Cambio di rotta per Javier Solana

A giudicare da quello che mi è piovuto nella casella di posta nelle ultime ore, si direbbe che in tutto il mondo si sia formato magicamente il partito trasversale del “Solana vaffanculo”, con riferimento alle ultime esternazioni dell’ex segretario generale dell’ONU nel corso della conferenza Facing Tomorrow, convocata per il secondo anno consecutivo a Gerusalemme dal presidente Shimon Peres.

Sembra infatti che in occasione della tavola rotonda “Cambiare la crisi in opportunità”, che ha visto la partecipazione di personaggi come Raymond Kurzweil (membro dell’US Army Science Advisory Board), Bernard-Henry Lévy e Ruth Gavinson (giurista ed ex-membro della Commissione Winograd), il diplomatico Javier Solana (attualmente rappresentante dell’Unione europea) abbia dichiarato testualmente: «Israele, permettetemi di dirlo, è un membro dell’Unione europea senza essere membro delle sue istituzioni», e ha aggiunto che Israele è «attivo in tutti i programmi dell’Unione» per poi concludere che “la lentezza del processo di pace israelo-palestinese non è imputabile a Israele, ma a un semplice problema di metodologia”.

Ora, non mi unirò al partito ideale summenzionato perché non sta bene che una signora se ne venga fuori di giovedì mattina a dire “Solana, sai che c’è? Vaffanculo!”; ma dirò che nella mia considerazione personale Solana è precipitato al di sotto dello zero assoluto, e che questo suo cambio di rotta mi fa dubitare dell’integrità della sua spina dorsale. Mi auguro per lui che almeno la contropartita sia interessante, altrimenti mi toccherebbe elaborare ipotesi assai poco lusinghiere.

3 Comments on Cambio di rotta per Javier Solana

  1. E’ saltata la prima parte, che fornisce il senso al commento di La Grassa.
    La Grassa riproduce i titoli di qualche giornale di venerdì scorso:
    [Cariche UE, il governo pensa a D’Alema. E lui: “Grato per l’appoggio, vedremo” […] Frattini: “Non esclusi esponenti dell’opposizione”. E avanza il nome di D’Alema, che ringrazia. Draghi aspetta il 2011, quando scadrà il mandato di Trichet].

  2. >>

    Questa l’autentica meschinità dei nanetti che ci governano. Altro che escort, presunti conflitti di interessi, continue operazioni giudiziarie, ecc. Questi (mal)destri credono di ingraziarsi, con simili espedienti da magliari, un’opposizione squinternata ed eversiva, dimostrando in tal modo una subalternità culturale che è tra il comico e il disgustoso. Non credo siano così cretini da non sapere che la “sinistra” è solo l’esecutrice, nel teatrino cui è ridotta questa politica da “disadattati”, della industria-finanza parassitaria e delle smanie statunitensi tese a spegnere quel barlume di novità esistente nella politica estera a favore degli interessi di alcune nostre imprese avanzate. Contro la sinistra fellona (ma solo come esecutrice, lo ripeto) non si erge alcuna forza politica dotata di effettiva strategia in grado di far navigare un paese medio come il nostro nel mare procelloso del multipolarismo. Abbiamo solo ominicchi e quaquaraqua.

    Gianfranco La Grassa su http://www.ripensaremarx.splinder.com
    (venerdì 30 ottobre 2009)

  3. Mitici questi socialisti spagnoli!
    D’altronde, il Partido socialista obrero espanol è il partito a più alto “tasso massonico” fin dalle origini.
    L’unica cosa buona che hanno fatto è stato il ritiro dei loro reparti dall’Iraq immediatamente dopo la vittoria elettorale: l’avevano promesso al loro elettorato e hanno mantenuto l’impegno. Dopo di ciò, il nulla, in fatto di autonomia dagli americani e israeliani… anzi!
    Finché non vi sarà il risveglio (se vi sarà) della socialdemocrazia tedesca, possiamo metterci il cuore in pace. In quanto al centro-destra europeo è meglio neppure occuparsene.
    E’ per questo che, potendolo fare (ma senza entusiasmo o illusioni) voterei con una certa convinzione per la SPD oppure, con più entusiasmo, per il coraggioso Erdogan.

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