La black list dei docenti ebrei, gli scherzi del caldo e un pizzico di schizofrenia

Grande scalpore su “Repubblica” per l’elenco dei docenti ebrei dell’università La Sapienza di Roma riemerso tra i flutti della Rete. Uguale scalpore, perfino con un po’ di sgomento, anche sul “Corriere della sera”: che in preda al panico confonde tempi e persone. E pensare che se sei anni fa un gruppo di docenti universitari della Sapienza non avesse avuto l’idea di denunciare l’antisemitismo dilagante non saremmo qui, adesso.

«D’altra parte», mi fa notare l’amico Tassinari,  «la storia del Corriere che ripubblica nel 2011 un articolo del 2008 non correggendolo neanche per parlare di una sua pagina di pubblicità del 2005 ha un’aura borgesiana sulla circolarità tra letteratura e vita…».

Così, se nel 2012 non sarà sprofondato in cenere il “povero glomerulo” che dice il Gozzano, mi aspetto che nel 2014 un gruppo di docenti ebrei della Sapienza di Roma pubblichi a pagamento un appello contro l’antisemitismo dilagante, denunciando la ripetuta presenza in rete di black list di docenti ebrei eccetera eccetera, in un gioco di specchi che pregusto infinito. Grazie, McLuhan.

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