il suo popolo dai peccati. Ciò è avvenuto affinché si realizzi ciò che il Signore ha detto al profeta, che parla così: una vergine rimarrà incinta e partorirà un figlio, a cui daranno il nome di Immanuel, che significa “Dio è con noi”». L’autore dell’articolo sottolinea che Matteo ha commesso due errori, poiché le parole del profeta Isaia, da lui citate, «le ha tratte dal “Septuaginta”, la prima versione greca del Vecchio Testamento, scritto 300 anni prima della nascita di Cristo da 72 eruditi in 72 giorni. Nella citazione di Isaia, pero’, la parola ebraica ‘almah’ (giovane donna) era stata tradotta erroneamente con il termine ‘parthenos’ (vergine). Non c’era dunque alcuna ragione per riferirsi a questa ‘promessa’. Giuseppe e Maria avrebbero potuto rallegrarsi tranquillamente come una coppia qualsiasi della nascita del loro bambino». La seconda contraddizione riscontrata nel Vangelo di Matteo riguarda il fatto che non Maria, ma Giuseppe discende dalla stirpe di David. L’autore dell’articolo scrive che «l’angelo si rivolge a Giuseppe chiamandolo “Giuseppe, figlio di David”. Come può nascere allora un figlio di David, che Maria deve partorire, senza l’intervento di Giuseppe?». La ‘Welt’ sottolinea inoltre che San Paolo «fondatore della Cristologia, non dedica nemmeno una parola a Maria, ma la Chiesa ne ha fatto una figura che sopravanza lo stesso Salvatore». Il giornale osserva poi che i due dogmi riguardanti Maria, come l’immacolata concezione e l’aver partorito Gesù rimanendo vergine, «sul piano razionale sembrano liquidarsi da soli, anche se rimarranno irremovibili». A sostegno della sua tesi la ‘Welt’ cita con pungente ironia anche l’introduzione al Cristianesimo scritta da Joseph Ratzinger prima di essere eletto Papa, in cui si afferma che «l’insegnamento di Gesu’ come figlio di Dio non risulterebbe intaccato, se Gesù fosse nato da un matrimonio umano normale». In un lungo articolo sulla progressista ‘Sueddeutsche Zeitung’ lo storico della Chiesa, Hans Foerster, smitizza invece la festività del Natale, ricordando che «nei primi tre secoli della nostra datazione la festa del Natale non veniva celebrata, ma venne introdotta solo nel quarto secolo, facendola coincidere con la data del solstizio invernale». Lo studioso aggiunge che anche la festa ebraica di “Chanukka” è «più vecchia di mezzo millennio della festa di Natale e cade nella maggior parte dei casi in prossimità di questa». La conclusione di Foerster è che «Natale è una festa di grande ambivalenza ed i teologi del XX secolo parlano in proposito di una riuscita inculturazione. Proprio per questo motivo questa festività in alcune fasi della storia della Chiesa è stata vista in maniera fortemente critica».

(www.agi.it)

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