Pensieri in un giorno di pioggia

Ieri è stata una giornata di quelle infelici, proprio.
A parte il tempo atmosferico, che non aiuta per niente — e sapere che l’11 maggio del 1910 a Milano e in Lombardia nevicava non è di particolare conforto — per tutto il giorno sono stata martellata da cose come cani massacrati a colpi d’accetta a Napoli (la foto non l’ho guardata, mi capirete), ragazzi pestati senza motivo dalla polizia a Roma, nativi palestinesi usati come cavie per nuove armi non convenzionali a Gaza e altre minuzie consimili.
Stamattina, sotto un’acqua torrenziale, la giornata sembrava non cominciare tanto meglio — ma poi, inaspettato, un raggio di sole (metaforico, che credevate?!?): Mediaset lancia il canale tutto al femminile La5. Ah, be’. Questa sì che è una di quelle notizie che t’illuminano la vita. Anche se, a leggere bene, scopro di essere fuori target: il progetto è dedicato a una fascia d’età compresa fra i 15 e i 40 anni — io i quaranta li ho passati da un pezzo, non sono più una donna? Non merito una trasmissione televisiva? Il fatto di non avere più curve naturali in grado di reggere il confronto con quelle plasticose e siliconate delle mie consimili (?!?) da spettacolo fa di me un’emarginata del piccolo schermo?
Son domande peregrine, in fondo — non guardo la tv, i modelli Mediaset sono agli antipodi della mia Weltanschauung e ho sempre detestato tutte le cose tipo i “giornali femminili”, gli “inserti femminili”e i separatismi di quel genere: diciamo che è una questione di principio.
Così come è una questione di principio, per esempio, il fatto che mai andrò a comprare un paio di scarpe in uno dei negozi di una nota catena italiana, che da qualche anno promuove anche concorsi di bellezza dai quali sono usciti alcuni dei migliori pezzi di carne attualmente in video: qualcuno mi deve spiegare per quale motivo, sulla mia scelta di acquirente, dovrebbe pesare in positivo il fatto che la pubblicità della suddetta catena punti sempre e soltanto sulla proposizione della figura femminile non in quanto persona che desidera (umanamente) agghindarsi bensì in quanto oggetto sessualmente disponibile — come si vede anche dai testi che sul sito accompagnano la presentazione fotografica dei prodotti. Figure femminili che indossano certe scarpe in un certo contesto, apprezzabili non da altre donne ma da un uomo, e in situazioni dall’esplicita connotazione sessuale. Perché mai dovrebbe venirmi in mente di comprare un paio di scarpe sulla base di questa rappresentazione?
Questi cartelloni li vedo tutti i giorni, due volte al giorno; e se non sono presa da altri pensieri, non posso fare a meno di ricordare i miei vent’anni, e gonne a fiori e qualche illusione luminosa dietro a brutti slogan e grigissimi “ismi” — più grigi del cielo plumbeo di queste giornate, e non c’è stato nessun sole di una nuova primavera, dopo, a dissiparli. Soltanto le luci dei riflettori e i flash dei fotografi, su manichini nati persone, e che persone non sono più.

4 Comments on Pensieri in un giorno di pioggia

  1. Ciao Alessandra, come sempre concordo pienamente. Non te la prendere per quel “di destra”: è difficile, estremamente difficile, sradicare queste “semplificazioni”. Non credo ci fosse alcuna intenzione offensiva nello scritto di Andrea. Magari potrei suggerirgli di andare a rivedere, in proposito, i tuoi posts del Febbraio 2009 ( “DI detra???”, prima e seconda parte). :-)

    Ciao Francesco

  2. Cos’era che ti scrivevo tempo fa? Si soppravvive navigando a vista, o qualcosa del genere…

  3. per ANDREA VENTURA
    ——————————————

    Dici cose così lusinghiere che riesco a perdonarti anche quel “di destra” :-)))

    Ma non lo so se “quelli della sinistra” sono insostenibili sempre, come dici tu. Io ormai trovo “insostenibili (quasi) sempre” (quasi) tutti quelli della c.d. destra — e la sparizione del “quasi” è soltanto questione di tempo, temo.

    Avanti così, seguendo qualche illusione luminosa, proprio come allora. E in buona compagnia ;-)

    Grazie e ciao

    a.

  4. Andrea Ventura | 13 maggio 2010 at 11:49 | Rispondi

    Sei una persona buona – molto – e tante altre cose ancora.
    Il volgarissimo titolo di “Libero” di qualche settimana fa però mi ha fatto ridere: “Al PD non piace la gnocca”.
    Sono grottescamente filo-israeliani (come quelli del “Giornale”) ma non mi danno fastidio… troppa insistenza e sovraesposizione annulla il contenuto, mentre quelli della sinistra (a cui appartenni) sono insostenibili sempre!
    Ti sono vicino e condivido quasi tutto ciò che scrivi.
    Sei una splendida sessantottina di destra.
    Avanti così, pur senza meta e attraverso sterrati semi-deserti.
    Speriamo in bene… ma finirà che dovremo parlare cifrato per non incorrere in multe salate o peggio.

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