Imperia: PDL e Lega Nord ai ferri corti per la candidatura di Gabriele Piccardo

Per la serie “Oggi le comiche”, a Imperia la Lega Nord ha deciso di mettere in forse la coalizione col PDL a causa di una candidatura pericolosissima: quella di Gabriele Jibril Piccardo, di religione islamica, figlio dell’ex segretario dell’UCOII Roberto Hamza Piccardo. Apriti cielo.

Non starò qui a lambiccarmi quel po’ di materia grigia che ho in sorte per indagare le prevedibilissime ragioni della Lega; mi limito a rilevarne (della Lega, dico) la pochezza in termini di pragmatismo e analisi politica — antichi mali di questo schieramento, a malapena tamponati in anni ormai lontani dalla presenza quanto mai fuori posto di un pensatore raffinato come Gianfranco Miglio.

Io, invece, bado ai fatti e posto qui sotto il programma elettorale di Gabriele Piccardo — un programmino di tutto rispetto che avrebbe magari qualcosa da insegnare a tanti politicanti di risulta:

Per Imperia, cosa vorrei, cosa farei
le mie idee, il mio valore aggiunto

La questione dell’occupazione dei giovani è una delle problematiche più sentite dai giovani stessi e dalle loro famiglie.
Se sarò eletto consigliere comunale e se farò in qualche modo parte della prossima amministrazione cittadina, proporrò alcune linee generali di sviluppo che stimolando una sinergia virtuosa tra intervento pubblico e iniziativa privata creino le condizioni per la creazione di posti di lavoro.
Per far ciò ho individuato tre aree, oltre ad un metodo e un’attenzione generale.
L’attenzione è a quello che siamo, a quello che è Imperia, la sua gente, la sua storia, il suo ambiente naturale e la sua collocazione geografica.

Il metodo è quello di coinvolgere la città nelle grandi decisioni che la riguardano, consultando le sue forze vive, imprenditori, lavoratori, ordini professionali, società civile, associazionismo, sulla base di seri e documentati studi di fattibilità e impatto ambientale.

Lo scopo è quello di creare 500 nuovi posti di lavoro

Industria e ricerca ambientalmente compatibile

Uno degli slogan più fortunati che hanno contraddistinto la nostra città è stato, negli anni ’70 “Imperia, 3000 ore di sole”, ebbene sono certo che sia possibile coniugare sviluppo e tutela attiva dell’ambiente ( ne è convinta anche la nuova amministrazione USA, per altro).
Proporrò quindi che la città possa creare un polo nella ricerca e nella produzione d’impianti per la produzione di energia a partire dalle fonti rinnovabili, solare, eolico e dal moto ondoso.
L’esempio costituito nel retroterra di Nizza da Sophia Antipolis, la tecnopoli che ha da poco celebrato i suoi 40 anni può essere assunto come orientamento anche per Imperia. Quell’idea avveniristica di creare tutte le condizioni per l’insediamento in Costa Azzurra di imprese ad alto contenuto tecnologico, non inquinanti e laboratori di ricerca specifici, si rivelò vincente e oggi ospita ben 1300 le imprese con oltre 30 mila addetti.
La nostra città purtroppo non dispone di un territorio sufficiente per pensare una tale realizzazione ma questo non impedisce che si possa ipotizzare una cittadella della tecnologia in sedicesimo, promuovendo in valle Impero l’insediamento di una trentina di aziende medie e piccole e centri di ricerca che possano impiegare fino a trecento dipendenti: giovani ingegneri, tecnici e manodopera altamente specializzata oltre a quella impiegata in ruoli amministrativi e nei servizi connessi.
Questo progetto potrebbe avvalersi di fondi europei e sarebbe lanciato grazie alla realizzazione di un parco fieristico in cui organizzare una mostra mercato europea di quella specifica produzione e ricerca.
La fiera farebbe entrare la nostra città in una virtuosa dialettica con enti e aziende italiane ed europee che operano in quel settore ma in zone molto più svantaggiate da punto di vista climatico e ambientale.
Obbiettivo, secondo temporalmente, ma primo strategicamente, quello di proporre a quegli enti ed aziende di stabilire ad Imperia una parte o tutta della loro ricerca e produzione.

Gli anziani, dovere di assistenza e risorsa

Ma quel clima è quell’ambiente cui accennavo sopra si presta anche allo sviluppo di un altro comparto specifico, che può dare grandi possibilità d’investimento immobiliare e lavoro, ed è quello che si rivolge agli anziani.
Penso ai residenti (e sono quasi 10 mila) e a quelli che potrebbero stabilirsi sul nostro territorio se attuassimo un politica che realizzasse immobili ad essi riservati: condomini assistiti e una grande residenza protetta, in base alla tipologia degli ospiti e delle loro esigenze.
Costruire duecento miniappartamenti per coppie o singoli, in condomini dai servizi integrati, mensa, lavanderia, supermarket, dispensario/infermeria, strutture ricreative e sportive. Questi alloggi potrebbero ospitare circa 300 anziani e dare lavoro ad almeno 50/60 persone tra dipendenti dei servizi dedicati e veri e propri assistenti domiciliari per autosufficienti.
La grande residenza assistita potrebbe ospitare altre 200 persone, parzialmente o non autosufficienti che sarebbero curati e serviti da non meno 80/100 persone sui tre turni lavorativi.
Queste strutture immobiliari potrebbero essere realizzate nella Regione Garbella.
Ad entrambi i progetti non sarebbe estranea il Polo Universitario e il sistema scolastico che saranno chiamati ad istituire corsi di laurea e specializzazioni professionali ad hoc.

Gabriele Piccardo

Non che la pensata leghista mi stupisca, per la verità — anzi. Però, vanitosa come sono, ammetto che fa sempre piacere scoprire di non essersi sbagliati…

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