Orizzontale e verticale secondo Santanché

(dal quotidiano Rinascita)

Giovedì sera, a Servizio Pubblico, si è parlato — ovviamente — di Berlusconi. Per la precisione, del processo che vede l’ex premier imputato di concussione e prostituzione minorile. In studio, oltre a Santoro, Travaglio e altri ospiti, Daniela Garnero in Santanché.
Non è il caso di perdersi a riassumere la puntata: basta farsi un giro sul web per farsene un’idea più che esaustiva. Voglio invece soffermarmi su Garnero in Santanché: la quale, dimostrando di non comprendere il senso del processo — proprio come non lo comprendono i sostenitori a vario titolo di Berlusconi — ha espresso almeno due punti di vista che meritano un po’ d’attenzione. (Se poi quella mancata comprensione sia voluta o no, è un altro paio di maniche).

Dunque Garnero in Santanché denuncia l’ipocrisia di chi attacca la libertà personale di Berlusconi in nome della libertà. Richiamo brevemente il concetto di “ipocrisia”: «Simulazione di virtù, di devozione religiosa, e in genere di buoni sentimenti, di buone qualità e disposizioni, per guadagnarsi la simpatia o i favori di una o più persone, ingannandole» (Treccani). E segnalo che giusto due anni fa, nel marzo 2010, scrivevo quanto segue:

“1) perché una che è stata p.r. come organizzatrice degli spogliarelli di porno-star nella discoteca “Beau Geste” di Milano con la sua società Dani Comunicazione e che è convinta che la bellezza femminile (vulgo: gnocca) sia l’ingrediente indispensabile per il successo deve poi passare per una che vuole fermamente tutelare i diritti delle donne (musulmane, per giunta) al punto di inscenare teatrini pietosi come quello del novembre 2009? [continua qui]

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