Afghanistan: perché ci odiano

Leggo stamattina questa notizia che ha un sapore allarmante:

Basta proselitismo cristiano in Afghanistan o ci saranno gravi conseguenze. La minaccia arriva dai talebani che hanno chiesto a papa Benedetto XVI di «fermare i crociati» in Afghanistan, all’indomani dell’uccisione di oltre cento civili nella provincia occidentale di Farah nel corso dei raid aerei americani e alla vigilia della visita del pontefice in Giordania e in Israele. Il comunicato si apre con un versetto del Corano non propriamente ostile (al-Baqara 109), che recita: «Tra la gente del Libro (ebrei, cristiani e islamici ndr), ci sono molti che, per invidia, vorrebbero farvi tornare miscredenti dopo che avete creduto e dopo che anche a loro la verità è apparsa chiaramente!». Poi il messaggio prosegue in forma istituzionale. [continua]

Non faccio in tempo a commentare che il mio occasionale interlocutore m’interrompe: «Calma, calma! Guarda che in Afghanistan l’islam l’hanno imposto, hanno fatto proselitismo anche loro!». Cavolo. Sta’ a vedere che se non me lo diceva mica lo sapevo.

Non so che farci, ma resto sempre stupita dall’incapacità di leggere gli avvenimenti al di là della mera lettera: ci vuol tanto a capire che se i talebani chiamano “crociati” gli occidentali (grazie, Bush) è perché vedono nel cristianesimo la forma più insidiosa assunta dall’aggressività islamofoba che caratterizza l’Europa e l’Occidente?

Nel 2006 Paolo Barnard ha pubblicato un testo che io considero preziosissimo, intitolato appunto Perché ci odiano: ignorato dalla quasi totalità dei media italiani (mi vanto di essere stata una delle poche persone a parlarne su un mensile regolarmente registrato che si chiamava “Orion”), lo descrive così lo stesso Barnard:

Il libro è scritto per poter essere capito da tutti, e contiene una spiegazione fruibile da chiunque di tutto ciò che è essenziale sapere per comprendere le crisi mediorientali e la criminosità della Guerra al Terrorismo.
Israele viene svelato per ciò che è senza mezzi temini o tentennamenti: il più grande Stato terrorista della Storia mediorientale contemporanea, con prove alla mano che smontano pezzo su pezzo la narrativa che oggi permette a Tel Aviv di agire con impunità assoluta di fronte al mondo intero. Le fonti sono solo ebraiche, proprio per essere ‘blindate’.
In ultimo, oggi che la Guerra al Terrorismo ci sta portando sull’orlo di una deflagrazione senza precedenti, ritengo vitale che sia divulgato al pubblico il senso ultimo del libro, che è: “Quasi tutto ciò che sappiamo sul Terrorismo islamico è falso, e ci può uccidere. Smettiamo di crederci. Se non ci racconteranno la verità sulle radici dell’odio contro di noi, quell’odio non si fermerà mai, perché mai sapremo affrontarlo. Vi offro gli strumenti per capire l’odio, per affrontarlo e per fermarlo. Ne va della nostra vita, come di quella di tanti cittadini del mondo”.

Il punto è che quello che sta accadendo in Afghanistan (proprio come in Iraq, per esempio, o nella Palestina occupata) noi qui non ce lo possiamo nemmeno immaginare:

Intervenendo alla Camera dopo l’informativa urgente del governo, la capogruppo del Pd in commissione Difesa, Rosa Villecco Calipari, ha detto: «Aspetteremo l’esito delle inchieste della magistratura, ma non possiamo nasconderci dietro ad un dito: in Afghanistan sono cambiate molte cose e la missione di pace dell’Italia ha bisogno di una nuova strategia politico diplomatica, che il Pd chiede da tempo». La situazione è così complessa nella zona di Farah che l’Italia sta pensando di spostare le proprie basi avanzate, come ha confermato il capo di Stato maggiore dell’Esercito generale Castagnetti, verso nord lasciando ai militari Usa il controllo di Bala Boluk, Bakwa e Gulistan. [qui]

E ripetere ossessivamente come un mantra salvifico che «gli italiani sono in Afghanistan in missione di pace e rispettano scrupolosamente le regole d’ingaggio» non basta a cambiare la realtà delle cose. Tanto più che queste famose regole d’ingaggio sembrano essere una coperta buona per tutte le stagioni: laddove, invece, si scopre che una cosa sono le parole e un’altra i fatti.

