Donne in politica, donne impolitiche

Il rischio principale che si corre ficcando in Parlamento gente come Garnero in Santanché o Carfagna è che i media si trovino a rigurgitare di sceneggiate od esternazioni estemporanee da parte di chi ignora con tutte le sue forze che la politica è la continuazione della guerra con altri mezzi. Queste signore, plausibilmente imperite di ogni ars bellandi, a Sun Tzu preferiscono forse Shu Uemura; e se trascurano von Clausewitz è lecito pensare che frequentino von Fürstenberg.
Del resto anche Teodora, prima di assurgere ai fasti imperiali, era nota ai contemporanei come “Teodora del postribolo” — ma erano altri tempi, Bisanzio non era Roma e soprattutto non siamo qui per fare del moralismo, ma per constatare con qualche disagio che la presenza di elementi femminili non è sempre garanzia di arricchimento.

Ma esiste anche un’altra categoria di quote rosa, non meno perniciosa della precedente: ed è quella cui appartiene Isabella Bertolini.
L’on. Bertolini, dunque, un paio di settimane fa o giù di lì ha presentato un’interrogazione parlamentare in cui si chiede se le forze dell’antiterrorismo nazionale siano «a conoscenza dell’attività delle edizioni Al Hikma di Imperia strettamente collegate all’attività della Libreria islamica del capoluogo del Ponente Ligure». L’interrogazione dell’on. Bartolini sarebbe orientata a bloccare l’iniziativa dell’introduzione di un’ora (facoltativa) di insegnamento della religione islamica nelle scuole — proposta civile sulla quale ancora ci si scanna e che non ho nessuna voglia di commentare adesso, parendomi una perdita di tempo.

Non è tutta farina del suo sacco, si badi: la signora ci è arrivata sulla scorta di un’inchiesta clamorosa del quotidiano Libero, che a prezzo di sforzi e rischi inauditi è riuscito a scoprire e svelare ai suoi lettori l’inimmaginabile — ovvero che (ricopio fedelmente da qui, altrimenti qualcuno potrebbe credere che mi sto inventando tutto o che manipolo la Verità per fini occulti. Invece qua di occulto c’è giusto il ben dell’intelletto e il senso del ridicolo, dal momento che la stupefacente rivelazione di Libero appare in chiaro sul sito della casa editrice, più precisamente qui e qui):

«la casa editrice Al Hikma già da tempo pubblica libri di catechismo musulmano venduti nelle moschee e diretti ai bambini che abbiano compiuto i cinque anni d’età, come “ Il Libro delle Preghiere” ed “Il Libro delle Abluzioni” . Per gli adolescenti, invece, sempre Al Hikma pubblica dal 1995 il sussidiario “Il cammino verso l’Islam” di Muhamamd Sulaimam Al Ashqar. In esso vengono spiegati i famosi cinque pilastri dell’islamismo tra cui la Zakat, cioè la tassa per il culto che dovrebbe essere pagata dai fedeli ricchi a favore dei più poveri»

In particolare l’on. Bartolini teme che la zakat, ovvero la tassa per il culto che costituisce uno dei cinque pilastri dell’islam, possa servire a finanziare attività eversive.

Ora, ci si potrebbe chiedere in che modo la lettura e lo studio del catechismo islamico da parte di bambini islamici dovrebbero costituire un pericolo: alla stessa stregua, anche la lettura e lo studio del catechismo cattolico da parte di bambini cattolici potrebbe configurarsi come potenziale rischio. Ma forse sono domande troppo impegnative, e allora per il momento le lascio lì.

Mi limito, così, alla mesta constatazione di come il discutibile testimone che fu della Fallaci sia stato degnamente raccolto da queste fomentatrici. E siccome ci difetta il furore antico, dove si odiava e poi si amava e si ammazzava il nemico — mi manchi, Signor G —, codeste dame possono ragionevolmente aspettarsi di spirare (com’è giusto) nel loro letto, invece di tirare gli ultimi in qualche sacrosanto tumulto di piazza.
Ma si ricordino, e se hanno la memoria corta paghino un segretario o un monaco trappista che glielo rammenti, che ogni persona dabbene non mancherà di ritenerle corresponsabili di ogni ed eventuale scontro di civiltà, piccolo o grande che sia, consumato in terra italiana. E non ci sarà nessun chirurgo plastico o padre spirituale, allora, tanto bravo da poter riportare indietro il tempo.

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