Lettera a Carlo

E così, amico mio, sono trascorsi cinque anni.
Non mi sembra possibile, ma devo arrendermi all’evidenza. Non so se adesso, lì dove sei, possono fischiarti le orecchie: ma ti assicuro che parliamo di te, e ti pensiamo, con tale frequenza e intensità che certamente in qualche modo te ne dovrai accorgere.
Siamo pochi — te lo dicevo già l’anno passato, ricordi?— ma siamo buoni. E felici di aver condiviso il tuo passaggio terreno: compagni di strada in un tempo parecchio interessante, ed è proprio un peccato che tu non sia qui, perché stanno succedendo cose che davvero a pensarci sembra impossibile che la gente possa continuare a vivere normalmente come se niente fosse.
Ho detto “gente”, e tu penserai che parlo della massa. In realtà la cosa divertente è che sono proprio quelli che si piccano di fare politica ad avvitarsi, invece, in certi arzigogoli che si pensavano confinati al secolo passato. Si parla di continuo del nuovo che avanza ma qui, caro mio, c’è tanto di quel vecchiume che i viceré, al confronto, sembrano dei rockettari.
A proposito di cose nuove: adesso vanno parecchio di moda i social network — luoghi d’incontro virtuale che ti permettono di conoscere pochi elementi validi e molti cretini, in tempo reale e senza muoverti di casa, sai? Potenza della tecnologia… Mi sono fatta traviare anch’io, convinta dal nostro Claudio che ha fatto leva sulla tentazione intrigante di saper cavalcare la tigre della modernità, e peccato, di nuovo, che non ci sei a vedere cosa si può combinare adesso con un pc. Pensa che lo scollamento fra reale e virtuale arriva al punto che c’è gente capace di dire una cosa col suo vero nome, e di sostenere l’esatto contrario nascondendosi dietro un nickname, stringendo amicizie da un lato e diffamando dall’altro… Ne parlavo ieri con un amico, chiamando in causa la psicoticità della società liquida e via sociologando. Mi ha interrotto, seccato: «Ma quale psicoticità! È paraculaggine». Voilà le mot, ho pensato.
Di positivo, invece, c’è che si parla ancora, e bene, di geopolitica. Si scrivono libri, la rivista fa un lavoro egregio, e se penso alle analisi che la tua lucidità e la tua preparazione avrebbero potuto regalarci in questo periodo di rivolgimenti che forse possiamo definire epocali (anche se, standoci in mezzo, è difficile mantenersi distaccati), mi viene una gran voglia di buttare nella pattumiera quella storia che il caso è solo il nome che lo sciocco dà al Fato, e di maledire quel Caso che senza alcuna Necessità ha separato anzitempo le nostre strade.
Sì, sì, la smetto… Non è così facile come quando c’eri tu a venirtene fuori con qualche causticità tutta toscana a far evaporare l’umidore sentimentale che a tratti ci travolgeva, ma insomma ce la posso fare. Ce la posso fare ad andare avanti sapendo di non poterti più telefonare o scrivere o incontrare; sapendo che con te se n’è andata una delle pochissime persone (vi conto sulle dita di una mano, sai?) con le quali posso sentirmi me stessa; sapendo che in questa vita mi tocca rinunciare — e lo dico senza piaggerie, ché fra noi non ce n’è mai stato bisogno — a un amico e un maestro.
Arrivederci, Carlo. Non so ancora dove sei, ma so dove trovarti — perché in fondo non ti ho mai perso.
Con affetto
A.

17 Comments on Lettera a Carlo

  1. Carlo ha insegnato a molti ragazzi della mia generazione a guardare fuori da confini prestabiliti per riconoscere quanto avevamo dentro.

    Ogni sua parola ha avuto un senso e continua ad averlo.
    In troppi se ne sono dimenticati.

    Ciao.

  2. L’ultima volta che lo vidi Walter Maggi era alle sue spalle, in camicia nera, sull’attenti.
    Mi piace ricordarli così, insieme.
    Marinella

  3. per MAURIZIO NAI
    ————————————————————

    Non potrei dire di più e di meglio.
    Un abbraccio grande

    a.

  4. C’era (c’è) chi scorgeva le nuove rotte tutte da immaginare.
    Quello di Carlo è un lascito umano,culturale e politico (nell’ordine) enorme.
    Forse siamo pochi, ma ostinati a navigare in questo sempre più difficile mondo liquido. Con il cuore e con la testa per bussola. Anzi, forse siamo di più di quanto crediamo…
    Gli eretici sono scomodi ma necssari.

    Ciao

  5. davide d'amario | 6 settembre 2010 at 14:42 | Rispondi

    ONORE A CARLO TERRACCIANO.