È ancora Barnard a spiegare di che si tratta, commentando i fatti inerenti alla liberazione di Giuliana Sgrena e alla morte non tanto accidentale di Nicola Calipari: e il quadro che emerge della situazione irachena non sembra poi così diverso da quello della situazione afghana, in cui i militari italiani sembrano travolti da un gioco più grande di loro e si ritrovano a portare le armi — ancora e sempre — per conto dei soliti altri.

Tutto sta, allora, a vedere se si vogliono capire le regole di quel gioco, e, una volta capite, se le si vogliono accettare oppure no. Perché a quanto pare e fino a prova contraria, si può ancora scegliere.

16 Comments on Afghanistan: perché ci odiano

  1. Scusatemi so che non che magari non è attinente al post ma visto che si parla di Barnard che come dice giustamente Alessandra giace sotto la pietra tombale dell’indifferenza e dell’ostracismo vi segnalo due link in risposta al sionista travaglio e vi invito a parlarne e a diffonderli nei luoghi della gente comune non solo nella ristreatta cerchia dei navigatori dei visitatori d questo sito.
    http://www.youtube.com/watch?v=8uGtn7tSCCA&feature=channel_page

    http://www.youtube.com/watch?v=KKcrJOhQ4qc&feature=channel

    Video in risposta a questo:

    http://www.youtube.com/watch?v=c_rm_V8FdTk&feature=related

  2. commissioner@coe.int

    … è la mail del Sig. Hammarberg.

  3. “L’iniziativa terrorista e stragista di Israele a Gaza ha minato totalmente il diritto di ogni essere umano a vivere nella propria terra d’origine e di scegliere liberamente i propri governanti”.

    Hammarberg dovrebbe essere coperto, sepolto, di lettere con un testo all’incirca così!

  4. Hammarberg … il nome porta diritto al “popolo eletto” …

  5. «L’iniziativa italiana mina totalmente il diritto di ogni essere umano di ottenere asilo»

    Thomas Hammarberg,commissario per i Diritti umani del Consiglio d’Europa.

    Dunque, come peraltro tutti già sapete, è la falsa “Europa” delle burocrazie massoniche antinazionali al soldo dell’Impero americano a volere la fine dei popoli europei di ceppo.

    Già lo sapevamo …

  6. Consiglio molto anche http://www.wsws.org/

    ( World Socialist Web Site )

  7. “bernanosiani di sinistra” … i miei preferiti !

  8. per ANDREA
    —————————-
    Grazie per aver citato il poco noto sito http://www.dedefensa.org/: io lo trovo eccellente e non manco mai di consultarlo.

  9. Gli Stati Uniti stanno cercando di distruggere il Pakistan, come hanno fatto con l’Afghanistan, per ricreare entità “unificate” per linee tribali ostili fra di loro e sensibili ai “suggerimenti” americani e israeliani. E’ paradigmatico il caso dei kurdi in Iraq, vera “longa manus” di Usraele, armati e addestrati dal Mossad.
    Il mistero kurdo è fittissimo: agli americani e a Israele importa nulla che esista un forte Partito comunista curdo … La Turchia si sta allontanando dal patto di ferro che la legava a Usa e Israele dopo aver constatato l’appoggio e l’uso che la superpotenza guidata da Israele( nella politica estera vicino e medio orientale ) fa dei kurdi, anche all’interno dei confini turchi, come elemento di ricatto permanente. Il caso del nord irakeno, sotto dominio dei kurdi, che svolgono il ruolo di quinta colonna israelo-americana, dovrebbe essere studiata da tutti in quanto paradigma futuro di tutta la striscia che parte dall’Iraq e giunge ai confini cinesi, anch’esso popolato da minoranze bellicose e ostili fra loro. Il “piano”, nelle sue linee generali è individuabile: impedire alla Turchia di unificare, in un rapporto di buon vicinato con la Russia l’area turcofona che giunge fino all’Asia centrale ex-sovietica; rovesciare quello che era un governo di fiducia in Pakistan per disarmare l’unica potenza militare e nucleare del mondo musulmano. Stanno provocando “crisi umanitarie” fittizie in Pakistan per poter intervenire in un conflitto fittizio e creato ad arte fra questo Paese e la fantomatica creatura Usa chiamata “Al Qaida” … sempre per scopi umanitari ! Per salvare le donne, le statue di Buddha o la democrazia in Pakistan: provarono con Mumbai, ma il ballo è solo all’inizio !
    Segui Maurizio Blondet su http://www.effedieffe.com e http://www.dedefensa.org ( in francese e inglese )

