“Dante è razzista”: ma mi faccia il piacere, mi faccia…

No, vabbe’. Se siamo su “Scherzi a parte” ditelo e facciamola finita, ché qui c’è gente che lavora e non ha tempo da perdere.

È di ieri la notizia che «”Gherush92″, organizzazione di ricercatori e professionisti che gode dello status di consulente speciale con il Consiglio Economico e Sociale delle Nazioni Unite e che svolge progetti di educazione allo sviluppo, diritti umani, risoluzione dei conflitti» ha chiesto di bandire dalle aule scolastiche di ogni ordine e grado quel coacervo di orrori che è improvvisamente diventata la Divina Commedia di Dante Alighieri, brutto razzista che non è altro.

A parte che mi viene in mente un mio professore del liceo che negli anni Settanta del secolo scorso definiva “classista e fascista ante litteram” il povero Quinto Orazio Flacco per via di quel suo verso immortale «Odi profanum vulgus, et arceo» (“detesto la massa ignorante, e me ne tengo lontano”, Odi III,1,1) — a parte questo, dico, non è che ci voglia una scienza per scoprire un paio di cosette curiose: per esempio che Gherush, ossia il nome della benemerita associazione, è la trascrizione dell’ebraico Gerush (pron. gherùsc), che designa l’espulsione degli ebrei da un paese: si parla così del Gerush di Spagna (1492), del Gerush di Sicilia (1510) eccetera. O, sempre per esempio, che la presidente dell’associazione si chiama Valentina Sereni: e che Sereni è appunto uno dei cognomi ebraici più diffusi.

Insomma, mi pare che in questa denunzia della Divina Commedia da parte di tali attori si possa ravvisare un interesse privato in atti d’ufficio, per così dire. Sarebbe un po’ come se io, che sono rossa di capelli, invocassi la distruzione dei testi di san Girolamo, Padre e Dottore della Chiesa (nonché primo traduttore della Bibbia dal greco e dall’ebraico al latino), solo perché diceva che le donne rosse di capelli lo sono perché già lambite dal fuoco dell’inferno in cagione della loro lussuria e/o malvagità. Che faccio, la invoco?

1 Comment on “Dante è razzista”: ma mi faccia il piacere, mi faccia…

  1. Marco Maurizi | 18 marzo 2012 at 22:11 | Rispondi

    ah interessante scoprire chi è che ha “commissionato” la scomunica dantesca! Ad ogni modo, anche se fosse stato un atto in buona fede, mi sembra sempre più che il “politically correct” stia diventando una scusa per impedirsi di pensare le contraddizioni del reale.

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