Il morto e gli sciacalli

È incredibile come anche le cose apparentemente più banali riescano a tirar fuori il peggio dalle persone.
La scomparsa prematura e improvvisa di Pietro Taricone, per esempio, se ha suscitato pressoché ovunque un moto di commozione collettiva (era giovane, bello, famoso eppure semplice, compagno e padre felice) ha anche dato la stura a meschinità come questa. Che volgarità — ma, soprattutto, che stupidità. E che codardia.

Prima, perché la morte è, come ogni processo biologico, la grande livella che accomuna tutti i viventi di questo pianeta — tocca a tutti, prima o poi, e augurarla a qualcuno o gioirne una volta avvenuta è indice di estrema pochezza. Personalmente, trovo assai più creative le maledizioni in stile Alex Drastico o l’insuperabile (per me) “puozze passa’ nu guajo niro” partenopeo, con quella sua indefinitezza cupa che sgombra il campo a ogni e possibile tragedia.

Poi, perché la colpa (anzi la Colpa, con la maiuscola) di Taricone sembra essere stata la contiguità con un raggruppamento “fascista”: e qui entra in gioco il meccanismo perverso della responsabilità collettiva, che definirei volentieri “sindrome di Norimberga” se non ci fossero illustri precedenti:

“Voi inseguirete i vostri nemici ed essi cadranno dinanzi a voi colpiti di spada. Cinque di voi ne inseguiranno cento, cento di voi ne inseguiranno diecimila e i vostri nemici cadranno dinanzi a voi colpiti di spada.”
Levitico, 26:7-9

“Quando il Signore tuo Dio ti avrà introdotto nel paese che vai a prendere in possesso e ne avrà scacciate davanti a te molte nazioni, tu le voterai allo sterminio; non farai con esse alleanza né farai loro grazia.”
Deuteronomio 7:1-2

“Non lascerai in vita alcun essere che respiri, ma li voterai allo sterminio, come il Signore tuo Dio ti ha comandato di fare”
Deuteronomio 20:16-17

A un singolo, in definitiva, si fa carico delle azioni commesse dalla sua comunità di appartenenza — vera o presunta; reale o ideale; presente, passata e financo futura, per sovrammercato — auspicandone la scomparsa.
Atteggiamento, questo, non scevro di implicazioni inquietanti.

Nella seconda guerra mondiale, per esempio, un membro della mia famiglia rimase vittima di uno dei molti bombardamenti angloamericani che devastarono l’Italia fra il 1943 e il 1944. Potendolo, a rigore dovrei sterminare la popolazione statunitense e quella britannica, Commonwealth compreso. E siccome le scelte angloamericane erano di necessità condivise dai loro alleati, la mia personale pulizia etnica dovrebbe estendersi a (in ordine di apparizione) Polonia, Francia, Nepal, Danimarca, Norvegia, Belgio, Lussemburgo, Paesi Bassi, Grecia, Jugoslavia, URSS, Repubblica Popolare di Tannu Tuva, Panama, Costa Rica, Repubblica Dominicana, El Salvador, Haiti, Honduras, Nicaragua, Repubblica di Cina, Guatemala, Cuba, Cecoslovacchia, Perù, Messico, Brasile, Etiopia, Iraq, Bolivia, Iran, Colombia, Liberia, San Marino, Albania, Ecuador, Paraguay, Uruguay, Venezuela, Turchia, Libano, Arabia Saudita, Argentina, Cile, Repubblica Popolare della Mongolia — credo di non aver dimenticato nessuno.

Ma non è finita. Siccome la seconda guerra mondiale è stata voluta, dicono, dalla Germania, dovrei prendermela anche col popolo tedesco, ovviamente, e con i suoi alleati di allora: Giappone, Ungheria, Romania, Bulgaria, Finlandia, Siam, Repubblica Slovacca, Croazia, Manchukuo, Cina di Nanchino, Mengjiang, Montenegro, Serbia, Principato del Pindo e Voivodato di Macedonia, Comitato Nazionale Ucraino, Repubblica di Lokot, Consiglio Centrale Bielorusso, Governo Provvisorio dell’India Libera, Birmania, Filippine, Vietnam, Cambogia, Laos, Spagna, Portogallo, Francia di Vichy, Iraq — e, naturalmente, Italia. Arrivando così al raffinato paradosso di odiare a morte me stessa nonché il povero zio Attilio morto, dicevamo, sotto i bombardamenti — ben gli sta, così impara a fare la guerra.

