Israele o della monotonia

Si apprende che stamane all’alba l’aviazione da guerra israeliana ha condotto 4 attacchi aerei contro il campo profughi di Jabaliya, nel nord della Striscia di Gaza.
Unica reazione, uno sbadiglio. Tutti i santi giorni la stessa storia.
Ma dov’è finito il genio ebraico? Dove la creatività, l’originalità, la trovata scoppiettante che da sempre caratterizzano la straordinaria intuizione di questo popolo?
Benedetta gente, possibile che non vi passi mai per la testa l’idea di fare qualcosa di diverso? Che so, stare qualche settimana senza bombardare niente e nessuno; dichiarare il venerdì “giornata-in-cui-lasciare-in-pace-i-nativi-palestinesi-ai-quali-noi-israeliani-rompiamo-quotidianamente-le-scatole-dal-1948″; organizzare posti di ristoro ai check point così mentre i palestinesi sono costretti a fare la fila per entrare a casa loro possono bere o mangiare qualcosa; stabilire che da qui fino al 2020 almeno non si spara ai ragazzini e alle donne… Cose così, insomma. Non ci vogliono menti elette per arrivarci, basta usare un po’ di buon senso.
Invece macché, niente. Il piattume più desolante. La ripetitività più stravolgente. Sempre lì a usare i nativi palestinesi come bersagli da tirassegno: mai pensato a un bel gioco da tavolo? Non dico il gioco dell’oca, ma Risiko, magari: tanto voi le carte geografiche le conoscete perfettamente e sapete benissimo come muovervi in giro per il mondo.
Pazienza. Ormai l’andazzo è questo; e una volta presa un’abitudine, per quanto riprovevole, è difficile staccarsene. Potreste stupire il mondo, se voleste. Ma fra “stupiti” e “stupidi” passa una sola consonante, e voi ci preferite con la “d”: fate bene, costa poca fatica e frutta molto — non a voi soltanto. Però che noia. E che voglia di cambiare.

6 Comments on Israele o della monotonia

  1. per ANDREA
    —————————————-
    Scusa il ritardo, e grazie per le ottime segnalazioni librarie — che ragazzo aggiornato :-)
    Il libro di Salerno l’ho già ordinato, quello sul “Siècle juif” lo metto in coda e prima o poi riuscirò non solo a comprarlo ma anche a leggerlo ;-)

    A presto

    A.

  2. Ti segnalo anche l’ottimo Eric Salerno: “Mossad base Italia. Le azioni, gli intrighi, le verità nascoste”.
    E’ appena uscito presso “il Saggiatore”.

  3. Ti segnalo il libro uscito da poco da La Découverte e scritto da uno storico ebreo americano che insegna a Berkely: “Le Siècle Juif”.
    Ti segnalo anche la bella recensione del giornalista ebreo francese Marc Riglet sull’ultimo numero della più prestigiosa rivista dell’ebraismo liberal-conservatore francese: “Commentaire”, n.129, Printemps 2010.
    La libertà, “loro”, la praticano veramente… se una qualunque rivista non ebraica – di destra o di sinistra – si prendesse la metà della libertà che si prendono “loro” verso sé stessi, verrebbe accusata di antisemitismo!

  4. Ma in fondo la monotonia di queste “eroiche” azioni fa sì che la gente si abitui, che i giornalisti non trovino più nulla di sensazionale da raccontare. Tutto diventa routine e il gioco è fatto.

  5. Quanta verità in questo post..

  6. Sì, è vero, ma dov’è finito il genio ebraico? Qual è ora la sua missione? Eppure, per dirla con il Rebbe di Lubavitch: conoscere la propria missione è il modo migliore per sfuggire alla disperazione…

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