Di destra?!?

Ma tu guarda quanto siamo pindarici, noi blogger… Parto da un post disgustato e furente sul tristissimo caso Englaro fortunatamente conclusosi, e arrivo a quest’altro post in cui mi tocca, per la salvaguardia della mia pace interiore e della mia salute mentale, spiegare chi sono.

Cominciamo dall’inizio, che per fortuna di tutti in questo frangente non risale alla notte dei tempi.

1) Scrivo il post di cui sopra.

2) Nel suo blog Nicola mi cita scrivendo testualmente:

Alessandra Colla, nel suo blog, esprime quest’opinione ‘radicale’ (ho colto solo un ‘tralcio’), ‘forte’, da molti non condivisibile, ma portatrice di un suo ‘senso’:
“Chi è più materialista? Chi crede che la Vita sia consapevolezza, speranza, progetto, emozione — tutte cose che non appartengono più al povero grumo di cellule straziate che è ormai Eluana Englaro —, o chi crede che basti un mero insieme di funzioni fisico-chimiche a definire una “persona”? Chi riconosce all’individuo il valore immenso della dignità personale e del pudore di fronte alle miserie corporali; o chi denuda, fruga, invade un corpo come se fosse un lacerto di carne inidentificabile sul banco del macellaio?”
Io sono un po’ più sfumato: so che i nietzscheani puri abbraccerebbero tout court la tesi del blog de droite etc.

e segnalandomi la cosa con un commento.

3) Io rispondo con un altro commento, come segue:

Grazie per la citazione. Ma, per favore, non classificare il mio blog come “de droite”… Rifuggo dalle etichette in genere, ma quelle “di destra” e “di sinistra” proprio non le sopporto, e la “destra” men che meno.

4) Nicola precisa:

Accetto il rimprovero: ho usato ‘destra non-conforme’ (anche se anch’esso impreciso) solo come ’stampella’ momentanea e l’ho fatto anche ‘pour cause’: per ‘épater les bourgeois’ e dimostrare che non c’è solo destra codina…
D’altronde, anch’io viaggio al di là…: se per per molti versi posso ritenermi di ‘destra non-conforme’, la mia Weltanschauung è anche ‘colorata’ di rosso (specie su certe questioni sociali e sul femmininismo – o donnismo che sia). Sulla questione Englaro e su certe tue riflessioni ‘pagane’ (alla Edizioni di Ar, intendo), è chiaro che la tua è una posizione di ‘destra radicale’ (anche qui prendila con le pinze). E a proposito di detta ’sodalità‘ ricordo sempre con piacere il tuo scritto su Ipazia in Risguardo IV (sei tu, vero? Non Ipazia… o forse sì!).

e ribadisce:

Ma siccome un’etichetta (o forse un ‘brand’ – anzi un ‘new brand’ e anche una ‘brand new bag’) ci vuole, si potrebbe parlare di ‘MetaDestra’, ‘OltreDestra’ o ‘TransDestra’ (certo, è più equivoco…).

Ora, certo che l’Alessandra Colla del saggio su Ipazia sono io: è stata un’esperienza bellissima che ricordo con molto piacere ma che non fonda né costituisce tutto il mio vissuto. In ogni caso, risale a venticinque anni fa (ci lavorai sotto tesi, nel 1984).
Nel frattempo, è caduto il muro di Berlino, sono venute giù le Twin Towers e io sono cresciuta. Sono stata di destra radicale, così come (non) molti miei coetanei: ma siccome negli anni ho studiato un po’ e gli equilibri planetari hanno subìto qualche significativo mutamento, accade che io nella cosiddetta destra (radicale e non) non mi riconosca più, e da parecchio ormai. (Non è un caso che anche l’ambiente di destra non mi riconosca più, ma questo forse è un altro discorso).
Potrei citare Ortega y Gasset col suo celebre “dirsi di destra o di sinistra è uno dei modi che l’uomo può scegliere per essere imbecille: entrambe, di fatto, sono forme di un’emiplegia morale”; volando più basso, mi limito a dire che per me, ormai, destra e sinistra sono gusci vuoti (“sono scarpe”, come scrivevo alcuni anni fa e se ritrovo il pezzo lo posto pure, ecco). E basta.
Aggiungo che le etichette in genere mi fanno orrore tranne che sui barattoli in cucina: e non vedo neanche un motivo valido per insistere a perpetuarne l’esistenza, visti e considerati i danni che hanno fatto nel tempo.
Quanto al mio paganesimo (!), direi piuttosto che mi rifaccio a Hillman, Corbin e Miller: sono “di destra” pure loro, magari senza saperlo?
Anzi, un amico mi segnala che nel Corano i “compagni della destra” sono gli unici che andranno in Paradiso, “molti tra gli antichi, pochi fra i recenti”. Sono curiosa di sapere, qui, che etichette si distribuiranno…

P.S.: Ho chiesto, sempre a quel mio amico lì, che è “di sinistra”, “dimmi cosa ti ho detto di destra negli ultimi quindici anni”. Ci ha pensato un po’ su, e poi: “una volta mi hai detto eia eia alalà”. Il primo sorriso della giornata.

