L'UE dice sì alla vivisezione: "e lasciami gridare…" (6. – continua [forse])

Prima di tutto, grazie a quanti hanno seguito — leggendo, scrivendomi privatamente e commentando in pubblico — questa piccola storia ignobile del Parlamento europeo, contro la quale si è mobilitato il web.

Mi credete se vi dico che sono stanca da morire? — dentro, intendo. In queste settimane ho fatto (e ancora sto facendo) una full immersion da incubo nei troppi orrori che costellano l’atroce condizione dell’essere animali oggi. Mi sento, e forse sono, letteralmente sommersa da un oceano di malvagità: riesco a stare a galla, ma nuotare è complicato e a tratti affiora l’idea insidiosa di lasciarsi andare, cullati da flutti che sono marosi, e che ti riempiranno la bocca la gola i polmoni finché non potrai più respirare né esalare l’ultimo “no” di protesta e di rabbia… Fa molto Martin Eden, Jack London mi perdoni.

Tornando a dimensioni più terrene e prosaiche, vorrei davvero che tutti si soffermassero a considerare, per una volta, la mole immensa di violenza che schiaccia e ottenebra la nostra “civiltà”: edificata sul sangue di miliardi di vittime, umane e non umane, a maggior gloria di un delirio di onnipotenza che coniuga esizialmente l’antropocentrismo monoteista e l’arroganza faustiana (che in fondo ne è figlia…).

Come sempre, è una questione di consapevolezza. Se qualcuno mi dicesse “sì, so perfettamente che il mio trucco, il mio piatto, il mio abbigliamento, il mio divertimento, il mio benessere grondano sangue, ma non me ne importa nulla”, credo che potrei sopportarlo: dopotutto, essere consapevoli di un’azione significa assumersi la responsabilità delle conseguenze che ne derivano.
Invece quello che mi fa più male e che mi disgusta fino alla nausea (vomitare non piace a nessuno, neanche ai bulimici: questo essere continuamente in preda ai conati è debilitante, ve l’assicuro) — quello che è peggio, dicevo, è la beata, stolida, opaca ignoranza della stragrande maggioranza delle persone. Che, dimentica di avere un cervello di meravigliosa complessità e spessissimo incapace di usarlo, trascina la propria esistenza dalla culla alla tomba lasciandosi dietro una scia di dolore inflitto non con l’inconsapevolezza dell’innocente, ma con l’indifferenza dell’idiota.

A volte, mi càpita di pensare che l’intuizione migliore di H.P. Lovecraft sia stata quella di Azathoth, il dio cieco e idiota che gorgoglia al centro dell’universo: è a sua immagine e somiglianza che sembra fatto l’uomo del mio tempo. A volte, mi sento stanca da morire.

2 Comments on L'UE dice sì alla vivisezione: "e lasciami gridare…" (6. – continua [forse])

  1. per DAVIDE
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    Sono io che ringrazio te, Davide, per le tue belle parole e la tua stima, che mi auguro di poter sempre meritare.
    Andiamo avanti, sempre ;-)

  2. davide d'amario | 6 ottobre 2010 at 22:49 | Rispondi

    ONORE alle tue parole, al tuo sentimento e alla tua lotta.
    Delle volte parole come le tue scavano l’anima, qualche volta rinfrescano il sangue … sicuramente sempre spingon alla riflessione attiva … garzie Alessandra (anche da chi come me non è “animalista” …)

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