“Lasciate che i bimbi vengano a me”: Benedetto XVI e il Simposio sulla pedofilia

Ho appreso ieri che papa Ratzinger, all’apertura del Simposio internazionale “Verso la guarigione e il rinnovamento” dedicato alla piaga della pedofilia nel clero, ha individuato nella “cura delle vittime” la “preoccupazione prioritaria per la comunità cristiana”.
Sua Santità mi sorprende: ero convinta che “loro” ponessero e si ponessero come priorità il non nocere, il non commettere il male — non il rimediare ai danni.
Anche perché nei Vangeli sta scritto con bella chiarezza:

«Disse ancora ai suoi discepoli: “È inevitabile che ci siano occasioni di peccato; ma guai a colui per colpa del quale esse avvengono. Meglio sarebbe per lui buttarsi nel mare con una macina da mulino appesa al collo, piuttosto che essere occasione di peccato a uno di questi piccoli”» (Luca 17,1-2).

Eppure la sensazione diffusa è che di questo passo non si sia tenuto gran conto nel corso dei secoli, preferendo il più ambiguo “lasciate che i bimbi vengano a me” (Marco 10,14), aperto ad ogni e possibile contorsione del caso; o forse quell’ondivago di Agostino d’Ippona ha fatto più guasti di quanto si pensi.
Quell’onest’uomo di fra Cristoforo direbbe forse che omnia munda mundis, tutto è puro per chi è puro; ma io, che sono donna e quindi impura, come amava ripetere san Girolamo, inclino a pensare che la Chiesa abbia preferito glissare su di un argomento tanto scivoloso lubrìco, per dirla alla latina — per risolvere a modo suo quella perversione legittimata che è l’obbligo del celibato (ci sarebbe da dire parecchio anche sul nubilato, ma per adesso mi fermo qui).
È già buono che in Vaticano ci si cominci a preoccupare delle vittime; ma un giro di vite sui carnefici non sarebbe affatto male.

15 Comments on “Lasciate che i bimbi vengano a me”: Benedetto XVI e il Simposio sulla pedofilia

  1. Ultimo punto, poi vi lascio in pace.

    Purtroppo le cose che dice Maffei sono più per polemizzare che per arrivare alla verità, comunque su un punto gli do ampiamente ragione: il fatto che l’orrore oggettivo della pedofilia abbia generato un’industria criminale di denuncia della pedofilia.

    In Italia, ad esempio, una specifica organizzazione (che non nomino, perché hanno la denuncia facile) fornisce:

    1) centri di ascolto, che spiegano ai genitori che se i bambini non mangiano i cavoli, vuol dire che sono stati molestati

    2) comunicati stampa ai media, che forniscono cifre del tutto inventate, ma impressionanti

    3) i periti che aiutano i magistrati a decidere: ricordiamo che la pedofilia è un reato difficile da dimostrare, e si regge tutto alla fine sull’opinione dei periti

    4) gli avvocati che aiutano i genitori a perseguire i presunti pedofili

    5) case-accoglienza in cui accolgono i bambini presunte vittime della pedofilia, mantenute con lauti fondi regionali e statali

    6) alle spalle, gli sciacalli mediatici, sempre pronti a sparare titoloni sul Mostro Assoluto, con il consenso trasversale di conservatori (“salviamo la famiglia dai delinquenti!”) e di progressisti (“bambini vittime!”).

    Se critichi questo sistema criminale, che macina le persone, sei ovviamente un apologeta della pedofilia.

    Gli abusi sessuali sui bambini sono una cosa terribile; ma proprio per questo, occorre valutare con estrema attenzione prima di scaricare accuse terribili addosso alle persone.

  2. La frequenza dell’aborto non ha nulla a che fare con “ideologie femministe”. Negli Stati Uniti, il periodo in cui ci sono stati più aborti (anche se clandestini) è stato quando l’industrializzazione ha mandato milioni di donne in fabbrica. Dove i rapporti erano più facili e i figli, per la prima volta nella storia, diventavano solo un peso.

  3. Interessante il signor Maffei.

    Il problema di una discussione con persone così è che non mancano di cultura, e quindi di argomenti; ma dietro questi argomenti, si intravede qualcosa di troppo agitato e fragile da ammettere la discussione.

    E proprio perché hanno cultura, riescono a nascondere persino a se stessi questa agitazione.

    Questa agitazione riguarda (non solo nel suo caso) il tema donne, anzi, per citare lui femmine.

    Io non so perché ciò avvenga, non so nulla della sua biografia e non mi piace la psicanalisi d’accatto, però si percepisce troppo nettamente: Sant’Agostino, Evola, Platone sono modi eleganti di esprimere quest’altra cosa.

    Su questi temi, consiglio la lettura di Klaus Theweleit, Fantasie virili. Donne, flussi, corpi, storia. Theweleit è un geniale autore, che esplora mondi inesplorati: non c’è da prendere tutto ciò che dice alla lettera, ma certo aiuta a riflettere.

