Dalla banalità del male all’ottusità dell’ordinario

Ieri sera la trasmissione Chi l’ha visto? ha mandato in onda il filmato che riporta l’episodio allucinante svoltosi a Padova ieri mattina.

È sicuramente una delle cose più turpi che abbia mai visto.
Ed è una delle pagine più vergognose nella storia delle forze dell’ordine, con l’ispettrice di polizia che dice «io sono un ispettore di polizia e lei non è nessuno» — cosa credeva, di essere la Marchesa del Grillo? Mi ha fatto venire in mente un altro bell’esemplare di donna in divisa — quella della Centrale operativa di Genova che ai tempi del G8 liquidava l’assassinio di Carlo Giuliani con un disinvolto «Tanto uno già va beh e gli altri… 1-0 per noi…». Bisognerà superare dei test per entrare in polizia, immagino; ma non riesco a immaginare quali possano essere. So per certo che io non ne passerei neanche uno. Per fortuna.
Mi auguro che la faccenda non finisca nel dimenticatoio, e so di non essere la sola a pensarlo.

Già che ci sono, però, mi viene in mente la famosa banalità del male di cui diceva Hannah Arendt — e non voglio tirare in mezzo ideologie di nessun colore (ché poi l’autorità, la gerarchia, l’ordine e la disciplina son gli stessi dappertutto e hanno sempre l’opaca eguaglianza delle uniformi), ma soltanto constatare.

Constatare che da quanto dice la poliziesca gentildonna del filmato si evince che lei  e i suoi colleghi stanno soltanto eseguendo degli ordini:

Mi chiedo, se esiste, dove sia la differenza. E dove, partendo dalle premesse del filmato padovano, si possa arrivare ancora oggi. Qualunque risposta mi sgomenta.

4 Comments on Dalla banalità del male all’ottusità dell’ordinario

  1. Considerazioni corrette sul caso anche se poi occorrerebbe vivere la quotidianità in mezzo alla famosa gente di oggi. Pensiamo, terra terra, a un controllore di biglietti su un mezzo pubblico sia esso un autobus o un treno. E allora, credetemi, il pensiero si avvicina maggiormente al marchese del Grillo che alla Arendt. Altrimenti facciamo intellettualismo banalizzando il bene. Oggi troppo facile.

  2. Ciao Alessandra,
    anche io ho trovato allucinante la frase dell’ispettrice di polizia. In quanto al resto che hai postato mi è tornata in mente la scena del processo nel film The Reader in cui Kate Winslet, accusata di aver lasciato morire in un incendio, chiusi dentro una chiesa, non so quanti Ebrei, risponde che lei aveva soltanto eseguito gli ordini e che gli ordini erano quelli di non lasciar fuggire gli Ebrei.

    Leggo sempre il tuo blog, hai una bella testa, ma questo mi sa che te l’avevo già detto. :-)

    • Alessandra | 12 ottobre 2012 at 08:32 |

      Grazie, Rita :-)

      C’è troppa legge e troppo poca giustizia, ecco il punto. Abbiamo disimparato a resistere.
      Un abbraccio

      A.

  3. Grazie ;-)

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  1. Dalla banalità del male all’ottusità dell’ordinario | Caos scritto | il puntino del riflesso
  2. Legge non è giustizia | Caos scritto
  3. NUTesla | The Informant » “IO SONO UN’ISPETTRICE DI POLIZIA E LEI NON E’ NESSUNO” (LEGGE E GIUSTIZIA)
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