Per Giordano Bruno

Il 17 febbraio 1600, dopo sette anni di prigionia nelle carceri dell’Inquisizione romana, sale al rogo Giordano Bruno da Nola. Ai giudici che, l’8 febbraio, avevano pronunciato la sentenza di morte, Giordano Bruno aveva risposto: «Forse tremate più voi nel pronunciare questa sentenza che io nell’ascoltarla».

Come sempre, in rete troverete tutto quello che vi interessa sapere sul personaggio, e i pro e i contro e le fazioni.

Io, per me, voglio rendere omaggio a quest’uomo dalla schiena dritta, a quest’uomo che illumina con le fiamme della sua morte terrena le tenebre di una Chiesa esecrabile, ricordando che fra i capi d’imputazione a suo carico figura l’aver detto che «Caino fu uomo da bene, e meritamente uccise Abele suo fratello, perché era un tristo e carnefice d’animali».
Onore a lui. Non solo per questo, ma anche per questo.

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  1. Un ricordo per Giordano Bruno | Caos scritto

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