    Poi Theweleit parla dei Freikorps tedeschi, mica di evoliani italiani :-)

  4. Lei in persona, conferma quindi la pessima reputazione che accompagna le “rosse” di capelli.Non si tratta di superstizione, ma di saggezza popolare, che si tramanda di padre in figlio.Per tornare nel merito della vexata questio della pedofilia dei preti,io affermo che anche se fosse vero qualche sporadico caso e non come in molti casi una speculazione in atto, per estorcere denaro al Vaticano, (specie negli USA ove vi è un industria estorsiva in grande)la pedofilia dei preti, si può circoscrivere nelle umane miserie.Che sarà mai se un prete,masturba in canonica, un chierichetto (magari consenziente)di fronte al patrimonio storico, filosofico,teologico,sacrale,metafisico rappresentato dalla Chiesa.Il patrimonio inestimabile fatto di Cattedrali e monasteri e musei,le opere d’arte dal valore non quantificabile,la millenaria saggezza e sapienza della Chiesa, perché la vuole gettare nella pattumiera.Concludo ricordandole ciò che scrisse Platone, ma anche le parole dell’ammiraglio britannico Orazio Nelson,al fatto di alcuni casi di omosessualità verificatisi a bordo della sua flotta. Bene replicò l’ammiraglio,ciò aumenta l’autonomia della flotta in navigazione, perché non lo costringeva a sbarcare in porto, la ciurma, perché andasse a puttane!Ma lei riesce immaginare le pene d’inferno, che un povero prete dovrebbe passare, con una consorte rossa di capelli? Meglio un chierichetto o una perpetua mi creda!Amen!

    • Alessandra | 21 febbraio 2012 at 21:03 |

      Lei è convinto e contento di ciò che dice? Sono lieta per Lei. Ora però sia gentile e mi privi della Sua presenza. Auguri.

  5. Che personcina ostinata che è Lei, signor Maffei…

    Evola può aver sostenuto tutto quello che vuole, ma perché mai la cosa dovrebbe inficiare le mie posizioni? E lo stesso vale per Guénon — con tutto il rispetto dovuto ad entrambi.

    E, di grazia, da dove prende Lei la bizzarra idea che io voglia far risorgere una qualsivoglia religione pagana, sincera o parodiata che sia?

    A edificazione Sua e degli eventuali viandanti, ricordo che “cucchiai d’oro” era l’espressione con cui all’epoca si definivano tanti onesti ginecologi, solitamente padri di famiglia e buoni cristiani, che in pubblico tuonavano contro l’aborto e in privato ne praticavano a centinaia, dietro cospicuo compenso. In buona sostanza, quello che era immorale se praticato gratis sul tavolo di cucina dalle “mammane” diventava per magia moralissimo quando a praticarlo era qualche ricco barone nel suo studio immacolato e a pagamento. Veda Lei se tutto ciò ha un senso.

    Poiché insiste a citare il solito Agostino, Le propongo il più creativo Girolamo: secondo il quale le donne con i capelli rossi sono così ricolme di malizia che i loro capelli riverberano già in vita le fiamme dell’inferno al quale sono votate. E io, per l’appunto, sono rossa naturale.

    Mi stia bene.

  6. Chiudo la polemica con Lei, visto che il suo noto e ancora una volta comprovato sussiego (con relativa puzza sotto il naso)la rende intrattabile. Viene da chiedersi cosa la tiene a fare una rubrica con i lettori, se poi oltre a non essere in ordine con il barone magico e nero (ma anche con Platone) non lo è con se stessa. Il suo livore anticlericale,il suo attaccare Joseph Ratzinger (un grande Pontefice)la sua avversione per la Chiesa romana apostolica e universale, non la rende un emula di Ipazia…ma di Emma Bonino, immortalata in una celebre foto degli anni settanta, mentre con una pompa per gonfiare le gomme delle biciclette,infilata nella vagina, aiuta una sciagurata ad abortire.Affinità elettive in epoca di Kali Yuga, oserei dire. In alto i cuori!

    • Alessandra | 19 febbraio 2012 at 16:36 |

      Strano, credevo che la puzza sotto il naso ce l’avesse Lei, che nel Suo primo post ha dichiarato di condividere l’opinione di Agostino d’Ippona sulla donna come sacchetto d’immondizia. Nell’occasione io Le avevo fatto notare come non fosse questo il modo migliore per avviare un sereno confronto, ma tant’è…

      Io non tengo una rubrica con i lettori. Io scrivo quello che penso e lascio ai lettori la libertà di commentare come credono. A me stessa riservo la medesima libertà di rispondere come credo. E non vedo come questo possa avere a che fare con l’essere in ordine con Evola o — paulo maiora canamus — con Platone.
      Quanto all’essere o no in ordine con me stessa, mi userà la cortesia di lasciare a me l’arbitrio sulla faccenda.

