Lettera ai Signori Terroristi che minacciano il mondo

Gentili Signori Terroristi,

so perfettamente che in questo momento siete assai affaccendati e dunque prometto che vi ruberò pochissimo tempo.

L’uccisione di Osama Bin Laden è stata un fulmine a ciel sereno per tutti: ma, più che sparigliare le carte, ha permesso di quadrare il cerchio con straordinario tempismo — tant’è che qualche soave imbecille l’ha definita come il nuovo miracolo di papa Wojtyla, fresco beato che tanto ha fatto in nome e per conto della globalizzazione, grazie tante Santità.

La popolarità del presidente Obama è schizzata dal 47 al 56 per cento in sole 48 ore — risultato eccellente, se si pensa che nemmeno due settimane fa i sondaggi lo davano in calo nel gradimento del popolo sotto Dio, da tempo dubbioso sulle scelte presidenziali.

Proporzionalmente, è salita alle stelle l’agitazione nell’islam radicale — e anche in quelle parti del mondo civile in cui la bassa macelleria, condotta non importa sotto quale insegna, continua a riscuotere scarso gradimento e decisa riprovazione.

Curiosamente, però, si rafforza il richiamo alla necessità di guerre preventive e misure emergenziali: ma la scomparsa del nemico più pubblico e più numero 1 che la storia umana ricordi non avrebbe invece dovuto infliggere una battuta d’arresto a certe procedure? La domanda, ça va sans dire, è meramente retorica.

E allora, gentili Signori Terroristi, convenite con me che l’uccisione di Osama Bin Laden (capitolo ancora aperto, apertissimo anzi forse da riscrivere) cade come suol dirsi a fagiolo per consentirvi di continuare nella vostra missione psicopatologica di esportatori di democrazia full time e dappertutto isole comprese? Perché naturalmente i terroristi veri siete voi, gentili Signori del Governo Americano: voi col vostro codazzo di quelli che un tempo si chiamavano, con pudore da educanda, servi sciocchi e che ora vanno chiamati col loro nome — ributtanti criminali e scandalosi leccaculo: non vedo in quale altro modo, infatti, definire i quacquaracquà che fanno a gara nell’offrirsi a voi e non esitano a dichiararsi più americani di voi, tanto grande è la foia servile che si portano in corpo.

Come sempre succede, però, gentili Signori Terroristi, quando è troppo lungo il gioco stanca. Anche in mezzo al vostro daffare, datevi la pena di fare un giro in rete, e vedrete come sia costantemente in aumento il numero delle persone che si stanno stancando di giocare. E non lo sottovalutate, Signori Terroristi. Perché il mondo non è vostro, e il mondo lo sa.

5 Comments on Lettera ai Signori Terroristi che minacciano il mondo

  1. Ahh!
    Bella la battuta dell’On. Lehner, il quale per la sua profonda ed irraggiungibile ignoranza, non sa che la pelle di maiale è allergenica anche a quelli che invece lui vorrebbe far entrare nella comunità europea: Israele.

  2. davide d'amario | 5 maggio 2011 at 20:52 | Rispondi

    condivido in pieno USA testa del terrorismo … “il codazzo” ignobile!

  3. E’ stomachevole il grado di inciviltà e barbarie raggiunto in quella che si definisce la culla della civiltà: e pensare che un tempo lontano il mediterraneo fu crocevia e punto di incontro di culture e religioni differenti, che da questo incontro trassero reciproco giovamento.

  4. In archivio per un futuro OTTO (col tuo consenso)

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