Di ciò che nasce libero — gatti e filosofi

Il 17 febbraio 1600 moriva sul rogo, in Campo de’ Fiori a Roma, Giordano Bruno da Nola. La sentenza di morte era stata pronunciata pochi giorni prima, l’8 febbraio. Riconosciuto colpevole di eresia, nel tragitto dal carcere al patibolo gli fu imposta la mordacchia perché non potesse parlare, e l’ultima parola fosse riservata ai suoi carnefici.

Fra le tredici proposizioni “eretiche od erronee” che valsero al libero pensatore la condanna al rogo figura questa: «Cain fu uomo da bene, e meritamente uccise Abel, suo fratello, perché era un tristo e carnefice d’animali». Mi piace ricordarla oggi, Giornata del Gatto.

2 Comments on Di ciò che nasce libero — gatti e filosofi

  1. Giordano Bruno, padrone dei segreti dell’alchimia, mago, eretico, neoplatonico, calvinista, però con la tonaca dei domenicani addosso, un Wanna Marchi ante litteram, un mascalzone e truffatore, chiamiamolo “filosofo” e “libero pensatore”, così tanto per far dispetto alla Chiesa Cattolica perchè è di gran moda oggi.
    Ridicoli! Vi considerate liberi pensatori voi forse? Ridicoli.

    • Alessandra | 13 luglio 2012 at 10:54 |

      Sono felice che in questa valle di lacrime Lei trovi in noi un motivo di sorriso. Mi saluti Nicholas Eymerich.

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