Levi Montalcini, cattivi maestri e falsa scienza

Ora che, per dirla aulicamente, la parabola terrena di Rita Levi Montalcini si è conclusa, espongo qualche considerazione in merito.

Sono contenta che sia morta? No, direi di no. La morte è il destino di tutti i viventi, e mi pare stupido gioire di una necessità. Avrei preferito che intervenisse Nemesis, a suo tempo — ma capisco che il secolo breve abbia imposto anche alle divinità un surplus di lavoro.

Alfred Rethel, "Nemesis" (1837)

Non mi dispiace nemmeno che sia vissuta fino a 103 anni: naturalmente è lunghissima la lista di coloro che avrei preferito beneficiassero della medesima longevità, ma la cosa non dipende da me né da nessun altro mortale — pertanto è inutile dolersene.

Non me la prendo neanche per le ombre sull’assegnazione del Nobel e sulla vecchia serissima faccenda del Cronassial, il farmaco spacciato per miracoloso e rivelatosi poi mortale; né per l’entusiastico sostegno a scenari da incubo come la produzione e l’impiego  degli embrioni chimera.

In realtà quello che più mi urta (mi ha sempre urtato) è l’incrollabile fiducia di questa pia macellaia nella bontà-giustezza-doverosità della sperimentazione animale, pratica discutibile ormai riconosciuta inaffidabile eppure sempre difesa a spada tratta col ricorso ai consueti distinguo:

[…] Nel 1960 il direttore di una commissione australiana sul cancro, Kenneth Starr dice: «È impossibile applicare alla specie umana informazioni ottenute provocando il cancro negli animali». Nel 1981, Dulbecco: «l’alterazione della funzione dei geni è diversa nell’animale e nell’uomo». Il professor Burr della California: «Possiamo fidarci solo delle sperimentazioni compiute sull’uomo».
C’è qualcuno che recentemente ha denunciato gli abusi nella sperimentazione animale. È il premio Nobel Rita Levi Montalcini, destando stupore sulle pagine di alcuni giornali.

RITA LEVI MONTALCINI
Non sono animalista. Sono per il controllo e la dignità dell’animale. Tanto è che giovane, ancora adolescente, ho rifiutato qualunque esperimento che potesse comportare sofferenza al cucciolo, poniamo. Quindi io ho mai cambiato, sono sempre stata per il rispetto dell’animale, ho rifiutato la carriera di sperimentazione che non accettavo. Quando io ero in America ho visto tagliare le corde vocali agli animali domestici per non sentir le loro urla. Questo è atroce: non soltanto si fa soffrire l’animale ma gli si impedisce di dimostrarlo. Ho fatto un esperimento su un primate, un piccolo, e si è ribellato, era semplicemente un’iniezione innocua, ma la sofferenza che io vedevo mi ha impedito di lavorare anche a livello dei primati subumani.

AUTRICE
Serve o non serve allo scienziato?

RITA LEVI MONTALCINI
Si, oddio bisogna che sia controllata, purtroppo non possiamo farne a meno, però lo si deve fare con il massimo rispetto dell’animale stesso e senza farlo soffrire.

[…]

AUTRICE
Ma esistono dei farmaci che sono stati sperimentati sugli animali e poi sull’uomo hanno dato risultati completamente diversi.

RITA LEVI MONTALCINI
No, non mi risulta! Io ritengo che l’esperimento sull’animale è valido, naturalmente con il controllo. Scusi: ma sono domande che non mi vanno tanto. [fonte]

Ora, questa donna è campata fino a superare il secolo di vita; posto che ci si comincia a interrogare sulla possibilità/esigenza di una via alternativa alla sperimentazione animale (non chiamatela “vivisezione”, ché questi dispatici s’indispettiscono) perlomeno sul finire degli anni Cinquanta del XX secolo, all’epoca Rita Levi Montalcini era quasi nel mezzo del cammin di sua vita. Da allora, ha continuato la sua attività per un altro mezzo secolo: possibile che una studiosa preparata, di mente acuta e intelligenza aperta (così dicono), in tanti decenni non abbia mai neanche per un momento avvertito l’esigenza di fermarsi a riflettere o il bisogno di interrogarsi sul suo vissuto? Possibile che in un campo sdrucciolevole come quello della ricerca la signora non sia mai stata sfiorata dal dubbio che certe pratiche fossero superate o di esito incerto o eticamente riprovevoli?