  10. per ANDREA CHIODI
    ——————————–

    Grazie per la preziosa segnalazione su Massimo Fini. Il non averlo citato non significa ignorarlo o tenerlo in non cale: Fini ha goduto di buona stampa in altri tempi, e può ancora disporre di agganci e circuiti di un qualche interesse; mentre Barnard giace sotto la pietra tombale dell’indifferenza e dell’ostracismo: ricordare che esiste, e ricordare quello che ha scritto, almeno ogni tanto, mi sembra doveroso.
    In ogni caso, la cosa più importante è che ci siano voci a denunciare i crimini che l’Occidente commette o avalla, nel disinteresse generale.
    Un caro saluto
    A.

  11. chiedo scusa perchè nel post precedente ho pasticciato con l’ ahref , comunque mi pare che il link al sito di Fini (Massimo sempre) bene o male funzioni
    Andrea Chiodi

  12. volevo aggiungere due cose all’ argomento (o agli argomenti) sul tavolo:
    Innanzitutto vorrei far rilevare come un famoso giornalista e scrittore come Massimo Fini da anni ormai scrive continuamente su testate nazionali che l’ intervento in Afganistan è sbagliato e che i talebani non sono poi i mostri che ci dipingono, ma anzi hanno degli indubbi meriti: hanno unificato il paese che era spartito su base etnico-personalistica dai vari signori della guerra, hanno combattuto la coltivazione dell’ oppio etc. Nel sito di Massimo Fini si possono reperire tutti gli articoli sull’ argomento l’ ultimo dei quali mi pare il seguente:
    .
    In definitiva anche per Fini (Massimo ovviamente) i Talebani sono dei combattenti e dei resistenti e noi siamo gli occupatori e l’ elegante damerino Karzai è quello che è: un Quisling che rappresenta se stesso e gli occupanti.
    Da notare come spesso le posizioni di Fini (Massimo) sono lucidamente in contrasto con la vulgata mediatica e come benchè tutti facciano finta di non sentire la sua voce, e facciano a gara nell’ ignorarlo, la sua scomoda presenza rimane su testate nazionali di un certo rilievo(grillo parlante, Cassandra, e buona coscienza relegata in un angolino, ma probabilmente la sua solitaria presenza fa anche comodo perchè qualcuno possa dire: vedete noi facciamo sentire tutte le campane).
    Come seconda cosa vorrei dire riguardo al rapporto della commissione ONU presieduta da Ian Martin, ex dirigente di Amnesty ed già a capo della delegazione ONU su East Timor, che, a quanto mi risulta, l’ ineffabile Ban Ki-moon ha già escluso che vengano eseguiti nuovi accertamenti egli avrebbe detto “I do not plan any further enquiries.”.
    Sull’ ONU ci sarebbe molto da dire, sul rapporto-scontro tra l’ assemblea generale ed il consiglio di sicurezza, su come tutto ciò che proviene dall’ assemblea generale o dalla Human Rights Watch venga spesso omesso dalla nostra stampa o minimizzato.
    Saluti
    Andrea Chiodi

  13. Marco Cedolin su : http://www.luogocomune.net/site/modules/news/

    La notizia trova spazio su tutti i maggiori quotidiani europei, ma i giornali italiani, troppo impegnati a seguire le vicende coniugali del premier ormai divenute argomento fisso delle prime pagine, hanno evitato di farne menzione o si sono limitati a relegarla in qualche trafiletto.

