A Gaza si muore, ma qui siamo già morti

Dunque Israele sta tenendo in ostaggio un intero popolo e tutti fanno finta di niente. Tutti quelli che contano, dico.
Dov’è l’ONU? Dove sono i caschi blu? Dov’è lo Zio Sam, difensore degli oppressi e scudo dei deboli? Dov’è l’opinione pubblica?

Avrei qualche risposta (anche piuttosto sensata, credo), ma non voglio insultare l’intelligenza di chi — bontà sua — mi legge.

Intanto a Gaza si muore, mentre qui sono in tanti (troppi) quelli che cavillano sulle modalità dei sequestri in casa Briatore, palpitano per Prandelli, accondiscendono alla casta e spalleggiano Israele nel suo “diritto a difendersi” .
Non è Dio che è morto, come diceva FWN. Sono questi qua, e non se ne sono accorti.

Io, che ho soltanto la tessera della biblioteca e dell’ODG, ci aggiungerò quella della Coop; e continuerò a parlare molto male della politica genocidaria dell’entità sionista tutte le volte che potrò. Malvagi si nasce.

4 Comments on A Gaza si muore, ma qui siamo già morti

  1. Visto, sì. E commentato perché il caffellatte andato di traverso stamattina non me lo ripaga nessuno.

    http://www.alessandracolla.net/?p=445

  2. Andrea Ventura | 1 giugno 2010 at 08:47 | Rispondi

    Mai visto un titolo più ripugnante di quello che compare a otto colonne in prima pagine del “Giornale” di questa mattina e letto un fondo più disgustoso di quello scritto da Vittorio Feltri: ha superato di gran lunga la Nirenstein!
    Riflettevo sul fatto che Feltri e Guzzanti erano nella sinistra del Psi (lombardiani) quando anche Bertinotti era nel Partito socialista e militava nella stessa corrente. Della serie: gli orrori del socialismo e la sua pochezza morale e intellettuale.
    Parola di un socialista ormai estraneo e lontano dalla sinistra.
    (Sarà dura per Berlusconi spiegare al suo amico Erdogan che ha solo scherzato sul giornale di famiglia, per avere la non ostilità della nota lobby alla sua amicizia con la Russia e la Libia, come, peraltro, sono certo che pensa: continua a ritenere che confondere le acque sia meglio…)

  3. Andrea, come direbbe un mio carissimo amico “Dio ti ascolti”. E ascolti tutti quelli che la pensano come noi.

  4. Andrea Ventura | 31 maggio 2010 at 12:24 | Rispondi

    E’ un’enormità quello che è successo “a cura” della Marina militare di Israele. Tutto subirà un’accelerazione e, forse, non nel senso desiderato da Stati Uniti e Israele. Il diavolo fa le pentole ma non sempre i coperchi: questa prodezza, sommata all’altra di un paio di giorni fa, di non permettere nessun genere di ispezione alle proprie – numerosissime – installazioni nucleari e di continuare a non riconoscersi in nessun accordo internazionale o regionale di non proliferazione, segnerà l’inizio del suo isolamento internazionale.
    Sarà durissima per loro. Inshallah.

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