"Durban 2", la vendetta?

Un paio di notiziole dànno il polso della situazione a Ginevra, dove inizia oggi la conferenza dell’Onu sul razzismo e la xenofobia meglio nota come “Durban 2″ — dal nome della prima storica conferenza tenutasi nella città sudafricana all’inizio di settembre 2001, pochi giorni prima che le newyorkesi Twin Towers si accartocciassero misteriosamente:

2009-04-20 10:53
Israele richiama ambasciatore Berna
Al via la conferenza sul razzismo
(ANSA) – GERUSALEMME, 20 APR – Il ministro degli Esteri Lieberman ha ordinato all’ambasciatore di Israele in Svizzera di rientrare in patria per consultazioni. Fonti del ministero hanno spiegato al sito Ynet del quotidiano Yediot Ahronot che il provvedimento rappresenta un gesto di protesta per l’incontro di ieri fra il presidente elvetico Hans Rudolf Merz e il presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad, giunto ieri a Ginevra per partecipare alla conferenza sul razzismo Durban 2, al via oggi.

2009-04-20 12:45
Durban 2: Ki-moon, islamofobia
‘Sono profondamente deluso’ dell’assenza di molti paesi
(ANSA) – GINEVRA, 20 APR – Attenzione a nuove forme di razzismo come l’islamofobia. Lo ha detto il segretario generale Onu, Ban Ki-moon, a Ginevra. Il razzismo ‘puo’ essere istituzionalizzato,come l’Olocausto. Ma puo’ anche esprimersi in modo meno ufficiale, sotto forma di odio verso alcune classi o persone particolari come l’antisemitismo, o per esempio, la nuova islamofobia’.
Sull’assenza di molti Paesi alla Conferenza: ‘Sono profondamente deluso’.

A quanto pare, si fa carico a Durban 2 di un orientamento politicamente scorrettissimo, consistente nella blasfema pretesa di criticare lo Stato tetragrammatico.
Sai che novità. Era successo già nel 2001, quando l’ONU (l’Organizzazione delle Nazioni Unite, eh, mica un comitato di quartiere) era stata praticamente costretta da fortissime pressioni diplomatiche a cancellare dalla dichiarazione conclusiva della conferenza, ritenuta «offensiva per lo Stato ebraico» dai governi israeliano e statunitense, qualche frasetta di lieve momento:

– “Non devono mai essere dimenticati l’olocausto e la pulizia etnica perpetrata ai danni della popolazione araba e palestinese nelle terre storiche della Palestina, nella Bosnia e in Kosovo”

– “L’occupazione straniera fondata sulle colonie di popolamento, con le sue leggi discriminatorie finalizzate al mantenimento di questo dominio sui territori occupati attraverso un blocco militare totale, sono in contraddizione con i principi della Carta Onu e costituiscono una nuova forma di di apartheid, un crimine contro l’umanità, una violazione grave del diritto internazionale umanitario, oltre che una minaccia per la pace e la sicurezza internazionale”

– “Esprimiamo una profonda inquietudine di fronte alla discriminazione razziale che i palestinesi subiscono nei territori arabi occupati e che ha gravi incidenze su molti aspetti della loro vita quotidiana. Chiediamo che sia stabilito un termine alle pratiche razziste cui sono sottoposti i palestinesi e gli altri abitanti dei territori arabi occupati da Israele”

– “La conferenza mondiale constata con inquietudine l’aumento delle pratiche razziste del sionismo e dell’antisemitismo in parecchie regioni del mondo, e la diffusione di modi di pensare di movimenti discriminatori come il sionismo fondato sulla superiorità razziale”. [fonte]

Scusate se è poco. Vero è che ci aveva messo del suo l’allora segretario delle Nazioni Unite Kofi Annan, che aveva aperto i lavori dicendo cose come

«Gli ebrei hanno patito l’antisemitismo in molte parti del mondo, in Europa sono state vittime dell’ Olocausto, massimo abominio che non potrà mai essere dimenticato o sottovalutato. È comprensibile, dunque, che molti cittadini israeliani rifiutino qualsiasi accusa di razzismo mossa allo stato di Israele, soprattutto quando queste coincidono con attacchi ciechi e assolutamente inaccettabili contro civili innocenti. Ciò nonostante non possiamo aspettarci che i palestinesi accettino questo come una ragione per ignorare i torti che subiscono: occupazione, blocchi, esecuzioni extragiudiziarie, comunque le si voglia chiamare. Ma le accuse reciproche non sono l’oggetto della conferenza. Il nostro obiettivo principale deve essere il miglioramento della sorte delle vittime […] Tutti siamo d’accordo nel condannare il razzismo, ma quando la condanna riguarda specificamente questo o quel gruppo le cose cambiano. Pochi di noi riescono a vedere se stessi come razzisti. Chi viene accusato ha paura di diventare una potenziale vittima di ritorsioni. E questo in nessun luogo è vero quanto lo è oggi in Medio Oriente […]».

Ma torniamo a Durban 2, che promette di scaldare gli animi quanto e forse più di Durban 1. Il web ribolle di commenti — curioso che i più accaniti detrattori di Durban 2 si ritrovino non solo, com’è naturale, tra i filoisraeliani di origine o religione ebraica: bensì anche, e copiosamente, tra quelli atei o più spesso cristianissimi che affollano le file della destra istituzionale e dell’economia a vario livello (non linko niente perché non ho il tempo né soprattutto la voglia: ma se vi fate un giretto in rete capirete che voglio dire).
Il che, forse, potrebbe essere un buon segno — il dibattito in corso, dico: a dimostrazione che forse l’appiattimento delle coscienze non è poi così globalizzato. Aspettiamo il 24 aprile.

1 Comment on "Durban 2", la vendetta?

  1. Non c’é stato bisogno di aspettare il 24.
    Appena il Presidente iraniano, Mahmoud Ahmadinejad, ha detto che l’entità sionista è razzista l’UE si è appiattita sulle posizioni israeliane.
    Criticare “piombo fuso”, evidentemente, è antisionismo.
    Israele è al di sopra di ogni critica e di ogni sospetto, anche quando i suoi “moralissimi” soldatini indossano T-shirt del tipo “One shoot, 2 kills”.
    Ciao

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