Haiti: un terremoto "crudele ed insensato"?

In queste ultime ore che vedono alla ribalta la tragedia di Haiti, mi è capitato di sentire e leggere più volte i termini “insensato” e “crudele” in riferimento al terremoto che ha colpito l’isola caraibica.

Ciò che denuncia, una volta ancora, i guasti della dicotomia uomo/natura introdotta in tempi ormai lontanissimi dal monoteismo giudeo-cristiano.

Un terremoto, di per sé, non può essere né insensato né crudele: si tratta semplicemente di un evento naturale, che in quanto tale non ha alcun carattere di intenzionalità o di progettualità.

La cosa è talmente ovvia che mi imbarazza persino doverne parlare: eppure il fastidio che provo sentendo attribuire alla natura una volontà malvagia o dissennata che ne farebbe un’entità peggiore di Azathoth è tale che non posso starmene zitta.

Come concluderebbe un pedante, «tantum religio potuit suadere malorum»

3 Comments on Haiti: un terremoto "crudele ed insensato"?

  1. per NICOLA
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    Ma chi si rivede… Bentornato :-) e grazie per il tuo esagerato accomunarmi a Ipazia.

    “Nulla avviene per caso” — forse è vero. E il fatto che Port-au-Prince sorga proprio su una faglia ha il suo peso, temo.

    Ma se dobbiamo tenere in qualche conto le parole di quello sciroccato di Pat Robertson, allora gioverà ricordare che l’isola di Hispaniola venne praticamente depopulata un secolo dopo essere stata scoperta da Colombo (ne parla esaurientemente David E. Stannard), e che in buona sostanza ad aver fatto un patto col diavolo sono stati gli allogeni impiantati sull’isola in tempi successivi.
    Ma allora perché la catastrofe non ha colpito direttamente la Repubblica Dominicana? O Las Vegas? O New York con epicentro a Wall Street? O Tel Aviv? O… continuiamo?

    E, di grazia, dov’è che avrei parlato di bontà o di buonismo? Io?!? Semplicemente, ho richiamato il fatto che in nessun caso si può attribuire alla Natura una volontà antropomorfa — ciò che invece piace tanto ai cristiani perché così possono dare la colpa di tutto a quel satanasso del diavolo e appellarsi all’imperscrutabile disegno di Dio (chi glielo dice che adesso disponiamo dei sonar e dei visori a raggi infrarossi?).

    Grazie e un caro saluto anche a te

    A.

  2. Alessandra perdonami ma in casi come questi molte persone imprecano proprio Dio o gli Dei che dir si voglia ;
    Anche a ragione , credo , perchè tragedie di tali dimensioni obbligano l’ uomo a porsi delle domande che vanno oltre la grigia insulsaggine quotidiana;
    Debbo altresì constatare che la natura , meravigliosa certamente , a volte mostra un volto terribile , che si creda o no al ” monoteismo giudaico-cristiano “

  3. Cara Alessandra, non intervenivo da circa un anno (ti ricordi: Destra o non Destra?) e, forse, anche qui ti provocherò qualche turbamento… (scherzo, ci vuol ben altro per scuoterti. Sei o non sei ‘sorella’ e ‘discepola’ di Ipazia?). Vado al dunque: pur condividendo le tue considerazioni e condannando (se non altro per lo ‘spirito’ – non certo di ‘compassione’ e ‘misericordia’ – con le quali le avrà dette) le esternazioni di Pat Robertson, ti dirò che, a livello subliminale, senza che nessuno (tantomeno Pat) me le avesse suggerite, ho riflettuto (sia pure per pochi attimi) sulla strana dicotomia (a livello ‘fisico’ e ‘metafisico’) tra il disastro dell’Haiti ‘woodoo-style’ (non tutta, ovviamente) e la tranquillità vacanziera (anche qui, non tutta) della Santo Domingo meno ‘ahrimanica’ (per usare, impropriamente, le ‘categorie’ di Rudolf Steiner). Mera coincidenza, è ovvio (d’altronde, pur volendo giocare con la statistica, non avremmo la controprova), nondimeno l’interrelazione tra Uomo, Natura e Forze Spirituali (per chi ci crede, ça va sans dire) è più complessa e meno ‘perbenista’ di quello che vorremmo credere.
    In definitiva, nessuna imputazione alla Natura (‘innocente’ per definizione), né a Dio (fosse anche il ‘bellicoso’ e ‘vendicativo’ Iahvé); tuttavia, per prendere un esempio dalla “teoria delle catastrofi”: un uovo scivola dalla mano, cade sul tavolo e non si rompe. Lo prendi una seconda volta, hai le mani bagnate e ti scivola nuovamente… questa volta si rompe. Ho rotto… conclusione: non sapremo mai il perchè (perchè Haiti avesse le “mani bagnate”), ma le teorie invasate e invasive di un Pat Robertson non sono, di necessità, più ‘sbagliate’ di quelle ‘svasate’ ed evasive di chi vuole che tutto sia ‘buono’ e ‘buonista’, e tutto mero effetto di un cieco Caso… Dai, ho finito: per rincuorarti vai sul mio blog dove, nell’ultimo post, do una toccata e fuga a Mishima, Cioran e, lapalisse, Nietzsche…
    Un saluto affettuoso
    Nicola Perchiazzi

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