Da sola, insomma, avrei dato una bella botta alla risoluzione del problema demografico. Altri quattro o cinque come me, e qui sull’arancia azzurra non rimane nessuno (per quanto mi sforzi, non riesco a trovare validi motivi per l’eliminazione degli Xavante del Mato Grosso e degli Igbo nigeriani, ma non credano di cavarsela così a buon mercato, perbacco).

Ero poco più di una bambina quando lessi la frase (di chi? Non lo ricordo più…) «Non odio mai al plurale». Non la capii subito — la capisco ora.

7 Comments on Il morto e gli sciacalli

  1. per Miguel Martinez
    ——————————————————-

    Vada per lo sterminio virtuale della Turchia: tanto ci sarà un altro — che so?, un armeno — che troverà ottimi motivi per napalmizzarla.
    La Repubblica di Lokot, anzi Autonomia di Lokot fu una creazione tedesca in territorio russo: l’Armata rossa la riconquistò nel 1943 — ho elencato in ordine di apparizione anche gli alleati dell’Asse ;-)
    Poi comunque all’epoca doveva esserci un discreto trambusto e non si sapeva più bene chi stava da una parte e chi dall’altra — un po’ come qui in Italia: dove i reduci della Marcia su Roma aumentarono improvvisamente di numero nei primi anni del Fascismo, e furono diversi i partigiani scopertisi tali alla fine di maggio 1945…

  2. Beh, la Turchia ha dichiarato guerra all’Asse più o meno un giorno prima che scadesse il tempo per entrare all’ONU… però non ha sparato un colpo.

    Per cui potresti limitarti a uno sterminio virtuale in quel caso :-)

    Ma la Repubblica di Lokot (occhiata veloce a Wikipedia) non era dall’altra parte?

  3. Ho scritto un po’ velocemente ed alcuni “piccoli” errori sono usciti fuori.Mi riferivo all’ottimo libro di Antolini sulla Destra Fuori dal cerchio.Gia’ il titolo e’ emblematico.Probabilmente anche Pietro era “fuori dal cerchio” cosi’ come lo e’ Alessandra ;ecco pensavo se potessi insegnare ai miei due figli ad essere un po’ (nemmeno tanto) … fuori dal cerchio sarei soddisfatto.
    Dario

  4. Dei miei amici di Monte Mario (Roma) conoscendo Taricone lo hanno convinto ad andare a Casa Pound e ricordo ne parlai subito con Adinolfi e Lui che era curioso ed entusiasta di tutto e’ andatao li’ ed e’ rimasto impressionato dalla vivacita’ di questi ragazzi ma non e’ andato li’ per fare politica o perche’ fosse un convinto Fascista (tanto e’ vero che anche Morucci si e’ recato a Casa Pound e proprio Fascista non e’…).Da li’ e’ nata una collaborazione con questi ragazzi per il Paracadutismo ecc.
    Certo il carattere di Pietro ed il suo spirito sono lo stesso che vedo in tanti ragazzi di casa pound ma se e’ un difetto essere entusiasti,curiosi della vita e propositivi allora va be’…
    Che bella la frase che gli hanno dedicato CHI E’ CARO AGLI DEI MUORE GIOVANE ma anche mi colpisce sempre piu’ l’intelligenza di Alessandra (che non capisco perche’ non sia nel libro di Anoltilini anziche’ ad esempio Telese che dice sempre le stesse cose) ed i pezzi che scrive.Qualcosa sto cominciando a far leggere anceh a mia figlia di 11 anni e’ ora che assimila qualcosa che non sia solo las toria che raccontano a scuola.
    DARIO CANALI -MONTE MARIO-ROMA

  5. Sono turbato dal fatto che il mondo della sinistra – nel suo insieme, ovvero tutto – non ha mai scoperto (o voluto vedere) il nesso che lo tiene legato al capitale e che quindi li conduce ad essere i pretoriani del capitale medesimo. Questo per dire della mia strada personalissima e per non parlare dei malati di mente dell’estrema sinistra… povere stelle atroci!

  6. Eddài, Andrea… Non sei tu quello che deve sentirsi turbato e provare imbarazzo — cose che, del resto, càpitano soltanto a chi è sensibile e intelligente… ;-)
    Hai ragione, dovrei occuparmi d’altro, ma che vuoi? L’idiozia mi urta più dell’umidità tropicale…
    Buona giornata

    :-*

  7. Alessandra, non puoi continuare ad occuparti di idioti, in quanto, preso doverosamente atto del non esiguo numero di costoro, diverrebbe (se preso con serietà) un lavoro a tempo pieno. Inoltre crei un po’ di turbamento nella gente come me, che ha lontane origini di sinistra: è ancora un poco imbarazzante.

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