Ecco, è questa inscalfibile certezza che mi spaventa — diffido sempre di chi non nutre dubbi e non osa mettersi in discussione. Così, lo ripeto, non sono contenta che sia morta Rita Levi Montalcini; e neanche dirò che mi dispiace. Quello che mi dispiace veramente è che abbia allevato generazioni di studiosi pronti a seguire il suo esempio — cattivi maestri formano cattivi allievi.

12 Comments on Levi Montalcini, cattivi maestri e falsa scienza

  1. Colla, una breve messa a punto s’impone: io non ho deprecato gli antenati circoncisi della Levi Montalcini dei quali non me ne importa poi tanto;io depreco che lei, non ha posto in luce con la dovuta attenzione, su chi furono gli sponsor del premio Nobel.Rinnovo il quesito e mi aspetto una risposta, non una replica stizzita. Per quanto riguarda Francesco De Lorenzo, io lo ricordo vistosamente dimagrito, con il volto emaciato, contritto,disfatto di fronte ai solerti e ultra zelanti magistrati, nel corso di un processo, dopo che aveva soggiornato nelle patrie galere.Per quanto riguarda la gogna mediatica nessun maschio gentile fu risparmiato,compresi De Lorenzo e Poggiolini,inoltre in qualche caso, alcuni si suicidarono. Post Scriptum.Vedo che ha abiurato alle sue convinzioni politiche giovanili…è proprio vero si nasce piromani e si muore pompieri!

    • Alessandra | 5 gennaio 2013 at 18:07 |

      Maffei, è soltanto la buona educazione ricevuta che m’impone di risponderLe.
      Sulla costruzione del mio scritto mi sono già espressa.
      Resto dell’idea che De Lorenzo e Poggiolini non abbiano pagato a sufficienza, ma è un’opinione personale, naturalmente.
      Non abiuro e non rinnego proprio niente: ma continuando a camminare le prospettive mutano. C’è chi preferisce camminare e chi preferisce restare fermo. Io cammino.

  2. Colla, non so se per solidarietà femminista, ha passato sotto silenzio una grave responsabilità di costei; tanto da pensare che vige anche nel suo caso, una sorta di sorellanza sinistra e becera, che impone un “politicamente corretto” a tutti, pure nell’area antagonista impropriamente definita di estrema destra. La Levi Montalcini, ai bei tempi di “mani pulite”, fu tirata in ballo dal noto Poggiolini, al centro di un famoso caso di malasanità, basato su tangenti e corruzione che coinvolse anche l’allora ministro della sanità.Costui rilevò ai magistrati che il premio Nobel che le venne assegnato, fu in pratica sponsorizzato da una nota casa farmaceutica internazionale. Ovviamente siccome la nostra scienzata, oltre che ad essere una donna era di origine ebraica, il tutto venne passato sotto silenzio.Penso che lei ha il dovere di deprecare anche questo lato oscuro della Levi Montalcini, non solo la vivisezione degli animali che deploro anch’io ben s’intende.Concludo con una domanda: se la Levi Montalcini, non fosse stata in primis una donna, per giunta di origine ebraica, pensa che le sarebbe stata risparmiata la gogna mediatica riservata a tutti, magari con un breve soggiorno nelle patrie galere, oppure no? Tenga presente il fatto che tutti gli arrestati, in quel periodo, erano maschi e non appartenenti al “popolo eletto”.

    • Alessandra | 5 gennaio 2013 at 13:19 |

      Maffei, da quella che Lei definisce “area antagonista impropriamente definita di estrema destra” mi sono allontanata da tempo. Tutto quello che penso, dico e scrivo è espressione del mio sentire personale — il solo di cui posso, devo e voglio rivendicare la responsabilità.
      Non ho passato sotto silenzio i fatti di cui lei parla: troverà tutta la storia ai link evidenziati nel mio post.
      Le origini ebraiche di Rita Levi Montalcini mi lasciano del tutto indifferente, e non è certo questo che bisogna “deprecare” della scienziata.
      Rispondo alla Sua domanda con un’altra domanda: gli esecrabili Duilio Poggiolini e Francesco De Lorenzo, di sesso maschile e “gentili”, condannati a un risarcimento pecuniario nell’aprile dello scorso anno, hanno subito una qualche gogna mediatica e soggiornato adeguatamente nelle patrie galere?

