Pellicce di cane e di gatto: come riconoscerle, come denunciare chi le vende

I nomi di fantasia dietro cui si nasconde la pelliccia di cani e gatti

(di Stefano Carnazzi)

Primi freddi, nuovi acquisti di cappotti e soprabiti pesanti. Come evitare di acquistare bordi di pellicciotto dei nostri amati animali domestici? Ecco come riconoscerli: nomi, etichette e norme generali.

L’utilizzo di qualunque pelliccia è deprecabile, ma in Italia è addirittura illegale commercializzare capi d’abbigliamento con pelli e pellicce di cani o gatti. Eppure, può capitare di trovarne. Ogni inverno i giornali se ne occupano. Tutte le denunce presentate finora sono state archiviate. Se la legge non ci presta attenzione, facciamola noi.

Attrezziamoci per riconoscere e per evitare questi obbrobri, a partire dagli esotici nomi di fantasia dietro cui si celano le pellicce di cani e gatti familiari.

Ecco tutti i nomi raccolti nelle investigazioni di Humane Society (una delle maggiori organizzazioni statunitensi per gli animali, nonché quella che monitora tutti i recenti film con la dicitura “No animals were harmed”),Protezione Svizzera degli Animali, Enpa.

Nome sull’etichetta per le pellicce di cani

Asian jackal

Asiatic racoonwolf

Asian wolf

Cane procione

Cane selvatico

Corsak

Corsak fox

Dogaskin

Dogue of China

Finnracoon (asiatico)

Fox of Asia

Gae wolf

Gubi

Kou pi

Lamb skin

Loup d’Asie

Lupo Asiatico,

Lupo cinese,

Murmanski

Nakhon

Pemmern wolf

Procione asiatico

Sakhon

Sobaki

Special skin

Nome sull’etichetta per le pellicce di gatti

Gatto di Cipro

Gatto Lyra

Genette

Goyangi

Housecat

Katzenfelle

Lipi

Mountain cat

Wildcat

Special skin

“Vera pelliccia”?

“Da quando in italia è diventato reato la realizzazione di capi con pellicce di cane e gatto – spiega Ilaria Ferri, direttore scientifico Enpa – le etichette tendono a non riportare più questi nomi fantasiosi ma si limitano a ‘vera pelliccia’. Infatti una delle nostre battaglie è quella della richiesta di obbligo di etichettatura. Ciò aiuterebbe anche a evidenziare un altro reato,la frode commerciale. Così sarebbe possibile incastrare questi criminali anche se non fossero pellicce di cane e gatto”.

“Coniglio, lapin, marmotta, volpe, coyote”?

7 dei 10 capi muniti di colli di pelliccia così etichettati, comprati e fatti analizzare dall’Enpa di Genova, sono risultati di cani e gatti domestici.

Chiamiamo i CarabinieriOra in Italia esiste un reato previsto dalla norma che modifica il Codice Penale: prevede che la vendita di pelli di cani e gatti abbia rilevanza penale. La legge dà uno strumento per denunciare l’uso illegale di pelliccia di cane o gatto. In caso di dubbio si potrebbero perfino chiamare i Carabinieri (del NOE, Carabinieri Nucleo Ecologico). Prima o poi ci saranno indagini presso importatori e sartorie.

Quanto costa?

Più i cappotti sono economici, più sono cinesi… E più probabilmente si tratta di cane e gatto.

Idea

Non facciamo prima ad evitare di comprare capi d’abbigliamento senza rifiniture di pellicce di varia origine?

(http://www.lifegate.it/it/eco/people/essere/moda/i_nomi_di_fantasia_dietro_cui_si_nasconde_la_pelliccia_di_cani_e_gatti.html)

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