Pietas l’è morta

Mi ero ripromessa di non scrivere neppure una riga su quello che ormai è il “caso Priebke”. Ma dopo le scene di ieri ad Albano Laziale, mi smentisco volentieri.

È dai tempi di Omero che l’oltraggio al cadavere viene ritenuto biasimevole: Achille che trascina nella polvere il cadavere di Ettore vinto non ci fa una bella figura; e su Antigone che spiega alla sorella Ismene perché è disposta a morire per dare sepoltura al fratello Polinice, condannato dalle nuove leggi a finire in pasto ai corvi, ha scritto mirabilmente Sofocle (chissà se a scuola lo si studia ancora).

[…] ma il corpo
di Polinice, che perí di misera
morte, per ordine indiscusso vieta
che sia sepolto o pianto da nessuno,
ma, senza tomba e illacrimato resti
caro ambìto tesoro agli occhi ingordi
degli uccelli, che possano cibarsene.
Questo col bando impose il buon Creonte
a te, dicono, e a me — capisci? a me! —
e verrà qui per proclamarlo chiaro
a chi l’ignora; e che non prenda l’ordine
nessuno alla leggera; e il trasgressore
lapidato morir dovrà dal popolo
della città. Son questi i fatti.
[…]
Sepolcro io gli darò; bella, se l’opera
avrò compiuta, mi parrà la morte.
E cara giacerò presso a lui caro,
d’un pio misfatto rea: poiché piacere
piú lungo tempo a quelli di laggiú
debbo, che a quelli che qui sono. Là
giacer debbo in eterno. E tu, se credi,
disprezza pure ciò che i Numi pregiano.

Impedire un gesto di pietas, impedire ai familiari di chicchessia di onorare il proprio defunto con una degna sepoltura mi pare un sopruso inaccettabile; e infierire su un morto — che sia chiuso in una cassa o steso sul selciato non ha nessuna importanza — è per me la cosa più vile che un essere umano possa fare. Penso ovviamente a piazzale Loreto (Ferruccio Parri definì l’accaduto “esibizione da macelleria messicana”, e Sandro Pertini imputò a quell’atto di aver “disonorato l’insurrezione”), ma penso anche a scempi più recenti — i coniugi Ceasusescu, Saddam Hussein, Muammar Gheddafi, Osama bin Laden (o il suo simulacro).

E poi, vogliamo ricordare cosa dice il Codice Penale?

Capo I: DEI DELITTI CONTRO LA RELIGIONE DELLO STATO E I CULTI AMMESSI

Art. 405 Turbamento di funzioni religiose del culto cattolico

Chiunque impedisce o turba l’esercizio di funzioni, cerimonie o pratiche religiose del culto cattolico, le quali si compiano con l’assistenza di un ministro del culto medesimo o in un luogo destinato al culto, o in un luogo pubblico o aperto al pubblico, e’ punito con la reclusione fino a due anni. Se concorrono fatti di violenza alle persone o di minaccia, si applica la reclusione fino a tre anni.

Capo II: DEI DELITTI CONTRO LA PIETA’ DEI DEFUNTI

Art. 409 Turbamento di un funerale o servizio funebre

Chiunque, fuori dei casi preveduti dall’articolo 405, impedisce o turba un funerale o un servizio funebre e’ punito con la reclusione fino a un anno.

La gestione del “caso Priebke” è l’ennesima riprova di quanto in basso sia caduto questo sciagurato Paese, che niente e nessuno potrà indurmi a chiamare Stato o Nazione. E tutti voi che avete sputato sul carro funebre, o avete plaudito a chi l’ha fatto, o avete lasciato che si creassero le condizioni per poterlo fare, o sornionamente avete fatto finta di nulla perché la cosa non vi riguardava (ma “per quanto voi vi crediate assolti siete per sempre coinvolti”, come avrebbe detto il Faber) — tutti voi, nessuno escluso, mi fate profondamente schifo.

20 Comments on Pietas l’è morta

  1. Hai espresso meravigliosamente ciò che ho provato e provo in merito a questa vergognosa vicenda.

  2. Ottimo Articolo Alessandra.!

  3. “Impedire un gesto di pietas, impedire ai familiari di chicchessia di onorare il proprio defunto con una degna sepoltura mi pare un sopruso inaccettabile” Sa che suo figlio non ha voluto sapere niente del corpo del padre? sa che nessun paese lo ha accettato, nemmeno la sua Germania? sa che nell’intervista che ha fatto pubblicare postuma, ha detto nuovamente che non si pentiva di quello che aveva fatto? sa che tra le persone che hanno protestato ad Albano, dove doveva essere sepolto se non fosse stato per la reazione del popolo, c’erano gli eredi di quelle 335 persone morte nell’eccidio? Era meglio che si attenesse al suo pensiero iniziale, non scrivere nulla sull’argomento. Mi sembra che gli sia stata mostrata più che benevolenza nel lasciarlo vivere in un paese a nostre spese, libero di fatto di fare quello che voleva e anche a nostre spese. Ora erigergli anche una tomba anche no, mostrargli ulteriore benevolenza anche no. Ti consiglio di parlare con uno dei tanti sopravvissuti ai campi e ascoltare da loro se conservano ancora della pietas per chi in vita non ne ha mai mostrata. La favoletta del militare che esegue solo gli ordini, questa è una cosa che fa davvero schifo.

