Il peggiore amico dell'uomo

Non seguo molto le cronache, in questi giorni, ma mi par di capire che Gianfranco Fini si sia ficcato (o sia stato ficcato, come usa ai giorni nostri) in un bel ginepraio. Sarà contento Berlusconi, una volta tanto che non fa da puntaspilli istituzionale.
Come ho già detto, nulla può interessarmi di meno della querelle Fini-Berlusconi, strascichi e stracci inclusi.
Mi limito a notare che se il presidente della Camera, all’epoca in cui lasciò la storica e un po’ coatta consorte Daniela (che pure oggi, assai dignitosamente, dichiara «da me non avrete una sola parola contro Gianfranco»), l’avesse fatto per — che so — la professoressa Tizia di anni 47, o la farmacista Caia di anni 51, sono certa che nessuno avrebbe avuto niente da ridire. Invece l’ha fatto, lui 55enne, per una 35enne belloccia, avvocatessa più nota per le performance mondane che per quelle giuridiche, e blandamente famosa per essersi accompagnata col bancarottiere Gaucci (ma fra un po’ forse questo non si potrà nemmeno dire).
Il che pone irrimediabilmente Gianfranco Fini sul medesimo piano inclinato di tutti quei maschi che, alla boa fatidica dei 50 anni, sballottati dagli ormoni in tempesta del Mare Andropausicum, quando avvistano un mezzo quintale di carne fresca dal packaging invitante preferiscono lasciare i comandi al loro piccolo amico pelato laggiù.
Che si tratti di austeri docenti, gelidi professionisti, intellettuali aristocratici od oscuri metalmeccanici, quando a decidere è quella testina capricciosa les jeux sont faits. Buona fortuna.

2 Comments on Il peggiore amico dell'uomo

  1. Ciao Alessandra,
    ai tempi in cui ero giovane si diceva “penis erectus coscientiam non habet”. -:)

    Francesco

  2. Questo accade quando le teste di cazzo sono tre… negli anni Cinquanta “tre” era il numero minimo con cui si costituiva una cellula del Partito comunista in un luogo di lavoro.

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