      Lei parla di livore anticlericale, io lo chiamo sdegno. Per Lei Ratzinger è un grande Pontefice: Le dò ragione, perché è davvero il degno ed esemplare rappresentante della Chiesa di Roma — proprio quella apostolica e universale che io, in buona compagnia, avverso.

      Lasciamo in pace la povera Ipazia, della quale non ho mai detto di voler essere un’emula — come potrei? Lei era grandissima, e io non sono nessuno.

      E lasciamo in pace anche Emma Bonino, che qui c’entra come i proverbiali cavoli a merenda. Piuttosto, se la nostra conversazione continuasse, sarei curiosa di sapere la Sua opinione riguardo ai “cucchiai d’oro” di quei lontani anni settanta…

      Kali-yuga, certo. E così sia.

  7. Alessandra scusa , sai quanto stimi il tuo lavoro , ma quando parli di Chiesa lo fai con un livore degno del miglior Voltaire e compagnia illuminista cantante
    Non è da te……

  8. Appunto io ho scritto un esercito di mogli divorziate e fameliche non di preti sposati divorziati.Inoltre non è un caso che oggi come oggi, i nuovi poveri, sono gli uomini divorziati.Se il dottore della Chiesa Sant’Agostino la disturba tanto, le ricordo che il barone Evola, scrisse sulla rivista esoterica “Ignis”, negli anni venti, un articolo dal titolo eloquente:”la donna come cosa”. Il suo scritto su Ratzinger (un grande Pontefice)e la pedofilia dei preti, mi suona tanto,di “politicamente corretto”, in sintonia coi tempi oscuri che siamo costretti a vivere, ma non è sicuramente in ordine con quanto scriveva Platone.Sempre in seminario, ai futuri ministri del culto, si insegna ad essere candidi come colombe ma astuti come serpenti!La Chiesa nella sua saggezza millenaria, proibisce il matrimonio e la riproduzione ai sacerdoti a ragion veduta;i preti che peccano dopo un atto di contrizione, la Chiesa, gli riaccoglie nel suo seno, perché dopo aver ricevuto l’ordinazione, si è sacerdoti in eterno, anche se un ministro del culto pecca. Strano che lei “finga” di non voler capire il perché, non le mancano i riferimenti culturali per intenderlo.Sursum corda!

    • Alessandra | 17 febbraio 2012 at 10:20 |

      No, Agostino d’Ippona non mi disturba: semplicemente, non abbiamo punti di contatto. E non m’interessa neppure essere “in ordine” con Platone, né condividere la misoginia di Evola.
      Saluti.

  9. Il celibato dei preti è la forza della Chiesa! Ciò che non sono riusciti gli epigoni di Ipazia, i giacobini, i comunisti, i nazifascisti, i massoni, vale a dire distruggere la Chiesa cattolica,apostolica e romana, ci riuscirebbero un esercito di ex mogli divorziate, che dilapiderebbero in breve tutti gli averi del clero, a base di alimenti e spese per il mantenimento della prole, abitazione coniugale a loro sempre assegnata! Non è un caso che in seminario si studia un grande dottore della Chiesa l’extracomunitario tunisino Sant’Agostino, il quale molto saggiamente definiva la femmina umana “un sacchetto di immondizia”!Mi fa meraviglia che lei che è comunque una femmina intelligente, non abbia ancora capito cosa si cela dietro il divieto per i preti di prendere moglie e riprodursi;infine dei conti anche se molestano sessualmente qualche chierichetto, con un mea culpa vengono assolti, dai loro confratelli,Poi per concludere fu Platone credo a sostenere che il vero amore è quello omosessuale,mentre quello per le femmine è di rango inferiore, volto come è alla riproduzione, in pratica simile a quello degli animali.Sursum corda!

    • Alessandra | 15 febbraio 2012 at 12:59 |

      Non credo proprio che la Chiesa, quand’anche ammettesse il matrimonio per i suoi ministri, ammetterebbe anche il divorzio.

      Le faccio notare, di passata, che intavolare un discorso con una donna attribuendo saggezza a uno che «definiva la femmina umana “un sacchetto di immondizia”» non è esattamente il miglior punto di partenza né per disporre di buon animo l’interlocutrice né per continuare a discutere con lei.

  10. Di’ un po’ … perché non ci parli un po’ anche degli ayatollah pedofili in Iran con i loro “matrimoni a tempo” ? … Paura della fatw’a, sapendo che la Chiesa invece tanto non la lancia, vero ?

    • Alessandra | 13 febbraio 2012 at 10:44 |

      Sorvolo sulla Sua abissale maleducazione, e Le rispondo che sono abituata a scrivere di ciò che conosco. Ci parli Lei degli ayatollah pedofili eccetera: è sempre bello apprendere cose nuove. In ogni caso, non mi pare che l’omosessualità sia contemplata nel Corano, né che esistano hadith intesi a legittimarla. Lei può fornirci una documentazione in merito?

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