4 Comments on Di destra?!?

  1. Chiedo scusa, ma ho dimenticato di porre un quesito a Nicola:
    Siamo poi così sicuri che la Destra a cui ti rifai sia poi così “di destra”?
    Ciao

  2. “Cos’è la destra…Cos’è la sinitra…” cantava G.Gaber, una delle poche menti lucide di questi anni, già conscio del loro essere sempre più simili. Oggi questo avvicinamento tra le due categorie è orai giunto a termine, coinvolgendo anche le ali politiche più estreme, presunte dure pure, che si rassomigliano sempre più nei loro torcicolli politici ed esistenziali. Non si può più ragionare in termini di DX e SN semplicemente perchè non esistono più. L’uso del rasoio di un noto filosofo è oggi indispensabile.
    Marx, Mussolini, Lenin e compagnia sono MORTI. Soprattutto non vivono oggi. I fronti e gli schieramenti sono differenti e richiedono nuove categorie, che forse possono anche utilizzare il pensiero dei “padri” ma assolutamente in modo non esclusivo e specialmente non a senso unico.
    I fermenti di un pensiero nuovo (ma anche antico) già iniziano a scorrere nei fossi asciutti di questo mondo.
    Bisogna non farli asciugare. E’ ora di muoversi, innanzitutto interiormente. Cosa si aspetta ancora? Alessandra vai avanti così che non sei certo sola. WNK

  3. Il topolino ha partorito la montagna! O meglio, il ‘topos’ ha partorito il ‘logos’…
    Sono contento che da un mio ‘de droite’, buttato lì tanto per ‘de-finire’, si sia cominciato, finalmente, a dire …qualcosa di ‘Destra’.
    Sì, sono d’accordo con quello che tu e Francesco dite. Fatto è che, oltre alle parole – e oltre le parole -, c’è anche un’Idea (‘senza parole’) di Destra (quella vera, quella ‘ermeneutica’, ‘originaria’, ‘archetipica’). Insomma, la mia è ‘ermeneutica del sospetto’ nei confronti dei termini Destra e Sinistra, se rimane ‘flatus vocis’ o ‘etichetta'(il ‘brand’ è già qualcosa di più), ma è ‘ermeneutica dell’Origine’, se la ‘parola’ è ricondotta alla sua ‘radice’ (e per questo ti ho citato anche ‘Ar’).

    “… ermeneutica, cioè il termine ta’wîl. Etimologicamente la parola ta’wîl significa “ricondurre una cosa alla sua origine, al suo archetipo”. È la tecnica del “Comprendere” in cui hanno eccelso i teosofi…”
    Questo è Henri Corbin, nella sua intervista su Heidegger, visto che l’hai citato. Insomma, è inutile nascondersi dietro a un dito (a meno che non sia il ‘dito di Dio’): c’è, che lo si voglia o no, una Weltanschauung – una ‘visione del mondo – di Destra …è inutile negarlo (anche se poi, fattualmente, ogni uomo, ogni donna, di Destra, è un ‘unicum’).
    È chiaro, lo ripeto, che sto parlando di un’Idea, di un Metamodello, di un Archetipo…
    Riguardo al tuo ‘paganesimo': intendo, con con sommo rispetto e interesse (sono un ‘cristiano’ borderline – cristiano: altro termine…), un argomentare che alla presunta (ma spesso reale) ‘oscurità’ di vita (al lume delle candele – quelle votive) del cristianesimo (soprattutto quello ‘fondamentalista’, quello ‘ipocrita’ e quello ‘lacrimachristi’ o della ‘Madonna’) contrappone la ‘solarità’, la ‘nuda schiettezza’ e l”eroicità’ di vita della concezione ‘pagana’ (e qui siamo di nuovo all”Ar’ pluricitato).
    Quanto a Hillman (anche mio referente), se, come è vero, parla di ‘anima’ e di società ‘dis-animata’ (alla Adriano Segatori, sulla scorta di R. D. Laing – anche lui di destra!?), allora il mitico James Hillman, anche se fosse di ‘sinistra’, non può essere che, ‘radicalmente’, di…
    (Meta)Destra.
    Quanto a Miller: Arthur o Henry? Facciamo: uno ‘de droite’ e uno ‘de gauche’…
    In definitiva: sì, certo le etichette vanno staccate… ma le ‘bottiglie’ restano!

  4. Ciao Alessandra,
    volevo ritornare sul tuo post precedente per rispondere a Nicola, ed ho trovato questo nuovo post.
    Concordo completamente con quanto dici.
    Aggiungo che accettare un “new brand”, come dice Nicola, significa anche accettare la logica della contrapposizione Destra-sinistra, che ha spinto i giovani di allora (tra il ’68 e gli anni ’70) allo scontro, spesso mortale, tra loro e che ha permesso al sistema di sopravvivere.

    Ritengo che una posizione, diciamo così, “alternativa” non possa essere classificata come di “destra”, anzi.

    Se ti può consolare, è dagli anni ’70 che non mi riconosco nella destra (probabilmente l’avrai già capito dai miei commenti al tuo post su E.E.)

    Ciao

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  1. Di destra?!? - II e ultima (ho detto ULTIMA) parte | Alessandra Colla

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