Bernard-Henri Lévy alle crociate

Adesso sì che siamo tranquilli. Bernard-Henri Lévy ha definito “fascista” senza mezzi termini il presidente iraniano Ahmadinejad, il suo governo e la sua politica.
Non ci voleva altro per legittimare urbi et orbi, se mai ce ne fosse stato ancora bisogno, l’ennesima crociata dell’Occidente contro il nuovo nemico principale — che dico? principalissimo, anzi unico e solo.
Fa venire i brividi pensare all’immenso potere che può essere scatenato da una paroletta — altro che flatus vocis, povero Roscellino.
E più ancora fa rabbrividire pensare che basta agitare uno straccio (nero, in questo caso) davanti al naso di tanti torpidi buoi per trasformarli in tori scalpitanti.
Auguri, presidente.

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