«La diplomazia sporca di Frattini ed i bambini della Palestina»

Un articolo di Giancarlo Chetoni (fonte: Bye bye Uncle Sam).



Sappiamo per certo che nella sesta tappa della trasferta africana il ministro degli Esteri Frattini ha promesso al Cairo al suo omologo Abul Gheit un ragguardevole ma non ancora precisato contributo dell’Italia per allungare l’estensione del muro d’acciaio che Mubarak sta facendo costruire sul confine della Striscia di Gaza, con l’assistenza finanziaria del Dipartimento di Stato e di ingegneri USA.
Un progetto che prevede la messa in opera di una condotta d’acqua parallela con prelievo dal mare prospiciente la costa mediterranea per allagare, con conseguenti frane, eventuali gallerie che dovessero essere scavate a profondità superiori allo sbarramento in putrelle di acciaio (spessorato), destinate ad essere inserite nel terreno fino a una profondità di 30 metri. Con l’espressione da parte italiana di un particolare ringraziamento per “l’azione intrapresa dal governo egiziano contro l’organizzazione terrorista di Hamas“, accusata per l’occasione da Frattini di usare gli attraversamenti sotterranei per contrabbandare armi leggere e pesanti dal Sinai con la complicità di Sudan, Eritrea ed Iran.
Un contrabbando – avrebbe sottolineato il titolare della Farnesina – suscettibile di incrinare i rapporti del Cairo con Gerusalemme sulla frontiera tra i due Stati ed attentare alla sicurezza di Israele. [continua qui]

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