  3. alba ciarleglio | 4 gennaio 2013 at 13:52 | Rispondi

    Mi accorgo ora che non sei più su FB o per qualche arcano mistero sono stata cancellata tra i tuoi contatti? mi mancano i tuoi post, mi auguro non ci sia nulla di personale :-) Buon anno

    • Alessandra | 4 gennaio 2013 at 14:02 |

      No, no, cara Alba: tu non c’entri nulla :-)
      Sono io che ho lasciato fb, almeno per il momento. Avevo (ho) bisogno di un po’ di tranquillità e di dimenticare alcuni fatti e alcune persone.
      Questo blog invece continua, eccome! E naturalmente per una chiacchiera c’è il mio indirizzo di posta —> info@alessandracolla.net
      Buon anno anche a te e a presto :-)

  4. alba ciarleglio | 4 gennaio 2013 at 13:42 | Rispondi

    Qualche giorno fa ho postato una sua frase sul femminismo che mi è parsa molto pertinente, per il resto non mi sono pronunciata perché non la conosco. Certo che quando decidono a chi consegnare i Nobel, è bene cominciare ad avere sospetti…sembra quasi rappresentativo per una forma di protezione intellettuale del pensiero dominante, vedi Obama, L’Europa, l’inventore del DDT ecc.

    • Alessandra | 4 gennaio 2013 at 13:53 |

      Ho visto la frase che hai citato, Alba :-)
      Non intendevo certo dire che Levi Montalcini fosse una stupida o un’ignorante! Anzi, proprio perché era quella che era, certi suoi atteggiamenti mi paiono proprio fuori posto.

      Non so bene come funziona il meccanismo di assegnazione dei Nobel, ma mi sembra che da diversi anni a questa parte siano state prese alcune, come dire?, cantonate, ecco.

  5. Bell’articolo: sei una voce fuori dal coro e apprezzo.
    Sono entrata nel tuo blog perché ho appena visto il film Agorà in tv e cercavo approfondimenti su Ipazia e su quel periodo storico in Egitto.
    Bentrovata :)

    • Alessandra | 4 gennaio 2013 at 10:42 |

      Grazie, Dea Silenziosa, e benvenuta :-)

      Sì, ho visto che ieri sera davano “Agorà”: a me non è piaciuto, ma trovo che possa aver contribuito in qualche modo a far conoscere almeno l’esistenza di Ipazia, e certi risvolti poco noti della storia della Chiesa. Il che non è un male ;-)
      Ti auguro una buona giornata

      A.

  6. Ottimo articolo Alessandra, come sempre.
    Come faceva a non rendersi conto che la dignità di un animale viene meno nel momento stesso in cui egli è sottoposto ai nostri esperimenti, dolorosi o innocui che siano e che già nell’atto stesso del disporre della vita senziente vi è una negazione della dignità della stessa? Forse l’essere appartenuta ad un’altra generazione ha giocato a sfavore di una consapevolezza in quel senso, certi pregiudizi incrollabili – come quelli sulla necessità di un certo tipo di scienza, pure se del tutto immorale – sono duri a morire. Comunque a me la notizia della sua morte ha lasciato indifferente, insomma, la sua vita l’ha vissuta, giusta o sbagliata che sia stata, ma, di certo, non ne gioisco perché non gioisco mai della morte di qualcuno, mi spiace solo che sia avvenuta prima di mutare le sue convinzioni e che, come rilevi tu, ha formato molti allievi convinti della giustezza della sperimentazione animale.

    • Alessandra | 4 gennaio 2013 at 10:39 |

      Grazie, Rita :-)

      Sicuramente, come dici tu, Levi Montalcini apparteneva a un’altra generazione dotata di altre sensibilità: ma se nel Quattrocento Leonardo da Vinci poteva immaginare un mondo in cui l’uccisione di un animale sarebbe stata paragonata a un omicidio, è sintomatico che nel Novecento, a fronte del sorgere di tanti dubbi sulla questione, una donna di cultura non abbia sentito il dovere morale di porsi delle domande. Mi obietterai che Leonardo era un genio e Levi Montalcini no: e pure questo è vero.

3 Trackbacks & Pingbacks

  1. Levi Montalcini, cattivi maestri e falsa scienza | Caos scritto | il puntino del riflesso
  2. Oltre la Coltre » LEVI MONTALCINI, CATTIVI MAESTRI E FALSA SCIENZA
  3. LEVI MONTALCINI, CATTIVI MAESTRI E FALSA SCIENZA « La Strage degli innocenti

Rispondi a gherardo maffei Annulla risposta

Your email address will not be published.

*