    L’ONU, come dichiarato in conferenza stampa da Ban Ki Moon, ha fatto pervenire ad Israele una richiesta di risarcimento di 7,8 milioni di euro, in seguito alla relazione della commissione che ha indagato in merito agli attacchi contro il personale e le strutture delle Nazioni Unite, compiuti dall’esercito israeliano durante l’operazione Piombo Fuso dello scorso inverno che ha causato la morte di oltre 1500 palestinesi.

    Il risarcimento riguarda i bombardamenti (in alcuni casi con l’utilizzo del fosforo bianco) a Gaza da parte dell’esercito israeliano di 3 scuole, un ospedale e la sede delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi. Bombardamenti che hanno causato circa 50 morti e in merito ai quali la commissione d’indagine ha individuato gravi colpe dei militari israeliani che non avrebbero preso le necessarie precauzioni, né fatto gli sforzi necessari, volti a garantire il rispetto dell’inviolabilità delle Nazioni Unite e la protezione delle migliaia di civili che avevano cercato rifugio negli edifici dell’ONU.

    La commissione ha inoltre domandato l’apertura di un’indagine riguardante eventuali violazioni del diritto internazionale, concernenti l’utilizzo del fosforo bianco in zone densamente popolate, da parte dell’esercito israeliano, sempre nel corso dell’offensiva su Gaza.

    L’iniziativa dell’ONU è estremamente importante, in quanto suona come una condanna senza appello nei confronti dei massacri di civili palestinesi, compiuti dall’esercito israeliano nel corso dell’operazione Piombo Fuso. Dispiace constatare una volta di più come i grandi giornali italiani, soggiogati dalla lobby che li gestisce, non abbiano saputo cogliere l’importanza della notizia, ma si siano limitati a constatarne la “scomodità”, relegandola nel novero dell’informazione da sottacere per non incorrere nell’ira del padrone.

  14. Il guaio, caro Andrea, è che lo studio della geopolitica rimane (e si vuol farlo rimanere) un lusso per pochi.

    Grazie dei link e delle citazioni.

  15. Scrive Gianfranco La Grassa, ora, nel suo sito:

    “Caduto “l’altro campo” (ideologicamente considerato socialista), gli Usa hanno per dieci quindici anni tentato di estendere all’intero globo il loro predominio monocentrico ( ecco che cos’era la “bufala” della globalizzazione, per glorificare la quale si è tentato di “arruolare” perfino
    Marx in una di quelle rénaissances condotte da ideologi di particolare disonestà intellettuale ). Non siamo ancora usciti completamente da questa fase, ma sembra proprio che siamo in uscita verso il multipolarismo (non ancora il policentrismo, con la sua più aperta contesa tra potenze: da qui le mie perplessità sulla gravità effettiva della crisi in atto). In ogni caso, il tentativo “imperiale” degli Usa è al presente fallito, pur se tale paese sta tentando di riproporlo per altra via”.

    Cercando, dico io ( con Tarpley ) di prendere direttamente il potere in Pakistan, disarmandolo e sottraendolo all’influenza cinese.
    Spingendo fuori la Cina dall’Africa e dall’America Latina, dove si sta insediando a colpi di prestiti miliardari in dollari ( che ha accumulato ) e di cui vuole almeno in parte sbarazzarsi, comprando beni reali all’estero o aiutando governi in crisi.
    La Russia è continuamente provocata, ancora oggi in Georgia con le manovre militari congiunte in ambiente Nato … ma i russi sono e resteranno immortali !

  16. Anche in questo casino c’è un Padrino, ovvero: c’è una logica in questa follia ! Secondo Webster Tarpley, con Obama e il suo mèntore Zbigniew Brezinsky, tutto si sta spostando a nord, rispetto al conflitto medio-orientale, per stringere Russia e Cina dentro i propri confini e senza più legittime aree di influenza. Anche Israele parrebbe d’accordo e sta modificando atteggiamento con l’Iran.
    Per chi ha tempo linko l’intervista radiofonica di un’ora a Tarpley.

    http://www.luogocomune.net/site/modules/news/article.php?storyid=3010

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