  6. davide d'amario | 6 settembre 2010 at 14:40 | Rispondi

    ONORE A TERRACCIANO!
    >
    (da Rosso è Nero ottobre 1999)
    il termine di un bellissimo articolo che parlava delle TRE LIBERAZIONI. In un periodo della mia vita che ho avuto modo di conoscerlo di persona e frequentarlo in diverse occasioni (compresa una visita alla sua emozionante casa …)
    insomma TERRACCIANO VIVE.
    CARA ALESSANDRA LE TUE PAROLE SON DEGNE E LIBERE E RINNOVANO LA LOTTA COMUNE. CARLO è VIVO!

    Appena hai notizie su testi della SEB su Carlo gentilmente fammelo sapere, per organizzare dalle mie parti con diverse comunità militanti la presentazione e quindi il ricordo …

  7. per FRANCESCO MANCINELLI
    ——————————————————-
    Caro Francesco,
    grazie per il bel ricordo di Carlo che hai voluto condividere con me e con i frequentatori di questo blog.

    Hai ragione, questa notte sembra lunga come non mai, e il viaggio è faticoso — infatti sono in tanti a perdersi, te ne sei accorto? Ma più buio che a mezzanotte non viene… e qualche luce resiste ancora.

    Un caro saluto anche a te e a tutti i compagni di viaggio, consapevoli e inconsapevoli

    A.

  8. per FEDERICO ROBERTI
    ————————————————–
    Grazie, Federico, per il ricordo e per l’auspicio.
    Anche la SEB aveva in animo di ricordare la figura e il pensiero di Carlo — bisognerà coordinarsi… ;-)

    Un caro saluto anche a te, e andiamo avanti

    A.

  9. per MATTEO e CATRAFUSE
    —————————————————————–
    Grazie della vostra partecipazione.
    Carlo Terracciano aveva il dono grandissimo di saper insegnare senza montare in cattedra, e questa sua capacità trapela anche dagli scritti che ha lasciato.
    E’ vero che forse la mia opinione è viziata dall’affetto e dalla stima: ma le parole di chi, come Voi, pur non avendolo conosciuto di persona si sente comunque vicino a lui mi confermano nel giudizio.
    Ancora grazie

    A.

  10. Ciao Alessandra,
    avevo letto il Tuo intervento sul blog di U.M. Tassinari e mi ero ripromesso di scriverTi per un mio personale ricordo di Carlo.

    Non avevamo avuto il tempo di conoscerci di persona, ma mi telefono’ a casa per richiedere un paio di copie del Campo dei Ribelli, che prontamente gli inviai. Pubblicò la recensione sul sito “La Terra dei Padri”, e ci risentimmo per uno scambio reciproco di ringraziamenti.

    Per me era un onore avere la recensione del CD sul sito punta di diamante della Nuova Resistenza Europea.

    Lui è stato l’ultimo “ad evocare gli Dei Originari” e ci ha consegnato un testamento unico ed esemplare con la Sua Dottrina delle Liberazioni . I “Pantheon Plurali” da Lui descritti ed evocari sono ormai in marcia , nonostante il vento …

    Non solo ci manca , ma Carlo è venuto a mancare nel momento peggiore , nel momento in cui , il regressismo sterile di tutte “le italiche destre” ci ha condannato ad un esilio simile allo stallo di Yalta, subito per 45 anni.

    Spero che il Suo spirito, ci guardi e ci guidi dai Campi Elisi, perchè il viaggio in questa notte , sembra ormai non avere piu’ termine …

    Un caro saluto

    Francesco Mancinelli

  11. per BRUNO
    ——————————————–
    Ho lasciato i complimenti alla sottoscritta perché in questo grigio lunedì di settembre un po’ di coccole fanno sempre piacere… Grazie.

    Ma soprattutto grazie per aver condiviso con me questo ricordo di una persona speciale ;-)

  12. Davvero bello. Non ho conosciuto Terracciano di persona, ma ne ho apprezzato gli scritti: una voce libera.

  13. Federico Roberti | 5 settembre 2010 at 07:59 | Rispondi

    e speriamo che più prima che poi si materializzi il progetto delle Edizioni all’Insegna del Veltro di pubblicare un testo che raccolga i suoi più significativi contributi apparsi in tema di geopolitica durante il corso degli anni.
    sapevo che era in fase di avanzata lavorazione…

    un caro saluto,
    Federico

  14. Non l’ho mai conosciuto, ma gli voglio bene lo stesso.

  15. Splendida lettera.. scrivi divinamente.. ma questo già lo sapevo.. ;)

    Con Stima
    Bruno

  16. Grazie, Giacomo. Impressione corretta.
    Ricambio il saluto, di cuore.

  17. Bellissimo Alessandra. Personalmente, ho avuto l’impressione che ti riferissi a Terracciano, del quale ho letto alcuni scritti di ottima caratura. Un saluto affettuoso.

Leave a comment

Your email address will not be published.

*