    • Alessandra | 22 ottobre 2013 at 11:53 |

      Rispondo alle Sue domande:
      1) Quando ho scritto il post, il figlio non si era ancora espresso in merito.
      2) Non m’interessa che cosa fanno gli altri paesi. Io sono italiana e m’interessa che cosa fa l’Italia.
      3) Non m’interessa neppure che cosa abbia detto Priebke nell’intervista.
      4) Ne avevano tutto il diritto.

      Se non Le dispiace, e anche se Le dispiace, questo spazio è mio e ci scrivo quel che più mi aggrada.

      Non ho mai parlato di benevolenza o di onori, né ho mai giustificato in qualche modo l’operato di Priebke: mi sono espressa solo ed esclusivamente in merito alla non legittimità e non eticità della negazione di una sepoltura.

      Vedo che anche Lei, come milioni di altri, purtroppo, confonde “pietà” con “pietas”. La responsabilità è sicuramente del nostro disastrato sistema scolastico.

  4. Peccato, però, che non abbia mai rinnegato nulla! E quindi quanto dice non corrisponde al vero…

  5. che si manifestassero gli eventi citati era prevedibile per cui, se c’è un colpevole è la miope istituzione che non ha VOLUTO anticiparli ed evitarli. Assodato che la “carcassa” di uno sterminatore tedesco non la vuole nemmeno la Germania , se io avessi avuto il potere di decidere avrei optato per una bella cremazione e ceneri sul mare. Invece quella tomba sarà per decenni oggetto di atti di vandalismo e/o pellegrinaggio di nazinostalgici.I cittadini di Albano dovranno subire quello che non hanno mai richiesto. Arriverà il punto che non se ne potrà più e la cassa misteriosamente sparirà. Detto questo sul tema “smaltimento della carcassa”, aggiungo un pensiero sull’individuo che la abitava. Priebke FORSE fu un esecutore; certo è che -se per anni MAI ha espresso parole di rammarico e pentimento per quella strage- abbiamo le prove che ha condiviso con entusiasmo l’eccidio che gli è stato commissionato. Difficile dire che il suo atteggiamento non sia causa diretta degli spettacoli visti durante lo “smaltimento della carcassa” .

    • Alessandra | 17 ottobre 2013 at 19:36 |

      Priebke non è stato sepolto ad Albano. Di che parla?

    • Luisa Avetta | 17 ottobre 2013 at 21:33 |

      hai ragione . Ho appena sentito che la carcassa è in un hangar blindato perchè non sanno dove metterlo.Evvai di soldi pubblici.

  6. E la pietas in vita? Questo “essere” mai ne ebbe. Trovo queste sue parole ai limiti della decenza civile, soprattutto per i familiari delle vittime che ha mietuto. Mi addolora sentire tanta solidarietà per questa salma

    • Alessandra | 17 ottobre 2013 at 10:09 |

      La “pietas”, gentile Silvana, non ha niente a che vedere con la “pietà”.
      Non ho espresso (né mi interessa farlo) alcuna solidarietà a Priebke o al suo operato: mi sono limitata a manifestare il mio profondo disagio di fronte all’abbrutimento che consente di ostacolare un funerale e oltraggiare un morto.
      I fatti dicono che non fu una scelta di Priebke la fucilazione di 335 persone: lui comandava il plotone di esecuzione, come previsto dal suo grado di ufficiale (non era un gerarca nazista).

  7. Grazie, Alessandra..

  8. Stefania Barsi | 16 ottobre 2013 at 22:35 | Rispondi

    condivido, non nego con grande amarezza, ogni singola parola. Non riuscendo a trovare il modo giusto per esprimere il mio pensiero, ho condiviso il tuo scritto….

    • Alessandra | 17 ottobre 2013 at 08:32 |

      Grazie, Stefania. Credo che l’amarezza che ho provato io nello scrivere quelle righe non sia inferiore a quella che hai provato tu nel leggerle.

  9. Roland Marcoli | 16 ottobre 2013 at 15:18 | Rispondi

    Condivido e diffondo
    Saluti Roland Marcoli

  10. Io invece aspettavo un tuo scritto…e…è arrivato.

  11. andrea la placa | 16 ottobre 2013 at 11:25 | Rispondi

    Sublimi parole Alessandra! Con due precisazioni: 1) non credo proprio che, nella scuola attuale, Sofocle venga studiato se non a livello nozionistico;2)meglio allora! perchè di Creonti ne avevano uno solo, mentre oggi, dopo due millenni abbondanti, quanti sono? Ricorda Orazio: “Odi profanum vulgus et arceo!” Vale soror!

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