James Lovelock: «Gli esseri umani sono troppo stupidi per prevenire l'impatto del cambiamento climatico»

La mia traduzione parziale, velocissima ed estemporanea di un articolo apparso sul britannico “Guardian” di ieri, 29 marzo 2010.



Gli esseri umani sono troppo stupidi per prevenire l’impatto che il radicale cambiamento climatico avrà sulla nostra vita nei prossimi decenni. Questa è la conclusione netta e brutale di James Lovelock, pensatore ambientalista universalmente rispettato e scienziato indipendente, al quale si deve lo sviluppo della teoria di Gaia.
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«Non credo che allo stato presente della nostra evoluzione siamo abbastanza intelligenti per gestire una situazione così complessa come quella del cambiamento climatico», ha detto Lovelock […]. «L’inerzia degli esseri umani è così enorme che non si può pensare di poter fare qualcosa di veramente significativo».

Uno degli ostacoli principali per un’azione significativa, appunto, è la «democrazia moderna», ha aggiunto. «Anche le migliori democrazie concordano sul fatto che, quando per esempio è imminente un grande conflitto, la democrazia deve essere momentaneamente messa da parte o limitata. Ho la sensazione che il cambiamento climatico possa essere un problema grave come una guerra. Potrebbe essere necessario mettere in attesa la democrazia per un po’».

Lovelock, 90 anni, ritiene che al momento la migliore speranza del mondo stia nell’investire in misure contenitive, come la costruzione di difese costiere intorno alle città più vulnerabili agli aumenti di livello del mare. Lo scienziato pensa che solo un evento catastrofico possa convincere l’umanità a prendere abbastanza sul serio la minaccia del cambiamento climatico — per esempio il crollo di un ghiacciaio colossale come il ghiacciaio di Pine Island, nell’Antartide, che avrebbe come effetto immediato un repentino innalzamento del livello del mare.

«Questo sarebbe il classico tipo di evento in grado di cambiare l’opinione pubblica», ha detto Lovelock. «O un ritorno del Dust Bowl nelle regioni centro-occidentali [il termine Dust Bowl indica una serie di tempeste di sabbia che colpirono gli Stati Uniti centrali e il Canada tra il 1931 e il 1939 – nota mia]. Non basta la relazione di un gruppo intergovernativo di esperti riuniti per discutere sui cambiamenti climatici […] C’è un gran bisogno di norme».

(James Lovelock: Humans are too stupid to prevent climate change, traduzione e adattamento di Alessandra Colla)

2 Comments on James Lovelock: «Gli esseri umani sono troppo stupidi per prevenire l'impatto del cambiamento climatico»

  1. Anche Blondet apre oggi con Lovelock, ma il taglio, coerentemente con il suo pensiero antimassonico e antioligarchico, è molto critico: critico, soprattutto, dell’altrettanto coerente pensiero élitistico che contraddistingue lo stile dei poteri forti angloamericani nell’instancabile desiderio di non mollare mai la presa sul mondo degli uomini in carne ed ossa.

  2. Lo so, il problema è serio. Fatto è che è tramontata quell’alba di “gaia coscienza” che, se non altro a sprazzi, illuminò ’68 e dintorni (hippies, beat generation e acquariani compresi). Allora magari si pensava troppo al Vietnam e si trascuravano le discariche sotto casa, ora si pensa un po’ troppo al quartierino e ci si dimentica delle sorti del pianeta. Per tentare di frenare la ‘valanga’, con lo Zeit-geist che soffia, possono intervenire solo poteri ‘illuminati’ (non massonici…), perchè il singolo, per tutta una serie di motivi, è ormai troppo impegnato con le spicciole esigenze del quotidiano (il primo gradino della piramide di Maslow: di lì non riesce a staccarsi, nè i governi, presumo, vogliono che faccia qualche passo in su).
    Nicola

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